Bong of the dead

Ok, sarà pure fatta con Paint, ma questa locandina è geniale!

Di: Thomas Newman
Con: Simone Bailly, Mark Wynn, Jy Harris, Barry Nerling

[Premessa: nonostante la recensione entusiastica, il voto è relativamente basso. Questo perchè, trattandosi di un film comico o comunque di una commedia splatter, gli obbiettivi del regista (far ridere, si presume) sono stati più o meno centrati. Generalmente la commedia è bandita da questo blog, in quanto il comico volontario è cosa ben diversa da quello involontario, ma questa roba era così trash che non ho potuto esimermi. Detto questo, buona visione!]

Davvero interessante questo Bong of the dead, commedia horror americana girata in 15 giorni con un budget stimato di cinquemila dollari. Il regista Thomas Newman conosce il suo pubblico e, nonostante i mezzi scarsi, riesce a farlo godere con una miscela di splatter e stupidità mai vista prima. Non si tratta di un plagio di Shaun of the dead, che mischiava il genere zombi con lo humour nero all’inglese, ma di un’opera in cui è la demenza a farla da padrone, tant’è che molte scene sono prive di senso logico. Dopo i titoli di testa (veramente ben fatti), osserviamo un vecchio pittore di nani da giardino, che si vede cadere una meteora nel suddetto. A causa dei gas usciti dal sasso in CG, lui diventa uno zombi, e, dopo essersi schiacciato un bubbone e aver piantato una forchetta nelle proprie guance ormai putrefatte, provvede a zombificare pure l’anziana moglie, che ovviamente non si è accorta di nulla. Questo delizioso quadretto si chiude con i due coniugi zombi che mangiano ognuno le budella dell’altro. Conosciamo dunque i veri protagonisti del film: due strafattoni fumatori d’erba che scoprono che il liquido verde schifosissimo prodotto dai morti viventi, se usato come concime, fa crescere marjiuana di ottima qualità. Urge quindi un sopralluogo nella zona più popolosa di mostri per procurarsi il prezioso materiale! Nel farlo, però, i due coglioni vengono catturati da Alex, uno zombi pelato gay nazista fumatore d’erba parlante. Lo ripetiamo: uno zombi pelato. Gay. Nazista. Fumatore d’erba. Parlante. Geniale! Fuggiti non si sa come, incontrano una bella ragazza, Leah, che vive sola in una stazione di servizio, e dopo un incredibile viaggio dovuto agli stupefacenti (viaggio realizzato con un caleidoscopio) la convincono a seguirli. Ma ecco che, subito dopo aver trasformato un comune pick up in un mezzo blindato, vengono attaccati da Alex e dalla sua masnada: che fare? I tre non si perdono d’animo: armati lei di fucile, il capellone di decespugliatore (!) e l’altro di lame sulle mani tipo Wolverine, faranno piazza pulita. Uno di loro, però, sarà trasformato in morto vivente. Nel finale la testa di Alex viene ritrovata da un bifolco locale, che, senza motivo, la impianta su un corpo alla Terminator e gli da vita. Mal gliene incolse…
La trama qui riportata non è sufficiente a rendere l’idea dell’approssimazione di questa perla trash. Newman non si rassegna all’esiguità del budget, e infila una serie di scene splatter che, se più realistiche, sarebbero ai limiti della sopportabilità. Valga per tutte quella in cui il capellone deve liberare il mezzo blindato da colonne vertebrali, cervelli e arti vari. Alla fine, userà come mazza ferrata direttamente una colonna vertebrale con testa ancora attaccata! Il massacro finale, con migliaia di litri di sangue finto tirati a secchiate un pò ovunque, a casaccio, è qualcosa che si è visto ben poche volte su schermo. Gli omaggi al cinema del primo Peter Jackson sono evidenti, ma lo spirito è ancor più trash e demenziale. La fotografia e la recitazione degli attori danno l’idea di un filmino amatoriale girato da studenti svogliati e strafatti, e in effetti non siamo così lontani dalla realtà. Tra gli effetti speciali più orrendi segnaliamo: la meteora nel giardino, degna di un cartone animato, le teste di cartapesta spappolate nel finale e la miracolosa crescita della pianta di marjiuana verso l’inizio, una roba che di solito è riservata ai film tv per ragazzi. Numerose anche le trovate comiche, tutte all’insegna dell’assurdo: la migliore è senza dubbio il complicato meccanismo che, sfruttando i goffi movimenti di uno zombi truccato malissimo, aziona la doccia privata della ragazza. Alex, il nazista pelato gay parlante eccetera, è senz’altro il personaggio più geniale, ma anche gli zombi che mangiano i cervelli con le bacchette cinesi usando un cranio come piatto meritano qualche menzione. Bong of the dead è la summa della demenza, dello splatter e del trash. Guardatelo!

Produzione: USA (2011)
Scena madre: il momento in cui il capellone viene assalito da uno zombi, e l’altro perde tempo decidendo come aiutarlo. La scena in sè non fa ridere per niente, ma il modo forzato e dilettantesco con cui è girata non ha prezzo.
Punto di forza: tanto sangue, tanta stupidità e tanta erba. Devo aggiungere altro?
Punto debole: come film comico funziona poco, e forse sarebbe stato meglio ampliare i momenti splatter. D’altra parte, il budget era irrisorio…
Potresti apprezzare anche…: The worst horror movie ever made.
Come trovarlo: lo si può scaricare, in inglese (no problem: le battute sono comprensibilissime, e la metà sono inutili ai fini della comprensione del film), a questo indirizzo. Costa poco, e aiuterete Thomas Newman a realizzare altre perle!

Un piccolo assaggio:  (e questo è solo il trailer!)

Pubblicato il maggio 6, 2012, in 2010 - ?, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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