Trog – Il terrore di Londra

Se fossi un possibile spettatore mi chiederei perchè il resto del corpo non si vede…

[Krocodylus1991, Nehovistecose]

Di: Freddie Francis
Con: Joan Crawford, Thorley Walters, Michael Gough

Chi sarà mai questo “terrore di Londra”? Chi riuscirà a fare meglio di Jack lo Squartatore e a gettare nel panico un’intera città? Lo vedremo. All’inizio del film, un trio di gitanti sta esplorando alcune grotte all’esterno della capitale. Attirati da un corso d’acqua sotterraneo, dovuto allo scioglimento di un ghiacciaio, due di loro vi si immergono in boxer. Il fatto che la reazione a una temperatura dell’acqua prossima allo zero sia la stessa tipica di una doccia calda conferisce alla pellicola quella base di ridicolo che promette sempre bene. E il resto è ancora meglio! Uno dei tre sventurati viene ucciso da una bestia misteriosa, e un altro ferito. Il terzo diventa collaboratore della dottoressa Brockton (Joan Crawford), scienziata dal piglio nazista che, in un’incursione nella grotta (la polizia ovviamente non recinta nulla) scatta una foto dell’omicida in posa. Parleremo dopo della creatura scimmiesca che presto emergerà. Per adesso diremo che la dottoressa lo anestetizza, lo chiude in gabbia e tenta di educarlo. Facciamo allora la conoscenza del bastardissimo Michael Gough (il maggiordomo Alfred dei due Batman di Tim Burton!), che per tutto il film non farà altro che dire “uccidiamolo”, “è un pericolo” e “la gente vuole che sia abbattuto”, senza fornire uno straccio di argomentazione valida a tanto accanimento. Intanto, la gelida dottoressa (segnaliamo che nel doppiaggio italiano la differenza tra “dottore” e “dottoressa” non esiste) fa passi da gigante con lo scimmione, affettuosamente battezzato come Trog, da “troglodita”: prima gli insegna a giocare con le bambole, poi a dire alcune parole dalla dubbia utilità come “Anna, rosso, verde, blu” e infine, grazie a un sapiente gioco di diapositive, permette allo spettatore di godersi un magnifico flashback dalla prospettiva del primitivo, in cui si manda a quel paese il dato, ormai accertato oltre ogni dubbio, che uomini e dinosauri non hanno mai convissuto. Purtroppo l’idillio sarà guastato dal malvagio Gough, che, pur essendo un uomo potente e influente, non ha un solo galoppino disposto a fare il lavoro sporco, e decide di andare di persona a liberare Trog. Ma ha fatto male i suoi calcoli: finirà ucciso dal ridicolo uomo-scimmia, apparso dal nulla dietro la sua auto. Ormai senza freni, Trog uccide un ortolano, appende un macellaio a uno dei suoi ganci, fa esplodere una macchina (il modo in cui lo fa non è chiarissimo) e, in un disperato tentativo di imitare King Kong, rapisce una bimba. Provvederà la dottoressa a liberarla, ma per il povero scimmione non ci sarà nulla da fare: braccato dall’esercito, metterà in evidenza le lacune nella precisione dei soldati (lo mancano per mezzo minuto coi mitra da due metri scarsi di distanza) e verrà infine ucciso.
La confezione del film è già di per sè abbastanza ridicola: l’attendibilità della ricostruzione storica è pari a zero, e non solo per il flashback: del trust di cervelli messo in piedi dalla tirannica dottoressa, nessuno si chiede come abbia fatto uno scimmione a sopravvivere per dieci milioni di anni semplicemente surgelandosi nel ghiacciaio. Quasi tutte le trovate sono inverosimili e non stanno in piedi neppure con le stampelle: in particolare desta stupore l’audizione del processo per decidere della soppressione o meno di Trog, in cui chiunque può mettere in scena siparietti con testimoni prezzolati e schiamazzi vari. La morale che vede gli scienziati come geni incomprensi, la cui tensione al progresso è ostacolata dall’ottusità di cittadini ignoranti e militari gelidi e severi, non è affatto scontata: gli uomini e le donne di scienza (alcuni sono inspiegabilmente pettinati come dei francesi del settecento), con la loro superbia e i loro modi di fare spocchiosi e dogmatici, risultano antipatici almeno quanto i loro nemici. Ok, abbiamo parlato degli errori logici. Passiamo ora alla portata principale: Trog. E’ incredibile quanto male siano riusciti a truccare l’attore che lo interpreta, in assoluto uno dei figuranti più sfigati mai visti sullo schermo (da notare la sua generosa trippetta, poco plausibile per uno che non mangia decentemente da milioni di anni). Bastano una maschera simil-Chewbacca, un gonnellino in finta pelle e un pò di polvere qua e là ed ecco, bell’e pronto, il nostro antenato scimmiesco. Le sue movenze goffe e impacciate, che subito fanno venire in mente il ragionier Fantozzi, lo rendono una presenza ridicola in qualunque scena lo veda protagonista. I versi che emette sono ruggiti gutturali alterati a vocali pronunciate in modo molto marcato, che ricordano echi di dialetti pugliesi e sardi. Fa quasi tenerezza, in mezzo a questo sfacelo, la presenza della Crawford, che ebbe il dubbio onore di concedarsi dal grande schermo con questa genialata.

Produzione: GB (1970)
La scena madre: il lisergico flashback che vede come protagonisti i dinosauri visti da Trog. A parte l’assurdità paleontologica, le bestie sono di gomma, mosse in modo osceno da assistenti di scena incapaci, e le soggettive sono fisicamente impossibili per un essere umano. Mitico il t-rex che arriva planando!
Punto di forza: la regia di Freddie Francis, grandissimo direttore della fotografia (due Oscar!) ed esperto in materia cinematografica, garantisce un ritmo brioso nonostante alcuni momenti tediosissimi tipo le udienze del processo.
Punto debole: a noi personalmente ha fatto ridere dall’inizio alla fine, ma forse non tutti sono disposti a sorbirsi novanta minuti con un tizio in un costume ridicolo che grugnisce in primo piano…
Potresti apprezzare anche…: probabilmente le versioni più micragnose della storia di Frankenstein. Tipo Korang – La terrificante bestia umana.
Come trovarlo: è stato distribuito in DVD, ma non è facile da reperire. Comunque, su Youtube lo si trova intero in italiano.

Un piccolo assaggio:  (trailer originale di questa roba…)

Pubblicato il maggio 15, 2012, in 1970 - 1979, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. povero trog mi ci ero quasi affezionato!

  2. Uno dei miei film preferiti in assoluto!
    Vi consiglio di dare un’occhiata anche all’ottimo “Konga”, sempre con Michael Gough ma questa volta alle prese con uno pseudo-King Kong. Esilarante.

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