Evil aliens

Guardate come sono incollati male quei personaggi!

Guardate come sono incollati male quei personaggi!

[Krocodylus, Satchmo]

Di: Jake West
Con: Emily Booth, Jamie Honeybourne, Sam Butler

Sottotitolo ideale: “bifolchi gallesi contro alieni satanisti”. Evil aliens è il prototipo della commedia fanta-horrorifica moderna: tette, splatter, baldracche e violenza gratuita. Il regista Jake West sfrutta il budget a disposizione concentrandosi sugli effetti splatter, in alcuni casi decisamente ben fatti, e abbandonando sceneggiatura e contesto narrativo a sè stessi. Il risultato è estremamente divertente, anche se, sospettiamo, non nel modo sperato dal regista. I protagonisti sono l’equivalente inglese delle troupe di Mistero, e gestiscono un programma molto simile al grottesco format di Ruggeri e Degan, inclusi UFO, alieni e donne messe incinta da questi ultimi. Il boss della trasmissione, un vecchio bavoso, ordina alla conduttrice Michelle Fox, presa dritta dritta dal porno, di organizzare una troupe per un’intervista a una ragazza che, nel prologo, dopo un violento amplesso, è stata rapita e messa incinta da dei caproni alieni dalla simbologia satanista, che hanno provveduto a trapanare il deretano del di lei ragazzo. La tizia abita su un’isola del Galles insieme ai tre fratelli bifolchi, deformi, orbi e ignoranti (i veri protagonisti del film): a farsi ospitare per dei giorni saranno la Fox, la bagascia fidanzata del produttore, un attore gay, una mistress fetish, un nerdaccio e un burino che fa il cameraman. Ovviamente gli alieni esistono davvero, si divertono a squartare più o meno tutte le forme di vita (dalle mucche agli umani) e ce l’hanno proprio con loro. Qui uno si aspetta che la variopinta troupe debba cavarsela da sola, e invece no: con una mossa sapiente, il regista erge a eroi i tre fratelli bifolchi gallesi: armati di motosega, fucile e arco, i grandiosi fratelli fanno piazza pulita dei visitors, crocifiggendo vivo il più cazzuto di loro. Il problema è che la sorella incinta, in una scena in cui le frattaglie esplodono generose, si trasforma a sua volta in un alieno, e uccide due fratelli. Ma non il terzo. Quest’ultimo, una specie di Terminator del Galles, accompagnerà la troupe di cocainomani nella battaglia finale contro altre decine di mostri, arrivati con l’astronave madre. L’esplosivo finale vede la morte di (quasi) tutti i personaggi, umani e alieni, in un tripudio di assurdità che ha fatto godere lo staff fino ai titoli di coda.
Iniziamo col dire che le gag vere e proprie, le trovate comiche, non fanno minimamente ridere: la trombata con esagerata eiaculazione finale e i tre fratelli che si masturbano guardandola sono indegni persino del Bagaglino. Ciò detto, dal ventesimo minuto circa inizia il delirio, un crescendo di sangue e risate che sfocia nel grandioso finale. Ecco un breve elenco di alcuni dei modi in cui i malvagi alieni vengono debellati: investiti da un furgone, falciati da una mietitrebbia che viaggia ai mille all’ora, impalati, crocifissi, sparati, trafitti da frecce, presi a pugni, bruciati, fatti esplodere. Le astronavi sono realizzate con una grafica da cento lire, anzi, non la definiremmo “grafica”, è un’accozzaglia di pixel che per puro caso forma un’immagine vagamente comprensibile. Gli attori sono meno scarsi di quanto si potrebbe immaginare, anche se la sceneggiatura scritta per loro fa acqua da tutte le parti. Il regista si diverte a trattarli malissimo: smembrati, ricoperti da litri di sangue finto, stuprati o più banalmente massacrati a colpi di lame, i poveri stronzi protagonisti si barcamenano in un’ora di assoluto nonsenso.
La satira di costume (sul mondo dello spettacolo, ben rappresentato dai componenti della troupe) lascia il tempo che trova, anzi ci sembra strano che Jake West abbia tentato questa strada risibile invece di concentrarsi sulla violenza splatterosa. Ma questo non significa nulla: lo spasso è assicurato, il trash regna sovrano e Satchmo si è rotolato per terra per venti minuti osservando le prodezze dei fratelli gallesi. Yeah!

Produzione: GB (2005)
Scena madre: ci vorrebbe un mix di dieci minuti con tutte le scene d’azione che coinvolgono il terzo dei fratelli gallesi. Epico!
Punto di forza: fa ridere. Fa ridere anche quando non vorrebbe, ok, come volete. Ma fa dannatamente ridere.
Punto debole: sembrerà strano, ma non ne ha. Forse il fatto di essere una mezza commedia penalizza la carica da B-movie, ma per il resto non c’è nulla che non vada!
Potresti apprezzare anche…: Alien abduction, capolavoro della Asylum.
Come trovarlo: dunque, alcuni siti parlano di una edizione italiana in DVD doppiata con i piedi. Noi non ne abbiamo trovato traccia, ma supponiamo che in effetti questa perla sia stata distribuita.

Un piccolo assaggio:  (il trailer originale, notate la descrizione in inglese!)

3,5

Pubblicato il febbraio 24, 2013, in 2000 - 2009, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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