Parentesi tonde

Il mio cervello...il mio povero cervello...

[Krocodylus1991, Eltigre]

Di: Michele Lunella
Con: Raffaella Lecciso, Karim Capuano, Eva Henger

La Cinewalkofshame, com’è ovvio, non si fonda solo sulla pazienza di chi guarda i film. Molte altre sono le persone da ringraziare, senza le quali questo sporco lavoro non sarebbe possibile. Una di esse è Il Carlo. Costui è una specie di Indiana Jones del trash, uno che gode masochisticamente a rovistare nella merda e a cavarne titoli destinati altrimenti all’oblio. Come un cane da tartufi, Il Carlo va a caccia di commedie idiote, horror caserecci e film d’azione inverosimili, senza dimenticare la sua grande passione per la blasfemia: ancora oggi sta cercando film su Padre Pio (escluso quello con Gigione e Jo Donatello) trash, possibilmente con inclinazioni horror-erotiche. Nonostante queste spaventose premesse, il blog deve a questo poco raccomandabile individuo alcune delle sue migliori mattonate. Una di esse, e qui veniamo al sodo, è Parentesi tonde.

Lo staff di questo blog ha visionato diverse pellicole, e ognuna di esse ha lasciato un segno. Ma la ferita profonda inferta da Parentesi tonde sarà difficilmente risanata: se Krocodylus1991 ha resistito alla botta, Eltigre ne è uscito irrimediabilmente devastato. Veniamo al “film”. Tutto ruota intorno a un villaggio vacanze, gestito dall’animatore Pippo (Pippo Pelo). Qui si intrecciano le patetiche vicissitudini di alcuni tamarri d’altri tempi: Vanessa (Raffaella Lecciso, per Dio, Raffaella Lecciso!) vuole dimenticare l’ex moroso Luca (Antonio Zequila!) e tresca con l’animatore Mark, fino a scoprire che non è l’intelligenza ciò che lui vuole da lei; e questo è grave, perchè a lei, testualmente, “piace il cervello” (in effetti recita come uno zombie). La sua amica Manuela, intanto, trombeggia con Cristiano (magistralmente interpretato da Karim Capuano), altro animatore sfigato con figlio a carico ed ex moglie (Eva Henger) un pochettino bagascia. Basti pensare che la meta più ambita da tutti è la vittoria al tristissimo concorso Stella Emergente, presentato da Flavia Vento con Marco Columbro presidente della giuria. Nel finale si scopre che era tutto un sogno, che non è successo niente e che Vanessa è attesa all’altare, dove impalmerà il buon Luca sotto gli occhi soddisfatti dell’organizzatrice di matrimoni Patrizia De Blanck, che mai e poi mai ci azzarderemo a chiamare “contessa”, giusto per non infierire sulla già decadente nobiltà italiana.
Da dove cominciamo? Una volta toccato il fondo, si può solo scavare. E scavando a lungo si arriva a questo film. Partiamo dai lati positivi: l’attore che interpreta il piccolo Matteo è davvero bravo, e gli auguriamo una maggiore fortuna per il futuro. Fine dei lati positivi. Tutto il resto fa schifo: non un solo muscolo si contrae sulle facce di tolla dei protagonisti, non un’emozione sfiora le loro menti annebbiate. I movimenti scattosi e impacciati che li caratterizzano sono indegni di un minorato mentale al primo giorno sul set. In particolar modo, la voce da Darth Vader di Capuano e l’insopportabile accento di Eva Henger, che nei film porno recitava molto meglio, fanno sembrare Chuck Norris il nuovo De Niro. La presunzione della regia raggiunge livelli dannosi per la salute umana, con inquadrature che tagliano le teste e tremendi stacchi da una scena all’altra, alternati con incredibili effetti sfumatura alla Movie Maker. Lo sceneggiatore, che meriterebbe l’ergastolo, inanella una stronzata dopo l’altra senza sosta, sbagliando tempi comici e distruggendo tutte le certezze dello spettatore sulla validità del concetto di cinema come arte. Lo staff ha assistito, in un misto di agonia e disperazione, all’inesorabile crescendo della stupidità: si va dalle battute di Pippo Pelo, talmente stantie da non meritare altri commenti, a tutti gli altri tronisti e squinzie d’avanspettacolo rubate al porno e alla TV. Anche senza entrare nel discorso morale del film (e che moralità può esserci in questa vaccata?) il risultato complessivo è desolante. Persino in Quattro carogne a Malopasso si provava meno imbarazzo. Perchè c’è differenza tra recitare male e non recitare, tra dirigere con i piedi e non dirigere; ci siamo capiti. C’è poco altro da dire, anche perchè le parole non servono. Si tratta sì di un film trash, ma un trash malsano, disgustoso: bisognerebbe segnalarlo agli autori dello Zingarelli, perchè la definizione di “squallore” non può prescindere da Parentesi tonde. Pure il titolo non ha nessun senso, insomma è messo lì a caso. E’ difficile sbagliare tutto, ma Michele Lunella ci è riuscito. Dovremmo fargli i complimenti?
Ah, ma poi: che cazzo ci sta a fare Patrizia De Blanck in un film? Ok, gli altri non sono da meno e in confronto alle due baldracche protagoniste pare Ingrid Bergman. Ma perchè ce l’hanno messa? Chi è il decorticato mentale che ha fatto il casting? Dev’essere andato un giorno negli studi Mediaset, dove ha reclutato tutti gli imbecilli che è riuscito a trovare. Noi lo immaginiamo così. Chiudiamo con una buona notizia: la merda appena recensita ha incassato poche migliaia di euro al cinema, è stato ritirato e mai più proiettato. C’è ancora giustizia in questo mondo.

Produzione: ITA (2006)
Scena madre: dovendo scegliere, forse il cazziatone che Capuano fa a Eva Henger. Una cosa che Maccio Capatonda stesso rifiuterebbe di recitare.
Potresti apprezzare anche…: una martellata sui coglioni.
Come trovarlo: non è mai uscito in DVD nè in VHS, non dovete guardarlo, dimenticatelo!
Da guardare: ripeto, non dovete guardarlo! Fa troppo schifo!

Un piccolo assaggio:  (alcune delle scene più tremende; occhio alla battuta sugli “interessi vari”)

Pubblicato il gennaio 21, 2012, in Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Rido per non piangere. Non aggiungo altro.

  2. Questo è veramente impegnativo….!

  3. Giucas Casella? Quel Giucas Casella….ahahahahahahahahahahahahahah. improponibile.

  4. Pippo pelo è l’unico che salverei , per il resto ….

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