Gamera VS Viras – Il mostro invincibile

Mitico!

Di: Noriaki Yuasa
Con: Toru Takatsuka, Carl Crane, Mari Atsumi

Dell’incredibile serie di mostri partorita dalle menti nipponiche negli anni ’50, Gamera è sicuramente il più ridicolo. Chi è Gamera? Gamera è un tartarugone goffo e pupazzesco, capace di volare grazie alla spinta propulsiva del suo carapace dotato di razzi, di sputare fuoco e di interagire con i bambini orientali, suoi grandi amici. E così lo vediamo vagare a caso per lo spazio durante i titoli di testa. Segue presentazione dei protagonisti umani: due bambini spocchiosi e insopportabili, paradossalmente i migliori attori dell’intero film, che fanno parte delle Giovani Marmotte nippo-style. Ai due viene permesso da uno scienziato di guidare un piccolo sommergibile per svariate miglia marine, senza l’aiuto di nessuno. Non tutti sanno, infatti, che in Giappone gli undicenni guidano abitualmente attrezzature delicate e costosissime durante le visite scolastiche. Casualmente, nello stesso oceano c’è anche Gamera, che loro chiamano (per motivi a noi ignoti) King. Ma l’imprevisto è in agguato: i soliti alieni in tutto e per tutto uguali ai giapponesi e che parlano pure la stessa lingua meditano un piano già tentato in mille altri film dello stesso genere: assoggettare il mostro alla loro volontà e ricattare la Terra. Insieme al tartarugone, sono rapiti anche i due bambini, ma li lasciano girare per l’astronave e curiosare qua e là, dimostrando così che in Giappone sbarcano solo alieni irrimediabilmente distratti. Il piano malvagio riesce e Gamera\King inizia a devastare tutto. Viene da chiedersi perchè il governo non ricorra all’altra vagonata di mostri (Wikipedia ne conta, tra buoni e cattivi, più di 100!) che normalmente aiutano il popolo giapponese. Tant’è, bisogna accontentarsi dell’imbarazzante testuggine che, grazie all’intervento delle Giovani Marmotte e dei loro letargici carcerieri, riprende coscienza e si affianca agli umani nella lotta. E qui il regista Yuasa sprofonda nell’abisso della follia: gli alieni si trasformano in calamari giganti (fatti malissimo, aggiungiamo) e si fondono con un effetto speciale particolarmente indegno, formando Viras! Costui è veramente uno sfigato: il costume indossato dal povero attore è statico e rigido, e gli consente di muoversi solo nelle inquadrature in cui non compare per intero. Quale mostro potrebbe temere un simile aborto? Ma lui, Gamera, che infatti combatte una epica battaglia per il destino del mondo! Dopo aver fatto un pò il ganassa, osando persino cavalcare il calamaro come una tavola da surf, Gamerone viene infilzato nel ventre, che è il punto debole di tutte le tartarughe. Poi si rialza, come se niente fosse, porta il calamaro fino all’atmosfera, lo fa congelare e lo sbatte in mare trionfando. La ferita al petto a lui gli fa una pippa.
Ecco l’abominio che ha fatto sembrare L’invasione degli astromostri un film di Bergman: al di là del doppiaggio italiano, eseguito con le terga, e dei soliti effetti speciali, qui più rognosi del solito soprattutto quando Gamera combatte, fa bella mostra di sè l’inconcludenza della sceneggiatura. Anche considerandolo un film per bambini, si fatica a comprendere i motivi che hanno spinto Yuasa ad inanellare una baggianata dopo l’altra. Facciamo qualche esempio: come già detto, gli alieni sono stupidi. Ma stupidi forte, perdinci: prima rapiscono i due pischelli, poi gli lasciano esplorare l’astronave compreso l’assurdo e delirante computer di bordo, poi si bullano staccandosi le mani e riattaccandosele, infine si lasciano fotografare in posa! Per fermare l’infinito fastidio provocato dai due (e qui potremmo anche essere d’accordo) i visitors pensano bene di imprigionarli in una ridicola trappola che riesce a bloccarli per ben venti secondi prima che i due sguscino via e riprendano a fare danni. Non parliamo poi dello scontro finale: noi vogliamo pensare che la pellicola sia stata sabotata, perchè non riusciamo a credere che una persona sana di mente possa creare un simile pastrocchio. Al di là dell’inevitabile ilarità suscitata da una tartaruga-pupazzo che si mena con un calamaro gigante scattoso e privo di qualsiasi espressione diversa dall’ebetismo, si fa notare la sistematica infrazione di ogni legge fisica che regola il moto di un corpo nell’aere; com’è che mentre Viras si congela nell’atmosfera questo non succede a Gamera? Come fa una tartaruga, sia pure OGM, a sopravvivere ad uno squarcio nell’addome? E soprattutto, com’è possibile che io perda il mio tempo continuando a guardare film giapponesi tutti uguali fra loro? Mistero…

Produzione: Giappone (1968)
Scena madre: quando Gamera viene infilzato\a (non conosciamo il sesso del bestio) e i bambini lo incitano a continuare la lotta: la sovrapposizione tra i due elementi è talmente approssimativa da provocare danni cerebrali irreparabili.
Potresti apprezzare anche…: L’invasione degli astromostri.
Come trovarlo: su Amazon si trova il DVD, non italiano ovviamente.
Da guardare: in fondo, è carino. Ma se avete già visto altri film sul genere, si può anche evitare.

Un piccolo assaggio:  (il meraviglioso trailer originale del 1968!)

Pubblicato il gennaio 29, 2012, in 1959 - 1969, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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