AlbaKiara

- VASCO + SQUALLOR

Ma alla fine il titolo che stracippa significa?

[Krocodylus, IlCarlo]

Di: Stefano Salvati
Con: Laura Gigante, Raz Degan, Vito, Davide Rossi

“Albakiara è una fiaba cattiva in cui i generi, commedia, thriller, erotismo, si mescolano tra loro proprio come accade nella vita, specie quella dei nostri giorni” (Stefano Salvati)

“Ma va in mona de to mare, boia can, Diavolo lazzarone” (IlCarlo dopo aver letto la citazione)

Sarà che quando noi sentiamo il titolo della nota canzone, ci viene in mente tutt’altro. Sarà che dal regista di Jolly Blu non ci si può aspettare granchè. Sarà che i cinquantenni che pretendono di rappresentare gli adolescenti come dei mezzi criminali ci stanno un pochettino sulle palle. Ad ogni modo, la visione di Albakiara è stata devastante. I primi trenta secondi, che mostrano la protagonista mentre racconta, con la sua recitazione improponibile, una cosetta a tre con due amici nella vasca da bagno, sono solo l’inizio di questo putridume che a stento si può chiamare “film”. Nel frattempo, Raz Degan, con la sua dizione che lo fa sembrare la caricatura di uno spacciatore rumeno, spiega al suo complice dal ciuffo inguardabile un piano per rubare della droga. Uno pensa di vedere un poliziesco, e invece nella mezz’ora seguente lo spazio è quasi interamente dedicato a Chiara e alle sue vicende: la nostra baldracca va a scuola, insulta per sbaglio la professoressa d’inglese, fa una figuraccia in classe e poi esce in discoteca. Fa una gara orale con delle sue amiche (vinta, oltretutto, dall’irritante ragazza obesa vagamente puttana), si dispera per la sorella matta (che però è l’unica ad avere una recitazione accettabile), litiga con la madre e con lo zio che la scopre a rubare in negozio. Ma lo zio (Alessandro Haber, all’apice dello sputtanamento) è un pericoloso spacciatore di cocaina, che collabora con i soci di Degan; questi mettono in pratica una rapina parlata con incomprensibile accento siciliano, e depositano duecento chili di cocaina nel suo sgabuzzino. Il problema è che, morto lo zio in un frontale con un tir, lo sgabuzzino va alla famiglia di Chiara; quando lei lo scopre, felicissima, decide di organizzare un giro di spaccio insieme al bidello della scuola (Vito, e qui la sospensione di incredulità richiesta è veramente immane). Per venderla più alla svelta, organizzano un rave party in un capannone all’aeroporto; sarà da lì che Raz Degan inizierà la sua indagine per recuperare la droga; a farne le spese sarà il fidanzato dj di Chiara, che per hobby vende propri filmini amatoriali su Internet; il truce poliziotto lo torturerà in una scena che ha parzialmente risvegliato il sorriso dello staff. Nel finale sarà addirittura Chiara a lasciarci la pelle, rendendo il patetico personaggio di Degan l’eroe assoluto del film. Dopo i titoli di coda ci sono ancora un paio di sequenze, ma siccome non ne abbiamo capito il senso preferiamo non approfondire.
Questa recensione è davvero difficile per noi. Questo tipo di film ci imbarazza, più che farci ridere. Partiamo dal fatto che Vasco Rossi non è esattamente il nostro cantante preferito, e che essendo questo film uno spottone per le sue canzoni, inserite secondo criteri sconosciuti alla logica, le aspettative erano pari a zero. Il cast è composto da tre attori dignitosi (Vito, Haber e Marescotti) che inspiegabilmente accettano di recitare in questa porcheria, e dagli adolescenti protagonisti. Questi ultimi rasentano la paralisi, soprattutto il giovane Rossi (le cui forti braccia vanno immediatamente restituite all’agricoltura) e la sua ragazza; nonostante quest’ultima mostri più e più volte le sue grazie, i primi piani del suo volto catatonico vanificano anche l’erotismo. Quanto alla storia d’amore, si riassume tutta nella seguente frase: “Quando ci sei mi accorgo che se non ci sei mi manchi”. Perfetto, finito, passiamo oltre. Gli effetti speciali…ma, direte voi, non ci sono effetti speciali in un film del genere! Ci sono, ci sono, e sono la cosa più divertente del film! In pratica in alcune scene rigorosamente a caso (le visioni della sorella, un viaggio in motorino, un amplesso) Salvati inserisce degli orrendi fondali in CGI, facendo comparire, non si sa perchè, un animale svolazzante fosforescente che a vederlo vien voglia di strapparsi gli occhi.
Il piatto forte di questa robaccia è però l’idea che gli sceneggiatori (tra cui c’è il mitico Carlo Lucarelli, che per questo meriterebbe di essere radiato dall’albo dei giornalisti) hanno del mondo adolescenziale. Lungi da noi difendere i teen-ager italiani degli anni duemila, per carità: d’altra parte, farli rappresentare da tre bagasce che fanno gare di fellatio, uno spacciatore pornografo, due giovani pusher e quattro bulletti tossicodipendenti non è propriamente sinonimo di realismo.
In conclusione, non gli abbiamo dato lo zerovirgolacinque solo  comunque qualche risata ce la si può fare e che le attrici sono ugualmente un bel vedere. Ma forse l’avrebbe meritato.

Produzione: ITA (2008)
Scena madre: grazie alla recensione di Yotobi, in molti ormai conoscono la frase finale di Raz Degan e il pompino-contest in discoteca. A noi però ha colpito molto il monologo di Alessandro Haber sul bambino asmatico, eseguito in un night club tra coca e baldracche con le lacrime agli occhi. Una scena alienante e priva di senso, ma ci ha fatto ridere tanto!
Punto di forza: è la conferma che affidare a un quaranta-cinquantenne saccente e videoclipparo una sceneggiatura sul disagio adolescenziale non è proprio una buona idea.
Punto debole: non so se succeda solo a noi, ma nella sua quasi totalità il film non è divertente: è imbarazzante.
Potresti apprezzare anche…: Amore 14, altra aberrante vaccata per ragazzine arrapate.
Come trovarlo: sapere che Albakiara è stato distribuito in Blu Ray mentre da anni chi scrive cerca in lungo e in largo i DVD di Sam Peckinpah fa venir voglia di inveire contro il clero.

Un piccolo assaggio: (queste sono le prime battute. Fatevi un’idea con queste)

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Pubblicato il gennaio 18, 2013, in 2000 - 2009, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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