Belle da morire

E' riuscito a copiare pure Tinto Brass! Quanta ammirazione per il vecchio Bruno!

[Krocodylus1991, Jacob]

Di: Vincent Dawn (Bruno Mattei)
Con: Emily Crawford, Hugo Barret, Andrea Belfiore

Che cos’è il nulla? E’ l’alterità di Parmenide, o forse la negazione logica di Hegel? Oppure, come sosteniamo noi sulla Cinewalkofshame, è questo film di Bruno Mattei? Dopo svariati decenni di onorata carriera trash, il buon Bruno ottiene, come già altri maestri dello squallido, il suo film da mezzo Billy Nelson. Classificato come “thriller erotico”, Belle da morire è in realtà un micidiale pappone in cui non succede nulla, assolutamente nulla, per il novanta per cento dell’interminabile ora e mezza che lo costituisce. Scopriamo che una ballerina di un night club, delusa dalla scoperta che il pappone andava a letto pure con altre ballerine, si riempie di cocaina e si butta già dal balcone. Tempo dopo, il pappone è alla ricerca di carne fresca: con un attento provino, vengono scartate le ballerine meno adatte, e viene selezionata una bella ragazza bionda (la Crawford). Nonostante le sue capacità recitative prossime allo zero, la bagascia piace al suo datore di lavoro, che ne fa la stella del locale. Intanto Ale, barista emo del sordido localaccio, porta la ballerina a casa sua; lei, forse inorridita dagli esilaranti autoscatti del burino appesi al muro e dalla serenata house che lui le ha inciso, lo rifiuta, ma in seguito cambia idea, anche perchè era l’unico maschio del film che non si era ancora fatta. Apprendiamo che la bionda legge i diari della ballerina suicida, da cui deduciamo che essa ha dovuto abbassarsi a trombare con un ambiguo sceicco, con la parlantina del Mister Chao di Una notte da leoni e spaventosamente somigliante a un colonnello Gheddafi all’amatriciana. A lei toccherà la stessa sorte. Bene. Quelli fin qui narrati sono i primi ottantadue minuti! Poi, negli ultimi nove, titoli di coda compresi, la baldracca uccide lo sceicco, picchia il pappone con gli schiaffi più finti che la storia ricordi, lo incastra e lo manda in galera. Tutto finisce nel migliore dei modi: il barista emo va a fare il cassiere al supermercato e sposa una ballerina, l’amica della protagonista rileva il locale e lei ha consumato la sua vendetta, perchè, udite udite, la suicida dell’inizio era sua sorella.
Nessuno aveva mai osato tanto: il film vero e proprio è costituito dai tre minuti e mezzo in cui Demi, questo il nome della protagonista, svela i suoi intenti. Il resto è costituito da noia allo stato puro, come mai avevamo provato guardando una pellicola. Le scene di sesso promettono molto e mostrano pochissimo, anche perchè le attrici, diciamoci la verità, non sono tutto questo granchè a parte due o tre. L’unica perla, si potrebbe dire, sono i dialoghi: la sceneggiaura è pessima e possiamo fornirne qualche assaggio: “te la darò soltanto quando mi andrà”; “non mi servono prime della classe, mi servono puttane”; “hai avuto a che fare con la merda, e non ne hai sentito solo l’odore!”; “tu te li scopi senza scoparli”. Infine, la combo: “chi sei veramente?” “sono la donna delle meraviglie” “e di che ti meravigli?”. Volendo, si ride anche nel sentire il pappone, che Mattei ha ironicamente chiamato Bruno, insultare le sue sottoposte: giusto farlo apparire come uno spietato bastardo, ma le sue imprecazioni sono talmente esagerate che sembra stia per scappare da ridere alle stesse attrici. E che dire di quando Bruno, per offrire una serata indecente, promette “una cena a base di aragosta, e poi vi farò ascoltare Vasco Rossi”? Davvero senza prezzo! Il problema è che queste piccole gemme sono seppellite da decine di minuti di torpore, al punto che persino i sottoscritti hanno dovuto ricorrere a tutta la propria pazienza per non mandare avanti veloce. Con la poca autorità nelle nostre mani, non abbiamo dubbi nell’annoverarlo tra le pellicole più tediose di sempre.
Non abbastanza mal fatto per divertire. Non abbastanza trasgressivo per eccitare. Non abbastanza ben sceneggiato per impaurire. Non abbastanza violento per esaltare i burini. Che rimane? Il nulla. Come volevasi dimostrare!

Produzione: ITA (2001)
Perchè devi guardarlo: perchè è un film di Bruno Mattei, e perchè se hai visto gli altri suoi capolavori devi completare la collezione.
Perchè NON devi guardarlo: perchè è un mattone di dimensioni bibliche.
Scena madre: quei tre minuti e mezzo di film in mezzo a tanto letame ci hanno salvati…
Potresti apprezzare anche…: Snuff killer – La morte in diretta.
Come trovarlo: basta guardare nelle cassonette dei negozi, sotto la scritta “2,99 euro”.

Un piccolo assaggio: sembrerà impossibile, ma non ci sono video su questa porcata!

Pubblicato il febbraio 8, 2012, in 2000 - 2009, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. ah ma mi sa l ho visto,tv private for ever

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