Shadow man – Il triangolo del terrore

Guardate bene: solo a noi la faccia di Seagal sembra photoshoppata?

[Krocodylus1991, Gatoroid]

Di: Michael Keusch
Con: Steven Seagal, Eva Pope, Imelda Staunton

Che Steven Seagal si sputtani con l’ennesimo film d’azione sulla “giustizia personale” non stupisce. Stupisce invece che in questo putridume compaia Imelda Staunton, raffinata attrice londinese nota al grande pubblico per la partecipazione alla saga di Harry Potter, qui nel ruolo di una bonaria capoccia della CIA. Tutto ruota intorno ad un confusissimo triangolo spionistico tra l’agenzia, la mafia russa, la polizia rumena e il governo saudita (?), con Seagal nel mezzo. Il modo in cui questo melting pot si viene a creare non è chiarissimo, ma vi basti sapere i lineamenti base della trama: a Seagal viene portata via la figlia, rapita da una tassista fuori dall’aeroporto di Bucarest. A quel punto si scatena la caccia alla mocciosa, particolarmente irritante nelle sue smorfiette ma comunque ben più espressiva del padre: i russi la vogliono per poter ricattare Seagal, un amico-traditore di quest’ultimo la vuole per trafugare una formula relativa al progetto MK-Ultra (ottimo esempio di carne al fuoco buttata lì a caso), la polizia rumena non si capisce bene cosa voglia e la CIA vorrebbe farsi consegnare la formula che Seagal porta con sè senza saperlo. Un gran casino, insomma. Il nostro action-trippa preferito fa amicizia con una tassista, che lo aiuterà a condizione che lui le faccia avere diritto d’asilo negli USA, non si sa bene a quale titolo (d’altra parte, in puro stile Seagal, la Romania è qui rappresentata peggio che ai tempi di Ceausescu). Inseguimenti, sparatorie e combattimenti a mani nude, il tutto all’insegna della confusione più totale, che è in fondo l’unica cosa che riesce a salvare dall’oblio questo abominio. Alla fine, dopo aver massacrato decine e decine di cattivi armati fino ai denti nei modi più disparati, Seagal affronta il traditore con un colpo solo, una fatality che gli distrugge gli organi interni e lo spedisce a metri di distanza con un movimento alquanto improbabile. Una volta risolti i vari problemi (dei sauditi, possibili acquirenti della formula, non sapremo più nulla), Steven regala un cavallo alla figlia durante un indegno picnic all’aperto. L’ultimo fotogramma, con il faccione di Seagal immobile in primo piano, è da antologia della pietà.
Il nostro protagonista è anche sceneggiatore, e si vede: per quanto invecchiato, abbruttito dal cortisone e grasso come un bue, Seagal è l’oggetto del desiderio di tutte le donne presenti, cioè due: la tassista, che conquista con un meraviglioso “vieni qui, piccola”, e una figacciona che supponiamo gli faccia da segretaria e che all’inizio ci mostra generosamente il proprio corpo nudo, unica scena dotata di un qualche interesse. La recitazione tocca vertici mai visti prima di inespressività: lo sforzo (non così tremendo, a vedere il risultato) per scrivere la sceneggiatura deve aver procurato al povero Seagal una paresi facciale, che lo lascia impassibile durante i combattimenti, nelle scene d’amore e quando ritrova la figlia rapita. Come dice Morandini, “al suo confronto Chuck Norris sembra Laurence Olivier” (l’ha detto davvero!). Insospettabilmente, le scene d’azione aumentano l’altrimenti scarso punteggio: gli inseguimenti sono esilaranti, rinvelocizzati e con acrobazie in stile Looney Tunes. Ma il vero punto forte sono i combattimenti. Ecco una carrellata di specialità che Seagal offre senza sosta allo spettatore: articolazioni spezzate senza neppure sfiorare il bersaglio; un elicottero da guerra tirato giù con due colpi di pistola senza nemmeno prendere la mira; un proiettile che passa un cattivo da parte a parte e il cui buco scompare nella scena successiva; un uomo ucciso strozzato da una fascetta di quelle usate per i lavori manuali (ok, questa la fa un cattivo e non lui, ma non potevamo tralasciarla) e, dulcis in fundo, Seagal che fa rientrare gli occhi nel cranio del boss mafioso russo. Applausi.

Produzione: USA (2006)
Scena madre: mentre cerca la figlia, Seagal chiede a un tassista di portarlo “dove posso trovare della droga e delle donne”. Il tassinaro lo porta in un localaccio, in cui Steven uccide una ventina di persone, tra cui una delirante vecchietta armata di UZI da lui brutalmente giustiziata con un colpo in fronte. E poi esce senza nemmeno cercare informazioni! Cioè, fateci capire: doveva solo sfogarsi?
Punto di forza: in questo film la componente action è un pò più ridicola della media, e che ci crediate o no questo è un bene.
Punto debole: il solito: ma inventare una trama un pochettino più originale del solito “mi danneggi la famiglia e io fo una strage”?
Potresti apprezzare anche: Submerged – Allarme negli abissi, unico film di Seagal con una trama un pò diversa.
Come trovarlo: in DVD, ma perchè spendere soldi? Lo passano su Canale 5 ogni due settimane circa…

Un piccolo assaggio:  (ecco parte della scena madre di cui si diceva!)

Pubblicato il giugno 8, 2012, in 2000 - 2009, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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