Small town folk – La città della morte

“il contadino, con il fucile…”

Di: Peter Stanley-Ward
Con: Chris R. Wright, Warwick Davis, Dan Palmer, Simon Stanley-Ward, Greg Martin

Certe volte bastano poche lire e qualche ideuzza per realizzare un B-movie di tutto rispetto. Small town folk si basa su un canovaccio abbastanza frequente nel genere slasher: un gruppo di pazzi deformi che, nel sud degli Stati Uniti, si divertono a massacrare coppiette o studenti in vacanza nei modi più fantasiosi. Stanley-Ward, si suppone, ha tentato di realizzare una commedia horror a bassissimo costo, e in un certo senso ha centrato il bersaglio. Alcune scene “comiche” sono patetiche e degne del filone di Pierino reso celebre da Alvaro Vitali, mentre le sequenze horror e financo splatter (!) producono risate a volontà per l’approssimazione con cui sono realizzate, ma nel complesso il film è gradevole e si lascia guardare. La squadra dei buoni vede schierati la classica coppietta di imbecilli (lei, un clone di Amanda Knox, recita con una emiparesi facciale dal primo all’ultimo minuto) e uno studentello che dopo mezz’ora di sfigaggine assoluta si trasforma in uno sterminatore esperto nel corpo a corpo con bastoni e armi da taglio. Il fronte degli psicopatici vede un’allegra combriccola di deliranti macchiette: abbiamo il cacciatore strabico, il bevitore di benzina, il binocolista sdentato, l’albergatore tabagista, i gemelli incappucciati e il favoloso killer-saldatore Smithee, deludente per come viene sprecato. Complice anche la grafica, tremenda, sembra di giocare a Resident Evil 4 (i due gemelli incappucciati sarebbero da denuncia per plagio): i bifolchi locali verranno regolarmente sterminati in modi più o meno inverosimili (ma divertenti, lo diciamo a favore di Stanley-Ward) e i tre buoni potranno andarsene vittoriosi. Immancabile il colpo di scena finale per voce della coppia nano-gigante, due personaggi buttati lì a caso e senza alcuna reale connessione con il resto del film.
La prima cosa che stupisce è la presenza, nel cast, di Warvick Davis nella parte del nano; ai più il suo nome non dirà nulla, ma ha recitato ruoli importanti nelle saghe di Harry Potter e Star Wars, e sorprende la sua presenza in un B-movie come questo. La seconda cosa è l’uso massiccio di effetti speciali computerizzati. Gli effetti in sè non sono male, e sono inseriti nei punti giusti; il problema, di nuovo, è la scarsità di mezzi. La contrapposizione tra le immobili case dei pazzoidi e gli attori in carne e ossa è resa malissimo, tanto che in alcune scene sono distinguibili fastidiosissimi contorni bianchi o neri che trasformano i protagonisti in figure evanescenti. Come se questo non bastasse tutti gli attori, escluso Davis, recitano come se si trovassero lì per caso, e talune battute non sono comprensibili nè in italiano nè nella versione originale. Particolarmente comico l’effetto del sangue: quando non si ricorre alla CGI, ovviamente inguardabile, dai corpi martoriati sprizza una curiosa sostanza rosastra, più simile a smalto.                                                                                                                                                                                                    Conclusioni: pur trattandosi di un B-movie, Small town folk è divertente. I personaggi (soprattutto i cattivi) sono piuttosto originali, e la mancanza di fondi è compensata dall’inventiva di Peter Stanley-Ward, che sarà bene tenere d’occhio. Delle due categorie (film squallidi e film grotteschi e divertenti) che di solito si trovano sul blog, questo appartiene alla seconda. Promosso.

Produzione: GB (2007)
Scena madre: il protagonista cerca di liberarsi di un bifolco che lo aggredisce, e gli strappa un orecchino. L’esagitato urla, corre via e si getta in un dirupo (che mai s’era visto prima e mai più rivedremo) sfracellandosi il cervello in un trionfo di schifezze rosa. Chapeau.
Punto di forza: per gli appassionati di horror, può farvi capire che anche voi, con due lire e qualche ideuzza, potete avere la vostra fetta di gloria. E la CGI regala qualche risata.
Punto debole: la scarsità del budget ha posto dei limiti all’inventiva del regista; siamo convinti che, con qualche soldo in più, il film non sarebbe neppure rientrato nella serie B.
Potresti apprezzare anche…: Il bosco 1, tanto per restare in ambiente boscoso.
Come trovarlo: in DVD, nei negozi specializzati.

Un piccolo assaggio:  (guardate che effetti! Ma come si fa?)

Pubblicato il agosto 4, 2012, in 2000 - 2009, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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