Bikini girls on ice

Nel ghiaccio! Nel ghiaccio!

Nel ghiaccio! Nel ghiaccio!

Di: Geoff Klein
Con: Cindel Chartrand, Danielle Doetsch, William Jarand, Suzi Lorraine

Iniziamo dicendo che il titolista è un genio. Nel film ci sono delle “ragazze in bikini”, che vengono messe “nel ghiaccio”. Quindi il titolo è “ragazze in bikini nel ghiaccio”. Ok, è una stronzata, ma era una cosa che volevo farvi notare. Il buon Klein tenta di fare un film utilizzando due registri: il filmetto adolescenziale e il thriller ultraviolento. Alle volte i due generi si incrociano, con risultati quanto mai assurdi. La prima scena è emblematica: una ragazza guida la macchina in bikini, si ferma in una stazione di servizio e viene uccisa da un assassino animalesco con il respiro affannoso amplificato alla Darth Vader. Titoli di testa e presentazione dei personaggi: un gruppo di ragazze che vuole mettere su un bikini-carwash per far su qualche soldo. Breve premessa: in America questo tipo di attività è abbastanza comune, ma ha sempre uno scopo, di solito benefico. Qui non si spiega nulla, queste vogliono lavare macchine in bikini e basta, per loro è la realizzazione di una vita intera. Per farlo si rivolgono a due amici, due stucchevoli stereotipi: il nerd goffo con le donne e il burino in canottiera bravo con i motori; è bene specificare che ogni personaggio ha un suo abito dall’inizio alla fine, tanto per caratterizzarlo meglio. Trovatisi in una stazione di servizio abbandonata, decidono inopinatamente di mettere su il loro siparietto lì. Ma perchè non se ne vanno? Nella zona passa poca gente, e non sembra neppure fare tanto caldo, ma vabbè. Mentre le ragazze arrotondano prostituendosi con i clienti, si accorgono che una coppia di turisti francesi è scomparsa nel nulla e che qualcosa non va. Ma perchè non se ne vanno? Il meccanico intanto si è fatto il mazzo e in quattro ore ha aggiustato il pullman, problema risolto, si parte. Invece restano lì. Ma perchè non se ne vanno? Perchè il nerd casca nella trappola di una battona in bikini e si fa prestare l’autobus per andare in camporella. Nel cercarlo, due ragazze trovano il bus deserto, con l’insignificante eccezione di un cane morto di peluche. Ma perchè non se ne vanno? L’assassino, forse stufo degli ammiccamenti pseudo-lesbo delle lavamacchine, inizia a mietere vittime. Le ragazze scoprono un deposito di macchine abbandonate con a bordo oggetti personali, alcuni di loro scompaiono (inclusi i due uomini del gruppo) e appare ormai chiaro che le cose si mettono male. Due superstiti trovano delle chiavi di auto delle precedenti vittime, ma non prendono quella, familiare e conosciuta, del bus; no, cercano quelle dei francesi e la trovano dopo lungo penare. Incredibilmente…se ne vanno! Sentono dei colpi dal bagagliaio, ma non sono così stupide da fermarsi e aprire. Come dite? Sono così stupide? In effetti sì. L’inseguimento si protrae per altri venti minuti e altri cadaveri, fino al finale scontatissimo.
Se io dico “slasher” e “luoghi comuni” cosa vi viene in mente? Ragazza inseguita dal killer che inciampa nel nulla? Mazzo di chiavi e mani che tremano nel cercarle? Divisioni interne al gruppo per decidere chi è il capo? I due teen-ager che invece di salvarsi le chiappe iniziano a limonare? Dite, dite pure. Non c’è luogo comune dello slasher (inclusi tutti quelli già citati) che non sia presentein Bikini girls on ice. Questo porta le protagoniste ad assumere comportamenti talmente stupidi da fornire un involontario effetto comico. Facciamo un esempio? Due ragazzi si trovano da soli e, in preda allo sconforto, si baciano. Questo porterà a una storia d’amore, magari interrotta da una morte tragica? No! Dall’inquadratura successiva si comportano come se niente fosse, in pratica gli serviva una scena romantica per allungare il brodo.
Diciamoci la verità, che cosa ci si aspetta da questi film? Tette e sangue. Lo scrivo in maiuscolo: TETTE e SANGUE. Le prime si vedono davvero poco (i bikini restano sempre addosso alle protagoniste), il secondo è quasi tutto fuori campo, il che è un peccato, perchè un pò di splatter avrebbe aiutato a rendere il tutto meno ridicolo. Oltretutto la fotografia e la regia sono meno inette di quanto sembri; a destare perplessità è la sceneggiatura; sembra quasi che manchino delle pagine al copione e gli attori non se ne accorgano. Esempio: “cos’è questo odore?” “sembra benzina”; è una stazione di benzina, pensavate di sentire odore di verdure? Altro esempio: l’ultima superstite trova il neofidanzato immerso nel ghiaccio ma vivo, ed è armata di coltello. A un certo punto il killer tira fuori il tizio dalla vasca e prende un grosso martello. Intuite le sue intenzioni, lei esce e gli chiede di evitare; in tutta risposta lui martella a morte il ragazzo, ma molto lentamente, e lei non si sogna nemmeno di intervenire. Lo fa soltanto quando lui è ormai poltiglia, lanciando un coltello in stile Kurt Russell, senza tuttavia sortire effetti apprezzabili.
Ripetiamo: poche tette, poco sangue, noia totale. Per i fanatici dello slasher…

Produzione: USA (2009)
Scena madre: parlavamo del bagagliaio, appunto. Nell’ordine: aprono il bagagliaio (ma perchè? Non potevano aspettare?), si fanno inverosimilmente sorprendere dal maniaco, che ne accoltella una, l’altra gli spezza una rotula con un colpo di piede di porco ma NON si ferma ad ammazzarlo, preferendo invece aiutare l’amica che muore di lì a pochi secondi! Stupidità al potere!
Punto di forza: diciamoci la verità, in alcune scene c’è tensione. Perlomeno impedisce allo spettatore di addormentarsi.
Punto debole: Geoff, dovevi usare di più! Più tette, più sangue, più volgarità! Perchè queste inibizioni?
Potresti apprezzare anche…: Il corvo 4 – Preghiera maledetta. Stessa confezione da teen-movie.
Come trovarlo: in Italia non è mai stato doppiato. Si trova in inglese sottotitolato, ma non è da escludere che prima o poi lo usino come film-riempitivo su qualche canale a pagamento.

Un piccolo assaggio: (in questo trailer c’è un collegamento all’ipotetico sequel Pin-up dolls on ice…non vediamo l’ora!)

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Pubblicato il aprile 2, 2013, in 2000 - 2009, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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