Mirai ninja – Cyber ninja

Meraviglioso.

Meraviglioso.

[Krocodylus, Gatoroid]

Di: Keita Amemiya
Con: Hanbei Kawai, Hiroki Ida, Eri Morishita

La vita è fatta di colpi di fortuna: c’è chi si fidanza con la ragazza bruttina della scuola, per poi vederla crescere come una top-model. C’è chi paga le cure di un ragazzino che gioca al pallone, e qualche anno dopo lo ritrova come miglior  calciatore del mondo. E poi ci sono quelli che cercano un modesto filmetto per una serata a patatine e sigarette e si ritrovano tra le mani un capolavoro action-trash condito con ninja e cyborg. Siamo nel 1988 (solo gli anni ottanta potevano aver partorito questa roba, in effetti), e il regista Amemiya ha la bizzarra e geniale idea di mischiare il genere ninja con la fantascienza filosofica. C’è da dire che il budget doveva essere ragguardevole; alcune scene tradiscono una disponibilità economica non comune. Amemiya però non si perde d’animo, e parte in quarta con una battaglia iniziale memorabile: ninja-robot brutti come i debiti che potrebbero uccidere semplicemente sparando affrontano orde di combattenti disperati a pugni e calci nel culo. Avuta la meglio, grazie anche a potenti e ingombranti mezzi meccanici appiccicati sulla pellicola, lasciano spazio alla triste storia di due fratelli caduti in battaglia. Li ritroviamo anni dopo, uno giovane e in cerca di gloria che si arruola per salvare la principessa rapita dai mecha-ninja e l’altro mascherato, senza memoria e in cerca della sua anima (non s’è capito bene perchè, la sceneggiatura presenta lacune vistosissime). I due fratelli, ignari delle rispettive identità, si ritrovano insieme a un ninja burino (e dotato di una discreta trippetta) a combattere i cattivi, che sono (dal più mezza pippa in su): i cenciosi e bruttissimi ninja meccanici, un tipo che uccide coi capelli, un disgraziato con la faccia pitturata di blu che sembra il Grande Puffo e il boss finale, che è un sosia di Gene Simmons dei Kiss senza trucco. La battaglia sarà epica e senza esclusione di colpi: nel duello finale, Gene Simmons infonde la sua essenza nel cadavere di capelli-assassini (come sopra: non si capisce perchè, ma è trashissimo) e affronta i due superstiti (il fratello minore è morto combattendo). Proprio mentre l’esercito dei buoni distrugge la fortezza del malvagio con due-tre colpi di cannone vigorosamente disegnati con dei pennarelli direttamente sui fotogrammi, la principessa, il burino e il fratello mascherato se ne vanno su un catamarano volante in fiamme, chiudendo in bellezza una pellicola sensazionale.
La prima cosa a saltare all’occhio è la durata: settantadue minuti. Il regista non si perde in scene-riempitivo, e infatti il film è davvero godibile e divertente. Alcune trovate, nella loro carica trash, hanno un che di meraviglioso: si pensi al cyborg ninja che ricarica le batterie dormendo tipo cellulare Nokia, alle rivoluzionarie armi dei protagonisti (tra cui spicca una assurda spada-fucile che si ricarica come una doppietta), al capo dei malvagi che appare in videoconferenza insultando i suoi sottoposti e facendo smorfie. Non ci si annoia veramente mai, a un certo punto si fa davvero il tifo per i protagonisti. Le scene esilaranti sono pressochè infinite: citiamo, tanto per fare un esempio, il reclutamento dei soldati da parte dei ninja burino, che seleziona quelli che urlano di più in base a degli ideogrammi comparsi sui loro apparecchi acustici. Immancabili gli stereotipi dell’action movie nipponico, come il rapporto tra fratelli, il guerriero in cerca di un’anima e personaggi come il vecchio saggio con barba e codino, che a occhio e croce sembra una maschera di gomma. Altra peculiarità di questo film sono le locations: i paesaggi sono davvero belli, ma evidentemente non bastavano ad Amemiya. Che fare? Il regista (colpo di genio) ha deciso di usare dei disegni a pastello, di fattura assai pregevole ma del tutto fuori contesto, per rappresentare sfondi che avrebbe potuto riprendere in qualsiasi foresta! Completano il tutto gli edifici, che sembrano orologi a cucù, con l’eccezione della casa su ruote della principessa, molto simile a quelle roulotte che girano per le fiere estive smontando e rimontando giostre.
Un ulteriore compendio di tanta bella roba sarebbe impossibile: settantadue minuti di pura esaltazione per un cult incredibilmente semi-sconosciuto e che meriterebbe maggiore visibilità. In assoluto uno dei migliori ninja-trash mai visti, giustamente premiato dai sottoscritti con il massimo dei voti!

Produzione: Giappone (1988)
Scena madre: una scelta davvero ardua, perchè, lo ripetiamo, il film non ha quasi mai cadute di stile. Scegliamo, per affezione, i dieci minuti della battaglia iniziale, il miglior biglietto da visita possibile.
Punto di forza: soprattutto la durata: niente lungaggini, solo botte da orbi!
Punto debole: a voler essere pignoli, le scene non d’azione sono un pò statiche. Ma che importa? Sono pochissime!
Potresti apprezzare anche…: The Shaolin Invincible Sticks.
Come trovarlo: solito tasto dolente. In italiano non è mai stato tradotto. Lo si trova in lingua originale, al più sottotitolato in inglese.

Un piccolo assaggio:  (eccolo sottotitolato in inglese, la comprensione non è particolarmente difficile)

5

Pubblicato il maggio 10, 2013, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: