Riki-Oh – The story of Ricky

Ha un'aura potentissima!

[Krocodylus1991, Jacob]

Di: Lam Ngai Kai
Con: Siu-Wong Fan, Ka-Kui ho, Mei Sheng Fan

Lam Ngai Kai (ogni volta che lo scrivo la mia tastiera bestemmia) è uno sconosciuto regista di Hong Kong, autore fra l’altro di un remake erotico de Le streghe di Eastwick.  Ma per quanto l’idea ci piaccia, vogliamo ricordarlo per il suo capolavoro assoluto, Riki-Oh. Che cosa non è questo lungometraggio! Diretto nel 1991 con pochissimi soldi e i diritti d’autore di un celebre manga ottenuti chissà come, questo piccolo capolavoro si piazza a vertici altissimi della filmografia trash d’azione, superato soltanto da Cobra, Megaforce e un paio di film del sommo Chuck Norris.
Trama: Riki-Oh è rinchiuso in una prigione per aver ucciso l’assassino della sorellina, e deve liberarsi. Per farlo ucciderà i quattro guardiani del carcere, il vicedirettore e il direttore, anche grazie all’aiuto del suo maestro, un ridicolo vecchio che compare solo in flashback. Tutto qui. Una storiella banalissima e scontata, se non fosse per il modo ge-nia-le con cui Kai la trasporta sullo schermo. Passiamo dunque ai personaggi, una delle chicche del film. I quattro killer del carcere sono, nell’ordine: un burino tatuatissimo che ha come arma segreta l’estrazione dei propri intestini, fantasiosamente usati per strangolare l’avversario. Riki lo uccide rompendogli il naso (l’inquadratura della radiografia è da cineteca). Il secondo è un trippone disgustoso che alla fine diventa pure buono, ma muore schiacciato da un soffitto. Al suo attivo, si prende due pugni che gli spappolano una mano e la bocca, ma non sembra dolersene troppo. Il terzo boss è un tipo dalla pettinatura incredibile, a metà tra Cristiano Malgioglio e il peggior Elton John. Il quarto, o la quarta, è un essere totalmente asessuato e molto veloce nei movimenti. Se il capellone verrà fatto esplodere dal direttore, l’androgina si dovrà accontentare di una gamba spezzata (non rotta: spezzata, tagliata) e un paio di pugni, e per quel che si capisce potrebbe anche sopravvivere. Più in alto di loro, proprio come nei videogames, c’è il vicedirettore. Questi non è molto forte e non ha nessuna mossa speciale, ma non si sa bene perchè Riki se ne sbatte di lui e preferisce farlo scannare dagli altri detenuti. E poi c’è lui, il direttore.
Trattasi di un uomo anziano, gracile, privo del fisico adeguato per resistere anche solo a una scoreggia di Riki. Ma ecco che – colpo di scena! – senza un motivo plausibile, si trasforma in un esilarante mostro di cartapesta dalla faccia ridicolmente immobile ma capace di tirare pugni prodigiosi. Inutile dire che anche lui sarà ucciso dal protagonista, questa volta nel tritacarne, in un bagno di sangue che non ha eguali neppure nei primi film di Peter Jackson. Le scene trash sono numerosissime e impossibili da riportare integralmente; basti sapere che ad ogni pugno o calcio di Riki segue un tripudio di ossa rotte, budella squarciate, teste spappolate e mani divelte. E poi, ancora: Riki che si addestra facendosi tirare delle lapidi sulla schiena (sarebbe profanazione di tombe, ma vabbè), la sorellina di Riki che si butta da un palazzo con un meraviglioso effetto manichino, il figlio ciccione del direttore, l’incomprensibile questione delle coltivazioni di oppio, contro le quali Riki si accanisce con inusitata violenza, il pugno finale che distrugge il muro del carcere. Il rapporto tra minuti trash e minuti totali è vertiginosamente alto, e questo fa passare in secondo piano anche i dialoghi, particolarmente noiosi, con il vicedirettore e un paio di detenuti sfigati.
Il fatto che questa perla si trovi solo in cinese o in inglese non è assolutamente un problema. Una volta conosciuti i tratti salienti della trama, non resta che godersi l’esplosione di sangue e budella che Kai ha voluto offrirci. E che noi accettiamo senza riserve!

Produzione: Hong Kong (1991)
Scena madre: la scelta è stata ardua. Comunque, vince il meraviglioso scontro finale con il pupazzesco direttore.
Punto di forza: la coraggiosa scelta splatter del buon Kai. che introduce tanta violenza sanguinolenta in un genere, le arti marziali, che non si era mai spinto tanto in là.
Punto debole: i pallosi dialoghi e flashback che vorrebbero trasformare il film in una storia drammatica.
Potresti apprezzare anche…: non esistono film così splatter!
Come trovarlo: l’edizione DVD d’importazione costa molto, molto cara. Consiglio di cercarlo per altre vie, ovviamente in lingua originale.

Un piccolo assaggio:  (sconsigliato ai deboli di stomaco…)

Pubblicato il marzo 4, 2012, in 1990 - 1999, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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