Abraham Lincoln VS Zombies

This…is…GETTYSBURG!

Di: Richard Schenkman
Con: Bill Oberst Jr., Jason Vail, Baby Norman, Don McGraw

La Asylum torna a colpire, e stupisce tutti! Con il solito budget risicato di centocinquantamila dollari, David Michael Latt e soci sfornano un capolavoro horror-trash destinato a lasciare il segno, mockbuster del più celebre A. L. Vampire hunter. Ebbene, dopo solo un centinaio circa di tentativi, la nostra casa di produzione preferita ha sfornato un film gradevole, divertente e per nulla noioso. L’elemento trash è sempre presente, a livelli vertiginosi, e non mancano barbe finte, costumi d’epoca e anacronismi di cui poi diremo. Ma sono le idee di fondo ad essere geniali, valorizzate dalla recitazione di Baby Norman e di Bill Oberst Jr. nei panni di Lincoln (di una bravura impressionante). Siamo nel 1863, e infuria la Guerra di Secessione; dopo la battaglia di Gettysburgh, un soldato torna da una missione di conquista di un fortino trasformato in zombie. Abe Lincoln, che da piccolo ha dovuto uccidere la madre ormai infetta, sa bene di cosa si tratta, e decide di investigare di persona. Aiutato da 12 soldati pronti a morire (vi ricorda qualcosa…?), si reca al forte, e scopre che la zona è infestata da centinaia di strani zombi; dico strani, perchè a meno di non fare un sacco di rumore o di non mettersi a venti centimetri dalle loro bocche non si filano nessuno dei protagonisti. A questo punto, si rende necessaria un’alleanza con il locale personale sudista, tra cui il celeberrimo generale Stonewall Jackson e nientemeno che Pat Garrett (!), contro il comune nemico. La parte centrale del film, pur non annoiando mai, è un pò ripetitiva: i nostri eroi entrano ed escono dal forte, raccattano tre ragazze e un bambino di nome Theodore Roosevelt (ma perchè mai? All’epoca aveva cinque anni!). Nel gruppo c’è pure una vecchia fiamma di Abe Lincoln, pensa te che combinazione, insieme alla figlia, che pare sua coetanea. La soluzione finale è relativamente banale: attirare tutti gli zombi nel forte e poi far saltare tutto. L’espediente permette però a Lincoln e al grandioso soldato di colore Brown (ma per favore!) di effettuare un epico salto con dietro l’esplosione al ralenti. Finita qui? Manco per sogno! Lincoln si esibisce in un retoricissimo discorso sull’uguaglianza e sul rispetto per le persone morte nella battaglia (anche se presumibilmente si guarderà bene dal dire la verità sugli zombi…). Finale a sorpresa…
Mai, in una produzione Asylum, si erano visti degli attori tanto convinti nel loro ruolo. A parte il bravissimo protagonista, neppure gli altri sfigurano. Gli effetti speciali non si discostano molto dalla tradizione: la Whashington ricostruita in digitale nun se pò guardà, gli zombi sono fatti alla bell’e meglio e gli schizzi di sangue sono più finti di una banconota da 7 euro. particolarmente divertente la barba di Stonewall Jackson, appiccicata con la colla vinilica al viso giovanile del protagonista, che, coperto di bandiere sudiste su cappelli e divise, pare uscito dal Carnevale di Viareggio. Ma la sorpresa sono Lincoln e i suoi: a parte la scontata presenza di un traditore, uno stronzetto supponente e razzista, spiccano le personalità del Presidente e della sua “sporca dozzina”: se pensavate che un politico della sua statura fosse soprattutto un uomo di pensiero, vi sbagliavate. Lincoln, armato di una fantastica falce a serramanico che usa come una scimitarra, è una macchina da guerra e guida un plotone di cazzutissimi duri e puri che non avrebbero sfigurato in un film della serie Die Hard. Grazie alle sue capacità guerresche, il Presidente può permettersi inverosimili acrobazie al ralenti e scene d’azione assurde per la paciosità degli zombi contrapposta alla foga dei vivi. Qualcuno preferisce la componente splatter alle riflessioni politiche e umane? Nessun problema: il film è un tripudio di teste mozzate, squarci aperti a caso sul collo e nel torace dei non morti, fiotti di sangue in CGI e sparatorie che si trasformano in vere e proprie carneficine. Insomma, Abraham Lincoln VS Zombies, che già solo per un titolo così meriterebbe un voto a parte, ha tutto quel che serve per farsi guardare: una trama originale, attori convintissimi, splatter, la giusta dose di comico involontario. Buona visione!

Produzione: USA (2012)
Scena madre: senza dubbio l’esplosione finale con Lincoln e Brown che, novelli Bruce Willis, saltano al ralenti. Una sola parola: EPICO!
Punto di forza: vogliamo sperare che questo sia il nuovo corso della Asylum: maggiore cura nella forma e trame sempre più assurde. Promosso.
Punto debole: la parte centrale si poteva sviluppare meglio, così da renderla meno ripetitiva. Comunque, non è un difetto grave e il film scorre lo stesso.
Potresti apprezzare anche…: un qualsiasi film della Asylum!
Come trovarlo: e qui siamo al vero problema; il film è reperibile soltanto in inglese, e i sottotitoli in italiano ancora latitano. In ogni caso, basta un’infarinatura per comprendere i semplici dialoghi.

Un piccolo assaggio: (è una figata!)

Pubblicato il agosto 11, 2012, in 2010 - ?, Horror, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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