Voci dal profondo

Malinconico addio.

Di: Lucio Fulci
Con: Duilio Del Prete, Karina Huff, Pascal Persiano

Malinconico penultimo film dell’ormai vecchio Lucio Fulci, questo Voci dal profondo si distanzia nettamente dai precedenti capolavori trash del grande regista, dimostrando l’inevitabile declino di un protagonista del cinema italiano. Pare che Fulci l’abbia diretto senza voglia, e questo si vede. La scena iniziale ci mostra un uomo intento a copulare selvaggiamente, almeno finchè non viene interrotto dai lamenti di un bambino. Allora, da fine pedagogo qual’è, scende le scale e, nonostante le suppliche della letargica moglie, piglia a coltellate il rigidissimo manichino del fanciullo. Subito dopo scopriamo che quell’uomo, Giorgio Mainardi, è morto per emorragia interna vomitando litri e litri di pommarola, inquadrati con particolare insistenza. La famiglia è composta da un branco di serpi dove il più pulito c’ha la rogna, che approfittano della sua dipartita per regolare conti in sospeso, accaparrarsi le eredità, trombazzare a caso e sfottere figlia e padre del caro estinto senza alcuna pietà. Tra l’altro si scopre che il Mainardi non era propriamente una brava persona, essendo un violento puttaniere mezzo mafioso. Ma questo non gli impedisce di apparire come figura angelica e chiedere alla figlia Rosy di scoprire la verità. La giovane stronzetta, con il determinante aiuto del fidanzato (un giovanissimo Lorenzo Flaherty conciato come Harry Potter), riuscirà a dipanare la matassa e a scoprire i colpevoli (quasi tutta la famiglia), concludendo il film con una bella sghignazzata sulla tomba di papà e un ancor più bella corsetta tra le lapidi.
Si stenta a credere che questa pesantissima telenovela, condita qua e là di involontari spunti comici, sia farina del sacco di Fulci, che solo l’anno prima aveva diretto Un gatto nel cervello. Il film presenta infatti tutti i difetti tipici delle opere girate senza cura: battute ovvie (il dottore vede Mainardi sputare sangue a ettolitri e sentenzia: “è molto grave”), intrighi familiari scontati in cui tutti i personaggi sono o buonissimi o malvagissimi, regia inesistente. Persino la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti. Il morto dice alla figlia che deve concludere l’indagine prima che il suo corpo si decomponga. Benissimo. Considerando che il tempo di putrefazione di un corpo umano è di oltre sette anni, non si comprende per quale motivo in due-tre giorni Mainardi sia ridotto peggio di uno zombi. A proposito di morti viventi, segnaliamo che, impossibilitato a concretizzarsi, il fantasma si diverte a rovinare gli altrui sogni. Uno di essi vede l’assalto di alcuni cadaveri fangosi ad un occhialuto parente. Nel secondo, Mainardi e l’amante cenano in un ristorante situato nelle rovine di un vecchio castello. Dopo un paio di frasi ripetute fino alla nausea, la poveretta si vede servire alcuni occhi umani. Mainardi, con la sua faccia spiritata, prende forchetta e coltello ed inizia ad affettarli, rendendone palese la gommosità. Una scena assurda e scollegata da tutte le altre, inserita giusto per rimarcare l’ossessione di Fulci per il danno oculare. Che altro c’è in questa pellicola? Una pacchiana scena di sesso tra Rosy e Flaherty-Potter, la biondina che diventa pure lei incorporea senza un perchè, e un dialogo che resta memorabile. Flaherty ha appena scoperto che a uccidere Giorgio è stato un micidiale beverone condito con pezzi di vetro. Alla domanda “come ha fatto a non accorgersene?”, il giovinotto risponde “ci penserà la polizia a stabilirlo”. Bene. Dando per scontata la vostra perizia in horror di serie Z, secondo voi verremo mai a sapere la risposta a questa più che legittima domanda?
Riposa in pace, Lucio.

Produzione: ITA (1991)
Scena madre: la cena a base di occhi umani. Ha qualcosa di ridicolo, tant’è che ha alzato di ben mezzo Billy Nelson il voto finale.
Potresti apprezzare anche…: Primavera di granito.
Come trovarlo: il talento di Fulci è stato giustamente premiato con alcune ottime edizioni DVD della sua filmografia.
Da guardare: per chi vuole fare un confronto tra il Fulci degli anni d’oro e le ultime boiatine.

Un piccolo assaggio:  (ma solo io trovo che quel pezzaccio funky sia decisamente fuori luogo?)

Pubblicato il febbraio 2, 2012, in 1990 - 1999, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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