Alien 2 – Sulla Terra

Ma solo a me ricorda la locandina di quell’altra vaccata di Xtro?

[Krocodylus1991, Nehovistecose]

Di: Sam Cromwell (Ciro Ippolito)
Con: Belinda Mayne, Mark Bodin, Robert Barrese

Alien 2 – Sulla terra è un film da Cinewalkofshame sin nel titolo. Pensare infatti di poter realizzare un sequel apocrifo di Alien ambientato nel sottosuolo è pura blasfemia. Ippolito, sotto l’altisonante pseudonimo di Sam Cromwell, realizza uno sghangherato Z-movie di fantascienza horror dall’incedere terribilmente lento e sonnacchioso. Nella prima mezz’ora, praticamente non succede nulla: ridicole immagini di repertorio della NASA, riconoscibili per la fotografia datatissima e in alcuni casi per la parlata inglese, si alternano a scene di vita quotidiana di una coppia di speleologi. Lei, che è pure telepate (“massì, esageriamo!”, direbbe Totò), viene usata da uno sgarbatissimo conduttore maschilista come riempitivo per un notiziario, in cui si commenta l’arrivo di due astronauti in una capsula. Dopo l’assurdo incontro con uno psichiatra (lui scende da un traghetto con una barca a remi e va via in macchina, così a caso) e una partita a bowling incommentabile, in cui fa bella mostra di sè l’evidente incapacità di tutto il cast in tale disciplina, la coppia si appresta ad esplorare una grotta, insieme ad altri quattro o cinque sempliciotti. La spedizione, in assoluto la peggio organizzata della storia della speleologia, si trova presto a fare i conti con una presenza strana. In realtà si tratta di una creatura aliena, scesa sulla terra al posto dei due astronauti, che decimerà il gruppetto in modo ridicolo e quasi sempre incomprensibile, data la pessima fotografia e l’inettitudine registica di Ippolito. La coppia riuscirà a salvarsi, ma…il finale sarebbe anche una buona idea, se non l’avessero girato da cani. Non crediate, comunque, di capire tutto ciò seguendo il film, o anche solo le incredibili deduzioni dei protagonisti. Abbiamo dovuto leggere la trama su Internet per capire come andava a finire.
L’avventurosa realizzazione del film basterebbe da sola a consegnarlo alla leggenda: a Ippolito fu data la bella cifra di quattrocento milioni di vecchie lire, più che sufficienti per girare un film coi fiocchi, ma il regista li spese quasi tutti con un amico, in vacanza a Cannes tra battone e auto di lusso. Per realizzare la soggettiva dell’alieno (già, perchè non lo si vede mai nella sua interezza), fu utilizzata della trippa. I suoi versi assurdi sono stati ottenuti mischiando un rantolo e una registrazione audio del tecnico di scena Alberto Tinebra mentre russava (!). Ciliegina sulla torta, Ippolito ha fatto causa per plagio (proprio lui!) ai realizzatori di The Descent! Con queste premesse, verrebbe da pensare a un capolavoro del trash. In un certo senso lo è, ma la pochezza dei mezzi, se è garanzia di alcune perle particolarmente apprezzabili, è anche la causa delle scene riempitivo, che occupano almeno metà film. Ippolito, che manco a piangere riesce a tener ferma la macchina da presa, tenta la via sperimentale e si sofferma per decine di minuti su particolari inutili ai fini della trama, e prolunga al massimo i piani sequenza: quello del corpo di una speleologa, nella caverna, ha provocato lancinanti crisi di sonno nei due recensori della CWOS. Tutta la prima parte, pur condita da buone dosi di assurdo, è da buttare via: soltanto nella seconda, quando allo spettatore viene offerto un pò di timido splatter, il ritmo si intensifica un pò: non male la testa che si stacca, senza dimenticare quella che esplode o la scena del topo, letteralmente tirato addosso a una speleologa che, nel cacciarlo via, riesce nella non facile impresa di distruggere l’aggeggio elettronico che tiene in mano. Sono questi picchi che permettono di superare l’ora e venti di noia che compone questo film. Un vero peccato che una così promettente porcheria si sia ridotta a sagra del torpore.

Produzione: ITA (1980)
Scena madre: la mitica testa che si stacca dal tipo appeso a testa in giù. Eh lo so, non è granchè come scena madre, ma ve l’ho detto che il film è noioso.
Punto di forza: questo è puro trash-plagio anni ’80. Un’infarinatura bisogna averla.
Punto debole: se persino due appassionati di fantascienza, di horror e di trash come noi hanno rischiato l’abbiocco, qualcosa non va…
Potresti apprezzare anche…: Le porte dell’inferno per l’ambientazione (in entrambi i film ottima ma sfruttata malissimo), Terminator 2 – Shocking dark per le uguali manie plagiatorie.
Come trovarlo: può sembrare incredibile, ma questa roba è stata esportata un pò in tutto il mondo, anche in DVD!

Un piccolo assaggio:  (un trailer originale…ma trovate anche l’intero film!)

Pubblicato il maggio 9, 2012, in 1980 - 1989, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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