Le notti erotiche dei morti viventi

Non illudetevi: praticamente, gli zombi non trombano mai.

[Krocodylus1991, Jacob, Gatoroid]

Di: Aristide Massaccesi (Joe D’Amato)
Con: George Eastman, Mark Shannon, Laura Gemser

Com’è stato possibile, anche per un maestro del trash come Joe D’Amato (al secolo Aristide Massaccesi), coniugare due generi tanto diversi come il porno e lo zombie-movie? Come avrà fatto? Semplice: non l’ha fatto. Il titolo di questo film è una squallida menzogna per attirare nelle sale solitari infoiati e amanti dei film di Romero. Tentativo, peraltro, fallito miseramente. Il flashforward iniziale ci regala una bella presentazione del mitico George Eastman rinchiuso in un manicomio dominicano, che approfitta della situazione per bombarsi una procace infermiera, sotto gli occhi libidinosi di un pirlone che passava di lì. Come ci sarà arrivato? Presto detto: Eastman era un valoroso marinaio che un giorno, dopo aver sfiorato la rissa in una memorabile partita a poker con dei buzzurri ubriaconi, riceve la visita dell’architetto John Wilson (Mark Shannon, che sfoggia un bel paio di baffi alla John Holmes), che propone, dietro lauto compenso, di portarlo sull’Isola del Gatto, che la leggenda vorrebbe popolata dai morti viventi. Questo è il plot sostanziale: D’Amato ci ficca dentro alcune scene porno alquanto tristi e mal girate, giusto per allungare il minutaggio. Giunti sull’isola, Eastman, l’architetto e la sua baldracca incontrano un vecchio deforme e una bella indigena (Laura Gemser), che non sono parenti, non hanno uno scopo nella vita, insomma non si capisce che cazzo ci facciano lì. Un bel giorno i non morti, risvegliati da un impressionante gatto che al posto di miagolare ulula e grugnisce, e che non ha niente a che vedere con il resto della trama, tentano di assaltare Eastman mentre gode delle grazie della bella indigena, ma lui si salva esibendo la ridicola statua regalatagli dal vecchio perchè “lui è nato qui”. Va peggio all’architetto-pornostar: completamente accecato dalla volontà di patonza, si lascia fare un servizietto dall’aitante nativa, che però gli gioca il peggior tiro mancino possibile durante il sesso orale, esibendo poi come trofeo una bella salsiccia avanzata dalla festa dell’Unità di Latina. Dal massacro si salverà il solo Eastman, che però impazzirà e finirà in manicomio a sedurre le infermiere. Il cerchio si chiude.
Patetico mischione di zombi-movie, horror e film esotico, con influenze di cannibal-movie, Le notti erotiche dei morti viventi si presenta come un qualcosa di talmente raffazzonato da lasciare lo spettatore a bocca aperta. Non soltanto D’Amato riesce a far recitare malissimo gli attori persino nelle scene di sesso, ma infila una sequenza di elementi totalmente casuali ed avulsi alla trama che appesantiscono gli oltre 100 minuti di estenuante visione. Si vedono in tutto una dozzina di zombi mal contati, truccati con poche lire e tutti vestiti da suore, che emergono dalla sabbia, mordono al collo come i vampiri e per giunta non appaiono nelle fotografie! Mitica, in proposito, la scena dello zombi decapitato la cui mandibola continua a mordere, tanto che il povero architetto è costretto ad allontanarla con un calcio di rigore degno di Rooney. Tra un’inquadratura ravvicinata dei genitali di Shannon (veramente onnipresenti!) e un riflesso di macchina da presa, il prode Massaccesi ci regala almeno due scene cult: nella prima una ballerina si esibisce in uno spogliarello integrale, che culmina con una bottiglia di champagne stappata con la sola forza dei muscoli pubici (del tappo non sappiamo più nulla). Nella seconda, con una castroneria di montaggio veramente d’eccezione, la statuetta nera cade a terra e si trasforma nel gatto, che subito ne approfitta per saltar via senza un perchè. Si aggiunga che il giorno e la notte diventano, in mano al vecchio Joe, concetti assolutamente relativi: e così uno dei protagonisti può entrare nella baraccia di giorno, agire al suo interno di notte e poi uscire quando è di nuovo giorno, il tutto in cinque minuti. Musiche imbarazzanti di Pluto Kennedy.
Per concludere, vorremmo rendere omaggio a George Eastman, che ha rifiutato di girare scene hard, tanto che per tutto il film finge di fornicare senza mai levarsi i jeans o slacciarsi la lampo, neppure in acqua!

Produzione: ITA (1980)
Scena madre: dopo ottanta minuti circa di maschilismo becero e gratuito, le scene in cui le donne si prendono la rivincita mostrando la forza prima della vagina e poi delle mandibole valgono tutto il film.
Potresti apprezzare anche…: Porno holocaust.
Come trovarlo: è uscito in DVD!
Da guardare: evitate di mostrarlo alle fidanzate (che imbarazzo!), piuttosto portateci degli amici idioti, come abbiamo fatto noi.

Un piccolo assaggio:  (questi, per Joe D’Amato, sono “dialoghi”)

Pubblicato il gennaio 27, 2012, in 1980 - 1989, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. I film horror, in genere non dovrebbero fare ridere, stessa cosa vale per i film porno. Ora, perchè io per tutto il film non ho fatto altro che ridere come un idiota, meravigliandomi dell’accozzaglia di scemenze presenti in questo “capolavoro”? Il fatto è che coi 2 generi citati prima non c’entra nulla! Se qualcuno mi venisse a dire:” Guarda, stasera devo rimanere a casa, sono solo e per questo mi sono affittato un film! Le notti erotiche dei morti viventi! Dal titolo è dalla copertina sembra intrigante!”. La mia risposta sarebbe:”Idiota!! Adesso rimedia subito amici, birra e tutto il necessario a una serata all’insegna delle cazzate!!” Se guardi questo film da solo le cose sono 2: o lo spegni dopo i primi dieci minuti, o sei una persona molto triste e lo guardi lo stesso.

  2. D’Amato avrebbe potuto dirigerlo meglio, visto che gli ingredienti per un super film c’erano tutti. Ma sarebbe stato troppo facile. E’ venuto fuori invece un delirante blob di horror minimalista con poco gore e sesso trucido, condito con un’atmosfera di delirio totale.
    Un film folle sulla follia (che apre e chiude il film). Non tra i migliori del maestro romano (quelli sono Buio Omega, Caligola la storia mai raccontata ed Emanuelle in America) ma neanche abissalmente noiosi al livello di titoli più celebrati ed etichettati come cult movies come Antropophagus e il barbosissimo ma dalle grandi potenzialità (pure quello) Porno Holocaust.

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