Il vendicatore tossico – The toxic avenger

Vai, Toxie! Vinci per noi!

[Krocodylus1991, Nehovistecose]

Di: Michael Herz, Lloyd Kaufman
Con: Mark Torgl, Mitch Cohen, Andree Maranda

Welcome to Tromaville! Come? State cercando questa città sulla carta geografica? Non sprecate tempo: Tromaville esiste solo nella mente geniale di Lloyd Kaufman, il creatore di questa perla. Toxic avenger segna un momento fondamentale nel cinema trash: il momento in cui il brutto è ricercato, voluto e infine realizzato! In questo, la Troma è maestra indiscussa da decenni. Il protagonista di questa eccezionale pellicola è Melvin, giovane occhialuto e un pò sfigato che pulisce i pavimenti nella palestra cittadina. Preso in giro da tutti, è vittima di un crudele scherzo, in seguito al quale, in circostanze assurde, si trasforma in un mostro alto due metri e mezzo con la faccia abbrustolita (davvero impressionante la somiglianza con Slotty dei Goonies) e dotato di un profondo senso della giustizia. Dopo essersi creato una casetta tra la spazzatura, salva da una rapina una bella ragazza cieca; intanto, nel tempo libero, uccide nei modi più esilaranti rapinatori e sgherri del sindaco, tale Belgoody, un bieco e orrendo panzone che è il vero capo del crimine in città. Ovviamente sono tutti presenti gli stilemi sulla diversità: la ragazza cieca che lo apprezza perchè è “buono dentro”, cattivacci, trame oscure e pacifici cittadini di provincia, tra cui segnaliamo un incredibile professore tedesco che senza uno straccio di indizio in mano capisce come si è generato Toxic e che il suo istinto “lo obbliga a distruggere il male”, senza che nessuno gli rida dietro. Grazie alla buona fama guadagnata salvando i cittadini, Toxic può vendicarsi e dare sfogo a tutta la sua fantasia nell’arte dell’omicidio. L’aver ucciso una vecchia, per quanto spacciatrice di droga, gli costa però la caccia di tutta la polizia cittadina (composta perlopiù da idioti o insulsi tripponi). Proprio quando l’esercito è schierato con i carri armati e pronto a far fuoco, però, la popolazione di Tromaville si frappone tra Toxic e i fucili, permettendo all’eroe di squartare il sindaco e di essere acclamato dalla folla. La voce fuori campo ci ricorda, nella conclusione, che cosa fare se dovessimo trovarci nei guai: “provate a guardare verso l’orizzonte, il Vendicatore Tossico sarà lì ad aspettarvi!”. Epico.
Pur non essendo “il più trash di sempre”, Toxic avenger si colloca in una posizione primaria in una eventuale classifica. Ciò che colpisce subito è l’esagerazione di cui il film è intriso:  per fare qualche esempio, i ragazzi che tormentano Melvin non sono un pò stronzi, o un pò bulletti. No, sono proprio deif figli di buonadonna che si drogano, uccidono bambini e picchiano vecchiette. Il sindaco non è un pò corrotto; è un mafioso assassino coinvolto in prostituzione, appalti truccati, spaccio, mafia, persino pedofilia. Lo stesso Toxic, dopo il bagno nelle scorie radioattive, non diventa un pò più forte; è resistente alle pallottole, conosce le arti marziali, mena come un forsennato, sa guidare le macchine, sviluppa un buon senso dell’umorismo e le sue arti amatorie, insistentemente mostrate nel corso del film, farebbero invidia a Rocco Siffredi. Altra caratteristica è proprio quella di ripetere ossessivamente sequenze del tutto casuali: la trasformazione del buon Melvin e le numerose botte da lui inflitte al crimine sono riproposte allo sfinimento in momenti in cui ci stanno bene come i cavoli a merenda. Per il resto, è praticamente impossibile riportare qui tutte le scene ad alto tasso B; non basterebbe tutto lo spazio del blog. Ci limiteremo dunque alle migliori imprese del protagonista; notevole l’ondata di violenza nella pizzeria, in cui Toxic frigge un rapinatore come fosse una razione di patatine. E poi gli inseguimenti velocizzati più e più volte (se fossero reali, le auto sfonderebbero il muro del suono), la voce narrante che scompare per tutto il film, la prostituta 12enne che in realtà ha venticinque anni e tanto altro ancora. Una scena si segnala per trivialità (prima di vederla, pensavo fosse un’invenzione italiana) in cui una obesa (in questo film lo sono tutti) si fa tirare il dito da una baldracca del luogo al solo scopo di emettere una clamorosa curreggia! Detto questo, e sospesa l’incredulità, la pellicola risulta divertente: con un budget pari a mezzo milione di dollari (comunque più di quanto ci si aspetterebbe vedendolo), Kaufman realizza una parodia dello stile di vita americano non comune nel cinema di serie Z. Forse con attori più capaci ed effetti speciali non realizzati con la cartapesta ne sarebbe venuto fuori un capolavoro, ma a noi va benissimo così, e ringraziamo ancora una volta questa infaticabile casa di produzione!

Produzione: USA (1985)
Scena madre: a noi è piaciuto molto il finale in cui la popolazione, fino a quel momento totalmente indifferente sottomessa al malvagio Belgoody, diventa improvvisamente sensibilissima alla giustizia sociale e festeggia con dei militari venuti lì apposta per fucilare Toxic!
Punto di forza: è praticamente la nascita di un genere. Da vedere assolutamente.
Punto debole: l’estrema amatorialità della realizzazione (molto probabilmente voluta) non facilita la visione.
Potresti apprezzare anche…: Surf nazis must die.
Come trovarlo: in Italia non ci si è mai dati un gran daffare per diffondere le pellicole Troma, ma il suo status di cult lo rende facilmente reperibile online.

Un piccolo assaggio: (a 6:45 si vede un microfono…grazie Troma!)

Pubblicato il settembre 12, 2012, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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