Slugs – Vortice d’orrore

Il titolo della collana di DVD la dice lunga…

[Krocodylus1991, Nehovistecose]

Di: Juan Piquer Simon
Con: Michael Garfield, Kim Terry, Alicia Moro

Se con le rane assassine di Frogs pensavate di averle davvero viste tutte nel campo degli animali assassini, dopo aver visto Slugs vi ricrederete. Qui i mostri mutanti carnivori sono delle lumache. Non lumache giganti, o vermoni tipo Tremors; proprio le lumache senza guscio, quelle rosse o nere che infestano gli orti, a grandezza naturale. Ora, noi possiamo capire che questi animaletti facciano un pò schifo, siano viscidi al tatto e rovinino le piante, ma le statistiche insegnano che non hanno mai ucciso nessuno, a parte acari e vermi. Chi di voi, nel creare un “vortice d’orrore”, ci metterebbe delle lumache? Eppure, i protagonisti del film si cagano addosso ogni volta che le vedono. Nella prima scena, una ragazza in barca vede il suo ragazzo trascinato in mare, seguito dall’immancabile spruzzo rosso sangue. Cioè, stiamo parlando di lumache, non di squali! Dopo i titoli di testa , facciamo conoscenza dei protagonisti: tre-quattro coppie che passano il loro tempo a stuzzicarsi con frasette a doppio senso abbastanza vomitevoli. Teniamo presente che i protagonisti sono tutti maschi, poichè alle donne spetta il ruolo di frignona da proteggere e scalda-letto. Dopo l’omicidio di un barbone nella sua casa ad opera delle lumache, i nostri eroi capiscono che qualcosa non va. La convinzione è rafforzata dopo altri due delitti: l’assurda morte di un vecchio giardiniere (che descriviamo nella scena madre, più sotto) e la tragedia di due giovinotti che, troppo impegnati a trombazzare, cadono in mezzo alle lumache e non si rendono conto che, fondamentalmente, basterebbe alzarsi in piedi. Mentre l’addetto alle fogne e l’ispettore sanitario cercano un rimedio, i simpatici animaletti fanno strage: a parte l’insignificante sindaco, assistiamo alla morte al ristorante di un venditore di terreni, nella scena più splatterosa del film: centinaia di vermi escono dalle orbite oculari e da un pò tutto il corpo del malcapitato, reo di aver mangiato insalata con dentro un lumacone. La soluzione escogitata è geniale: produrre mezza tonnellata di composto esplosivo (arsenico più litio, evidentemente il chimico ne teneva un camion dietro casa) e friggere le lumache direttamente nelle fogne. Il protagonista rassicura i compaesani: “non ho intenzione di far saltare la città”, cosa che puntualmente farà in un tripudio di case e macchine in fiamme, presumibilmente con alcune vittime. Ciò però non impedisce, dopo le due parole di rito dedicate all’amico morto, all’insulso protagonista di filarsela con la sua donna, fino a quel momento trattata come un essere inferiore.
Ammettiamo che il film parte con un grave handicap: è impossibile creare tensione usando come antagonisti degli animaletti che non ucciderebbero neppure una persona in coma. Simon ci prova, aumentando in alcune scene la potenza mandibolare delle bestiole: quando mordono il dito del protagonista esce mezza goccia di sangue, ma quando si dedicano alla giovane coppia divorano gli intestini di lei in pochi secondi. La recitazione è di per sè uno schifo, su questo non ci piove; ma è vero anche che la sceneggiatura scritta da Simon metterebbe in seria difficoltà anche Al Pacino. Valga per tutte la scena, esilarante, dell’interrogatorio al cuoco di Trombino’s. Offeso nell’orgoglio dall’insinuazione che il suo cibo fosse avariato, questo losco figuro si esibisce in una gragnuola di insulti in siciliano che terminano con “gli infilo io un bel lumacone di minchia su per il culo fottuto”, un siparietto assurdo che non ha alcuna connessione con tutto il resto e che è stato probabilmente girato sotto l’effetto di potenti acidi. Unica cosa a sollevare il film è una dose massiccia di ridicolo involontario; a parte la trama improbabile, è divertente vedere come il regista si inventi situazioni inverosimili per fare in modo che le lumache risultino pericolose. Oltretutto, gli ottanta minuti scarsi di pellicola sono strapieni di scene-riempitivo, tutte esilaranti; in una di queste avviene una patetica seduzione in una cantina, con il ragazzo talmente ubriaco che anche in seguito, al momento dell’amplesso, non sembra sentirsi troppo bene. In un’altra fenomenale sequenza due ragazzi pomiciano ad una festa. Un tizio li osserva con una maschera da teschio. Uno pensa a uno scherzo, invece no: il maniaco tenta uno stupro in piena regola ai danni della poveretta, che sfugge soltanto finendo in una fogna, divorata dalle lumache. Non si fa più alcun cenno allo stupratore, in compenso sono passati altri cinque minuti di film. Se non vi fa senso vedere delle lumache riprese da vicinissimo (in un patetico tentativo di farle sembrare più spaventose), godetevelo!

Produzione: USA (1988)
Scena madre: la morte del vecchio botanico, in cui tutto va storto. Gli entra una lumaca in un guanto, lo morde, lui cerca di toglierlo ma non riesce, tenta di tagliarsi la mano, si fa cadere addosso un armadio, la moglie non lo sente perchè passa l’aspirapolvere, fa cadere per sbaglio una tanica di non si sa cosa e tutto esplode tipo napalm. Imperdibile!
Punto di forza: la giusta dose di splatter.
Punto debole: lo ripetiamo, sono lumache, maledizione, lumache! Non si può basare un film horror sulle lumache!
Potresti apprezzare anche…: Frogs.
Come trovarlo: supponiamo non esista la versione DVD italiana, ma abbiamo la certezza della sua reperibilità in VHS.

Un piccolo assaggio:  (c’è tutto su Youtube, non abbiamo trovato altri filmati in proposito…)

Pubblicato il agosto 28, 2012, in 1980 - 1989, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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