1990 – I guerrieri del Bronx

Che tamarro!

Che tamarro!

[Krocodylus1991, Nehovistecose]

Di: Enzo G. Castellari
Con: Mark Gregory, Fred Williamson, Stefania Girolami, George Eastman

Si possono mettere insieme elementi a caso da Fuga da New York ed elementi a caso da I guerrieri della notte, e realizzarci un film senza provare un minimo di vergogna? La risposta è sì, se sei Enzo G. Castellari! Con I guerrieri del Bronx il prode regista romano inaugura il filone apocalittico all’amatriciana che tanta fortuna porterà ai vari Sergio Martino (con questa perla) e Lucio Fulci (con quest’altra). Siamo nel noto quartiere di New York, ormai trasformato in un teatro di guerra tra bande: su tutti domina Ogre, che generosamente concede spazio ai numerosi gruppi di pagliacci. Il protagonista è Trash, ragazzo imberbe e completamente glabro dall’espressione un pò assonnata. Questi si innamora di Ann, la figlia del presidente di una nota multinazionale, fuggita nel quartieraccio in cerca di avventura. Ma i boss della multinazionale non ci stanno e mandano il mercenario Hammer a fare piazza pulita e a salvarla. Si impone dunque un’alleanza fra Trash e Ogre, interpretato da un magnifico Fred Williamson. Prima, però, il nostro eroe dovrà affrontare numerose gang rivali, tra cui: gli Iron Man, ballerini gay dalle movenze caricaturali, gli Scavengers, cavernicoli privi della facoltà di parlare che non si capisce che cazzo c’entrino in un film di guerriglia urbana, e gli zombie. Perchè quest’ultima gang abbia tale nome non è noto (nulla a che vedere con i morti viventi), ma i loro abiti sono semplicemente esilaranti: elmetti ricavati da scodelle, calzamaglie aderentissime e tutta una serie di placche metalliche che li fanno sembrare dei Power Ranger. Ucciso il capo degli zombies (George Eastman, con un codino che pare Ibrahimovich), tutto sembra destinato al lieto fine, con tanto di festa sciccosissima nel castello di Ogre, ma ecco che l’irruzione di Hammer, con tanto di cavalleria (!) porta al massacro finale, da cui si salva il solo Trash, pronto per il sequel.
Il ritmo di questo spassoso film fotocopia è piuttosto lento, bisogna ammetterlo; ma tanti sono gli elementi trash che il rischio abbiocco è molto, molto limitato. L’intera pellicola è un’apologia del biker tamarro. La gang di Trash è un esempio di questa filosofia di vita: i simpatici teppisti vestono come i Motorhead, con tanto di svastiche e simboli bellici, e guidano moto dotate di ridicolissimi teschi di plastica facilmente acquistabili all’Esselunga per pochi euro. La gang di Ogre non è certo da meno: oltre a Williamson, molto trendy per l’occasione, possiamo deliziarci con le forme della sua assistente-moglie sadomaso, dotata di frustino e unghie-lame, e con i coloratissimi scagnozzi. Il cast è davvero stellare: oltre ai grandissimi Williamson ed Eastman, abbiamo Vic Morrow (già apprezzato in Esseri ignoti dai profondi abissi) nella parte di Hammer e Christopher Connelly, protagonista di quell’altra tamarrata che è I predatori di Atlantide, nel ruolo di Hot Dog. Gregory ce la mette tutta nel ruolo del protagonista, anche se il suo aspetto giovanile stona con l’ambiente circostan, soprattutto quando Ogre e la sua compagna sono costretti a salvargli la pelle contro i patetici cavernicoli. Il finale lascia un pò di amaro in bocca, poichè si poteva certamente pretendere qualcosa di più di un paio di fiammate male appiccicate sullo schermo (anche se la morte di Ogre è da antologia). Dopo lo scoppiettante inizio, con l’intensa discussione tra Ogre e Trash al molo, mentre un tizio totalmente avulso dal contesto e che nessuno degna di uno sguardo suona la batteria, il ritmo cala leggermente. Castellari, comunque, rilancia la pellicola evitando di rigirare due scene venute male particolarmente gustose: in una il traditore Ice cade rovinosamente dalla moto (l’attore ha presumibilmente riportato diverse fratture). Nella seconda, la migliore, i rudi motociclisti onorano due compagni morti gettando ognuno un pò delle loro ceneri nel fiume. Peccato che al momento di girare la scena il vento fosse contrario, e i resti dei due disgraziati finiscano addosso ai motociclisti stessi come nella famosa scena del Grande Lebowski!
Curiosità: sul web si è scatenata una divertente “caccia all’uomo” per ritrovare Mark Gregory, l’attore che interpretava Trash. Qui potrete saperne di più e vedere com’è diventato. Non ci si crede!

Produzione: ITA (1982)
Scena madre: senza dubbio l’omaggio reso ai motociclisti con il vento a sfavore. La musica drammaticissima e solenne non aiuta…
Punto di forza: l’indubbia tamarraggine di qualunque cosa conferisce alla pellicola una solida base di patetismo che ne risolleva le sorti.
Punto debole: non si capisce bene a cosa voglia arrivare la sceneggiatura, tant’è che il finale tronco è tipico di chi ha finito il budget.
Potresti apprezzare anche…: Fuga dal Bronx, che ne è il seguito.
Come trovarlo: il DVD italiano ci sarebbe, ma è praticamente introvabile. Un’ordinazione su Internet potrebbe risolvere la cosa.

Un piccolo assaggio:  (un sunto delle scene migliori, tra cui l’imperdibile caduta non prevista di Ice!)

Pubblicato il marzo 19, 2012, in 1980 - 1989, Catastrofici & Postatomici con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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