La mano infernale

Uno dei due iellatissimi protagonisti!

[Krocodylus1991, Nehovistecose]

Di: Lorenzo Buscaino
Con: Eros Bosi, Lorenzo Acquafredda, Mauro Pietrini

La recensione di oggi è un pò diversa dal solito. Sono almeno due i motivi per cui non dovremmo recensire La mano infernale: il primo è che si tratta di una pellicola sostanzialmente piacevole; il secondo è che il più grosso errore di un recensore è analizzare un film superficialmente, senza considerarne il contesto. D’altra parte, il protagonista Eros Bosi è un amico della Cinewalkofshame, e parliamo volentieri del suo primo film, anche perchè ci permette di fare una breve riflessione. La trama è piuttosto semplice e lineare: i protagonisti sono Sebastian e Fux, due ventenni sull’orlo di una crisi di nervi. Il primo è appena stato licenziato, la ragazza l’ha scaricato e sta pure per essere sfrattato dall’appartamento in cui vive. Il secondo ha almeno la fidanzata (che però non ci sta!), ma l’università sta prendendo una brutta piega e rischia la bocciatura per un carognone di professore. Insomma, una situazione deprimente. Un giorno Sebastian, durante una passeggiata con il proprio cane, rinviene un sacchetto, che scopriamo dal prologo essere stato sepolto secoli fa, contenente una mano dall’aspetto inquietante. Dopo averla portata a casa, scopre qualcosa di più: in pratica, ogni desiderio da lui espresso diviene realtà. Fa apparire del cibo, dei soldi e, per bullarsi con il povero e scettico Fux, una bella ragazza disponibilissima. Sebastian, pronto a dare il benservito al compare per passare del tempo di qualità con lei, si fa però convincere da lui a mostrare la loro scoperta a un professore suo amico. Questi spiega la vera natura dell’oggetto, il numero limitato di desideri e li avverte di fare attenzione cacciandoli in malo modo. Al ritorno a casa, i due avranno una prova della veridicità di queste affermazioni: la signorina ammiccante di prima si è trasformata in una specie di belva assetata di sangue (ancora meno disponibile della ragazza di Fux), che per non farsi mancare nulla accoltella il malcapitato (che supponiamo abbia un conto in sospeso personale con il regista, dato che quest’ultimo gliene fa succedere di tutti i colori). I due compari pensano allora di risolvere la questione accoppando la svitata, nascondendo le prove e dimenticando tutto. Il finale confermerà l’impressione che fosse un pò troppo facile.
Sarebbe semplice ironizzare sull’amatorialità degli effetti speciali e sul basso budget, ma non sarebbe giusto; tanto per dare un’idea, i soldi spesi per realizzare La mano infernale sono stati duecento euro. Quattrocentomila delle vecchie lire, il prezzo di una chitarra classica usata, tanto per capirci. Già solo questo potrebbe chiudere la questione; ma non basta, perchè Buscaino & Company ce la mettono tutta, e quasi tutte le sequenze sono azzeccate. Ogni tanto emerge la produzione “casalinga”, ma essendo praticamente un esordio per gli attori (mentre Buscaino non è nuovo a film del genere) il risultato è decisamente soddisfacente e non si scade mai nel patetico o nello squallido (e negli horror low-budget non è affatto scontato); basterebbe, da solo, quest’ultimo fattore per porlo al di sopra di numerosi film qui recensiti. L’originalità della trama e gli effetti molto ben dosati fanno il resto. Ci si permetta dunque una riflessione semi-seria (sì, sì, riusciamo anche a fare i seri quando vogliamo!): sono tanti i giovani registi in Italia che vorrebbero uno straccio di appoggio da qualche casa di produzione disposta a farsi carico delle spese. Lo Stato può aiutare con i contributi alla cultura: allora, qualcuno ci spiega per quale malsano meccanismo i fondi siano finiti a costruire i film di Marco Antonio Andolfi? E’ mai possibile che l’unico modo per fare successo sia realizzare un’americanata da fighetti come In the market? Noi della Cinewalkofshame preferiamo incoraggiare i registi più artigianali come Buscaino, anche se speriamo continuino a uscire pure vergogne come quelle citate (e che volete, che restiamo senza lavoro?!).
Dopo questo risibile tentativo di discorso serio, torniamo al film; cosa dire? A un certo punto ci si trova a tifare per i due protagonisti, e non è poco. Noi ve lo consigliamo, non solo agli amanti del B-movie (di cui comunque è un felice esempio), ma anche a chi volesse una dimostrazione di come, qualche volta, la determinazione e l’inventiva possano compensare la mancanza di fondi. Curiosità: Buscaino ha praticamente fatto tutto da solo: regista, sceneggiatore, montatore, autore di musica e fotografia, il tutto mentre lavorava in pizzeria e metteva da parte i soldi per questo e altri film. Chapeau.

Produzione: ITA (2012)
Scena madre: a noi è piaciuta in particolare quella iniziale con i due ragazzi nel 1833. Tra l’altro Terni (dove il film è girato) ha offerto delle locations niente male.
Punto di forza: l’indubbia originalità della trama e la grande volontà dei realizzatori.
Punto debole: certi dialoghi potrebbero essere più audaci, e con qualche soldo in più la tecnica risulterebbe di maggiore effetto. Comunque, la strada è quella giusta e i punti deboli non inficiano più di tanto il risultato complessivo.
Potresti apprezzare anche…: guardate In the market, poi guardate questo; è un modo semplice per capire la differenza tra B-movie squallido e B-movie divertente.
Come trovarlo: trattandosi di un film amatoriale e (purtroppo) poco sponsorizzato, l’unico modo per ottenerlo è quello di contattare gli attori o il regista, come successo a noi. Su Facebook c’è una pagina apposta.

Un piccolo assaggio:  (il trailer)

 

Pubblicato il ottobre 12, 2012, in 2010 - ?, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. rispetto enorme per chi, sempre e comunque, cerca di realizzare i propri sogni

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