Killer crocodile – Coccodrillo assassino

In italiano non se ne trovano…meglio così.

[Krocodylus1991, Eltigre, Satchmo]

Di: Larry Ludman (Fabrizio De Angelis)
Con: Anthony Crenna, Ann Douglas, Ennio Girolami

L’italica nazione non ha intenzione di sfigurare di fronte alla prepotenza yankee, ed ecco che, fuori tempo massimo, confeziona la versione coccodrillesca e made in Italy de Lo squalo. E’ apprezzabile il tentativo di imitare, quando non copiare, i colleghi anglofoni, ma il tutto si risolve in ottantaquattro patetici minuti di caccia al bestione, riscattati soltanto da un finale esplosivo che non manca di stupire. Vediamo i tratti salienti della trama, un temino da prima elementare: cinque ecologisti da operetta indagano in un qualche paese del Sudamerica (non ci sono grossi riferimenti geografici, quindi tocca accontentarsi) su un traffico di rifiuti tossici scaricati in un fiume. I rifiuti in questione sono assai difficili da trovare: quattro o cinque bidoni arrugginiti depositati sulle rive del fiume, con tanto di simbolo di pericolo e scritta “radioattivo”. Dopo la storica scoperta, i cinque tentano di convincere della gravità del fatto un giudice locale, uno molto bieco: questo grassone viscido è infatti corrotto dal capo della multinazionale dei rifiuti, che minaccia di rivelare a tutti “chi è veramente”. E chi è veramente? Mah, la sceneggiatura non aiuta in questo senso. Comunque, gli ecologisti della domenica devono fronteggiare un nuovo pericolo: un coccodrillone di gomma lungo 12 metri, che per mettere subito le cose in chiaro si mangia Conchita, l’accompagnatrice messicana. I cinque non sembrano particolarmente sconvolti, anzi ridono e scherzano. Neppure quando una bambina rischia di morire per l’assalto del ridicolo bestio, prontamente sventato dai tre uomini del gruppo, pensano di prendere provvedimenti: il coccodrillo va anzi “preservato” e “studiato”. Cambiano subito idea quando a morire è un maschio bianco della loro spedizione; a questo punto, i due uomini superstiti si trasformano in macchine per uccidere (memorabile la scena in cui uno si lascia inondare dal sangue della belva urlando come un forsennato), aiutati dal cacciatore Joe, la versione repubblicana di Mr. Crocodile Dundee.
La prima mezz’ora di questo allegro fiasco è davvero una mattonata: i dialoghi, patetici, sono proferiti senza voglia (e doppiati con i piedi) da attori cani, che portano un minimo di ilarità solo grazie alla loro somiglianza con dei giovanissimi Francesco De Gregori ed Eric Clapton. Le cose iniziano ad andare meglio quando sorgono le prime sparate pseudoscientifiche: i coccodrilli marini che supererebbero i 10 metri (nella realtà 7,5), la dubbia origini del bestio a causa delle radiazioni (non basta mezz’ora di esposizione per raddoppiare le dimensioni di un animale), e soprattutto il colpo di genio: mentre il coccodrillo, animale notoriamente assai protettivo con i cuccioli, assalta la barca, De Gregori pensa bene di prendere a fucilate le sue uova, giusto per non farlo incazzare. Il razzismo e il provincialismo del regista domina incontrastato: i bambini neri possono solo fare gli schiavi del potente di turno, e gli adulti non sono neppure capaci di salvare la bambina in pericolo. Nel finale assistiamo ad alcune scene che risollevano le sorti della pellicola: il cacciatore Joe che si fa venti metri sul coccodrillo stile tavola da surf per poi sparire in acqua e tornare, tumefatto e sanguinante, ad incitare i ragazzi dalla riva del fiume; l’assurda manovra del capo della multinazionale, che va di persona a far esplodere i rifiuti tossici, e i dubbi del giudice, che accetta di farsi corrompere per inquinare il fiume ma non vuole l’esplosione per paura dell’inquinamento (!); il colpo di scena telefonatissimo che chiude la fetecchia. Segnaliamo inoltre, a parte le pessime musiche di Riz Ortolani copiate dal tema de Lo squalo, la convinzione degli stuntman, che eseguono tuffi dalle barche con salti carpiati che una giuria di esperti classificherebbe come eccellenti!
Un film consigliato agli amanti del monster trash italiano, che non faticheranno a trovarlo degno dei migliori Bruno Mattei.

Produzione: ITA (1989)
Scena madre: quando la bambina rischia di cadere tra le fauci del coccodrillo, in due si precipitano a salvarla: uno si appende accanto a lei e poi si lascia andare, morendo. L’altro lo segue mettendo una gamba in un buco e facendosi trascinare giù dal bestio. Ma dico io, già li rappresenti come dei poveracci indolenti, vuoi pure farli passare per coglioni?
Punto di forza: dobbiamo ammettere che il finale ci ha esaltati: dopo Mattei non temiamo più nulla.
Punto debole: l’insopportabile lentezza e noia che accompagnano la prima ora di film.
Potresti apprezzare anche…: Supercroc – Il grande predatore.
Come trovarlo: esiste in DVD. Cioè, i capolavori di Buster Keaton costano l’ira di Dio, e questo film esiste in DVD. Ci rendiamo conto?

Un piccolo assaggio:  (leggete i commenti per capire cosa pensino di Larry Ludman all’estero!)

Pubblicato il giugno 24, 2012, in 1980 - 1989, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Bel blo tornerò a leggerlo, tu sei hai voglia dai un’occhiata al mio appena nato http://malastranavhs.wordpress.com/

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