Delirio di sangue – Blood delirium

Ecco, sì, delirio è la parola giusta.

Ecco, sì, delirio è la parola giusta.

[Krocodylus, IlCarlo]

Di: Sergio Bergonzelli
Con: John Phillip Law, Gordon Mitchell, Brigitte Christensen

Per una volta, il titolo non mente: nel film c’è tanto delirio, e c’è pure tanto sangue. Ma soprattutto delirio. L’inizio, con una sagoma che cammina in controluce e una voce che dice scempiaggini, è l’antipasto di una cena a base di nonsenso. Si cambia scena: Sybille, una casalinga frustrata, prepara la cena al marito in topless. Una voce di donna, proveniente dal nulla, le dice che lei è un’altra parte di Sybille, che viene dal futuro che però è sovrapposto al presente in un’altra dimensione e insomma altre cazzatone sui generis. Nello stesso momento, la moglie di un pittore muore. E qui la prima scena eccezionale: un minuto dopo la morte, sottolineiamo un minuto (IlCarlo ha spiegato che occorre agire “finchè sono ancora calde”), il maggiordomo ingrifato tenta la necrofilia sul cadavere! Il pittore, che scopriamo chiamarsi Saint Simon (a me pareva fosse tipo un filosofo del settecento, ma vabbè), lo scopre e je mena, ma lo tiene con sè. Un anno dopo, gli prendono i cinque minuti e dissotterra il cadavere, ormai ridotto a uno scheletro, ma ancora non gli basta per ritrovare l’ispirazione. Nel frattempo, a Sybille si apre una finestra, da cui entrano quintali di calcinacci (manco abitasse in un cantiere) e un invito per una mostra di Saint Simon. Lei ci va, e il pittorucolo, così, dal nulla, le dice che lei è la copia sputata della sua ex-moglie, e che come tale deve andare a vivere da lui per ispirarlo. Lei, invece di mandarlo a cagare, è titubante; il giorno dopo i due si trovano per strada, e lei, senza avvertire parenti, amici o marito, accetta di trasferirsi al suo castello. Fin da subito è evidente che qualcosa non va: prima Saint Simon la fa vestire come la Silvani di Fantozzi (davvero inguardabile), poi il maggiordomo tenta lo stupro ai danni di una ragazza locale, che quella notte verrà portata al castello e uccisa. Lì Saint Simon, ormai fuori di melone, si accorge che il sangue è il “colore della sofferenza” e che ne ha bisogno per i suoi quadri. Alla scemetta protagonista occorrono giorni per accorgersi del pericolo; troppo tardi, perchè, dopo essere stata drogata e stuprata dall’ingrifatissimo maggiordomo, viene deposta in una teca di vetro e lì abbandonata. A questo punto interviene suo marito, che pare uscito da un trailer di Maccio Capatonda, e affronta i due assassini. Catturato, riesce a fuggire grazie all’intervento del fantasma della ex moglie del pittore, che non si sa perchè vuole vendicarsi. I due buoni scappano mentre la casa, crollando, uccide il pittore e il suo maggiordomo, e la voce rassicura Sybille che è tutto finito e bla bla bla, una sequela di robe senza senso che sanciscono il finale.
Innanzitutto, l’arte: noi non siamo certo dei critici, ma quale essere umano sano di mente potrebbe apprezzare i quadri di Saint Simon? Persino quello che dovrebbe essere il suo capolavoro, per la cui realizzazione vengono uccise svariate persone, è una crosta indegna di Osvaldo Paniccia; notiamo, tra l’altro, che il pittore si crede la reincarnazione di Van Gogh, mentre non è neppure la reincarnazione di un imbianchino. Nella parte del maggiordomo, fa bella mostra di sè Gordon Mitchell, già da noi apprezzato come sacerdote di Aborym ne La croce dalle sette pietre. Bergonzelli gira utilizzando una tecnica particolare: quando c’è qualcosa da spiegare, dai quadri alla consecutio temporum degli avvenimenti, ricorre a delle supercazzole assurde che spingono lo spettatore a dire “ok, va bene, mi fido” e a lasciar perdere. L’obiettivo era quello di creare un film malato, ma il risultato è solo ridicolo: le scene di necrofilia sembrano tratte dala serie Scary Movie, e Saint Simon con un orecchio mozzato in mano non assomiglia a Van Gogh, ma solo a un demente; inoltre vedere i due cazzoni che muovono uno scheletro-marionetta è esilarante, non spaventoso. Insomma, nonostante Mitchell e il pittore profanino più cadaveri in dieci minuti che le Bestie di Satana in anni di attività la tensione è inesistente, e la paura anche. Geniale la scena che chiude il film: mentre Sybille e il marito sono prigionieri dei due pazzi, si aprono le finestre, entra il vento, i quadri pigliano fuoco, il fantasma ride in faccia al pittore e gli mozza un orecchio, compaiono dei globi luminosi a caso e non si capisce più nulla. Aggiungiamo che la fotografia, di volta in volta completamente buia o illuminata all’inverosimile, ha spinto IlCarlo a smadonnare al terzo minuto secondo di film. Culto assoluto!

Produzione: ITA (1988)
Scena madre: non è una scena, è un quadro. Si intitola Satana genera l’universo, e rappresenta un diaulo che caga stelle filanti. Ripetiamo: un diaulo che caga stelle filanti. A Bergonzè, che te sei fumato?
Punto di forza: la demenza della sceneggiatura, pari a quella di La croce dalle sette pietre, genera situazioni comiche a valanga.
Punto debole: una certa discontinuità; se tutto il film fosse delirante come il finale, rientrerebbe nella Top 10 del blog.
Potresti apprezzare anche…: Bloody Psycho e i film della serie Lucio Fulci Presenta. O i video di Andrea Diprè; ecco, questo è l’horror secondo Andrea Diprè.
Come trovarlo: dunque, pare che sia uscito in DVD, ma siccome è pressochè irreperibile consigliamo la ricerca in rete.

Un piccolo assaggio: (da questo trailer scombiccherato si capisce il livello del film)

3,5

Pubblicato il dicembre 30, 2012, in 1980 - 1989, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. non è mai uscito in dvd in Italia

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: