Nude nuns with big guns

Tette, suore lesbiche, droga e vendetta. Apoteosi!

Tette, suore lesbiche, droga e vendetta. Apoteosi!

Di: Joseph Guzman
Con: Devanny Pinn, Monica Ramon, Bill Oberst Jr.

Il film che andiamo a recensire oggi è stato accusato da più parti di essere una “brutta copia” dei film di Robert Rodriguez, secondo qualcuno unici depositari di un certo tipo di cinema. Nude nuns è sicuramente uno Z-movie, ma chi si è sorbito quell’incredibile cazzatona di Machete sbaglia a denigrare questo film; perchè è troppo facile fare film “di serie B” spendendo dieci milioni di dollari e ingaggiando attori del calibro di De Niro. Nude nuns with big guns è esattamente come un trash-movie pulp dovrebbe essere: trama bislacca, personaggi improbabili, budget ridicolo, tette e piombo a volontà. In alcune scene è piuttosto disturbante, ma non ce la sentiamo di dire che sia più brutto di Machete.
La trama: Sorella Sarah è una giovane e bella donna che ha appena preso i voti. Quel che non sa, però, è che il suo mentore religioso, padre Bernardo, è uno spacciatore di droga: a causa di uno sgarro, costui non ha remore a lasciare che una banda di balordi (Los Muertos) riempiano di droga, stuprino e torturino la povera suorina. Trasformata in una baldracca da bordello, creduta morta dopo le brutalità di un cliente, viene salvata da un guaritore indiano. Convintasi che Dio le ha parlato e le ha chiesto di uccidere i peccatori, la suora scopre un losco traffico: alcune consorelle nude (in questo film lo sono quasi tutti) confezionano droga, che gli alti prelati trafficano con i cartelli messicani. Aiutata dalla fragile suor Angelina, Sarah si trasforma in una vendicatrice assetata di sangue e un pò schizzata, dando il via a una esplosione di violenza esageratissima e gratuita che si interromperà solo con i titoli di coda. Il suo nemico principale, oltre al losco clero sfruttatore, è Chavo, un coglionazzo messicano davvero cattivo: lui e i suoi due sudici scagnozzi non hanno remore a uccidere e stuprare chiunque gli capiti davanti. Prima di compiere la sua vendetta, Sarah farà in tempo a vivere un paio di avventure lesbiche, massacrare una mezza parrocchia, sparare un pò a chiunque e strangolare la Madre Superiora con un Rosario (!). Il tutto intervallato da pezzi di lap-dance senza il minimo significato e da pezzi country di pregevole fattura, insieme a musiche copiate da quelle di Ennio Morricone.
Innanzitutto, la Cinewalkofshame è lieta di ritrovare un caro amico: Bill Oberst Jr., sempre ottimo nel ruolo dello schizzato. Gli altri attori non sono niente di che, ma se la cavano. La storia in sè non è nulla di eccezionale, anzi è abbastanza ripetitiva, ma alcune trovate giovano alla scorrevolezza e alla qualità del film: la sola idea di una suora lesbica assassina vale mezzo film. Le vere protagoniste della pellicola sono però le tette: di ogni forma, dimensione e colore, le tette di tutte le attrici protagoniste terranno compagnia allo spettatore dal primo all’ultimo minuto, offrendo anche un paio di sequenze lesbo d’eccezione. L’unico problema è che il regista si piglia molto sul serio, limitando la necessaria ironia alle scene migliori: dalla suora uccisa con il rosario, ai preti che imprecano con dovizia di madonne, fino alla esilarante evirazione finale, con il poveretto che tiene in mano una specie di wurstel a simboleggiare il viril membro reciso. Particolarmente surreali le scene dei laboratori della droga: non si vede quali ragioni, pratiche o estetiche, spingano i produttori a usare come manovalanza delle suore strafatte e completamente nude, a eccezione del velo! L’intero film è sporco, lurido e trash, con la catatonica protagonista (non si capisce se sia una caratteristica del personaggio o sia proprio l’attrice ad essere scarsa) che riempie di colpo clero malvagio e messicani sbandati, con l’apoteosi del prete seccato con quattro colpi a mò di segno della croce. Tutto quanto è esagerato, tutti sono cattivissimi e cazzutissimi, i dialoghi di una volgarità spinta ai limiti del ridicolo (la parola “cazzo” viene ripetuta un migliaio di volte in ottanta minuti) e le ambientazioni desertiche e desolate. L’unico modo per vederlo è non prenderlo troppo sul serio: nonostante un paio di scene davvero disturbanti (i due stupri), il film non si butta mai sullo splatter estremo, forse anche per mancanza di fondi. Ciò contribuisce a renderlo più guardabile. Diciamo che è bene essere di stomaco forte per vederlo. Pulp cult!

Produzione: USA (2011)
Scena madre: l’epica vestizione in bianco della protagonista, che prelude alla mattanza finale!
Punto di forza: l’esagerazione generale, che attenua l’effetto della violenza.
Punto debole: molte scene mancano di ironia, e in un paio di casi sarebbe necessaria per alleggerire il carico.
Potresti apprezzare anche…: i film della exploitation: chiedere a Quentin Tarantino.
Come trovarlo: in Italia è introvabile, ma all’estero è uscito persino in Blu-Ray. Va detto che basta un minimo di conoscenza dell’inglese per capire i semplicissimi dialoghi.

Un piccolo assaggio: (il trailer originale)

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Pubblicato il dicembre 17, 2012, in 2010 - ?, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Thank you CineWalkOfShame for mentioning my little role on “Nude Nuns With Big Guns” in your review. I was not in the film much but it was a wild and fun shoot with some great filmmakers and a lot of actors who are better than me. For those who may be offended by a bad priest such as I played, I will only say that he justice is done. It is always an honor to be mentioned on The CineWalkOfShame! My very best wishes to all of your kind readers.

    Bill Oberst Jr.
    http://www.imdb.com/name/nm2454994/

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