Sharknado

Chissà cos'altro tireranno fuori con la parola "shark"...

Chissà cos’altro tireranno fuori con la parola “shark”…

[Krocodylus, Satchmo]

Di: Anthony Ferrante
Con: Ian Ziering, John Heard, Tara Reid

Nell’anno di grazia 2013, la Asylum decide di fare sul serio e realizzare un film che racchiuda in sè tutta la sua essenza. E come si fa? Si prende un giovane regista (Anthony Ferrante) e si scrive una sceneggiatura che mischi tutti gli ingredienti che hanno reso grande la Asylum: disastri naturali, animali assassini, belle gnocche e trame da film-tv della domenica. Il risultato è Sharknado. Divenuto famosissimo grazie a una campagna virale su Internet, è stato da noi visionato con grande entusiasmo, al punto che le poche delusioni presenti sono probabilmente da attribuirsi alla grande aspettativa.
I personaggi principali sono tanto banali e prevedibili quando divertenti: il protagonista Fin (molto simile a Jimbo Wales, fondatore di Wikipedia) è un barista divorziato che tenta di ricucire con moglie (Tara Reid, sogno erotico dei maschi nati dal 1985 al 1995) e figli (che hanno la stessa età della madre, ma vabbè); Nova, una gnoccona anche lei barista con un conto in sospeso con gli squali; l’amico scemo di cui non ricordiamo il nome; l’attuale compagno-stronzo della ex moglie, che ovviamente muore dopo due minuti di apparizione e dopo aver sbeffeggiato la minaccia squalesca. La trama: sulle spiagge della California si scatena un violento tornado, che, in qualche modo, risucchia migliaia e migliaia di squali: la tempesta, capace di allagare Los Angeles in pochi minuti, semina morte e distruzione grazie soprattutto al contributo dei pescioni, in grado financo di muoversi, seppure lentamente, sulla terraferma. I nostri eroi partono verso l’entroterra per fuggire, ma a un certo punto si rendono conto che la soluzione migliore è affrontare il problema di petto (cosa che nè i soccorsi nè le autorità hanno gran voglia di fare, in verità non si vedono mai): la soluzione finale è quella di lanciare delle bombe nei tre tornado squalosi che minacciano Los Angeles: queste bombe, in base a principi logico-fisici quantomeno arbitrari, dovrebbero far dissolvere i vortici. A sganciare le bombe saranno Nova e il maturo figlio del protagonista, che rischierà la vita per salvare la città. Il lieto fine vede i protagonisti ammazzare gli ultimi squali nei modi più assurdi e festeggiare limonando e salvando dei vecchietti in una casa di riposo.
Per non ripeterci, tralasciamo i commenti sugli effetti speciali: squali posticci, sangue digitale eccetera. Il marchio di fabbrica della Asylum è quello, lo sappiamo. Decisamente interessante è invece il cast: quasi tutti gli attori sono relitti di serie tv di successo o di commedie anni ’90: Tara Reid, Ian Ziering e soprattutto John Heard, qui panzone e incredibilmente bolso, nei cuori di tutti per l’interpretazione di papà McAllister in Mamma ho perso l’aereo. Come sempre più spesso accade (ed è sempre un bene per la carica del film), le risate maggiori non vengono dagli effetti speciali, ma dall’incredibile sceneggiatura: si racconta che Thunder Levin, sceneggiatore, abbia accettato il soggetto definendolo “la cosa più assurda che abbia mai letto”. In genere la Asylum prende le leggi della fisica e le interpreta a modo proprio, qui invece se le inventano del tutto, e allora gli squali si adattano a vivere per ore in un tornado, il cielo cambia colore ad ogni inquadratura e basta un pò di pioggia per provocare un’alluvione. L’idea delle bombe (veramente assurda) nei tornado è forse la cosa più inverosimile mai inventata da questa banda di pazzi, anche perchè il lancio avviene alla bell’e meglio da un elicottero, da cui la figona Nova tira gli ordigni senza neppure guardare. L’uso di mazze da baseball, motoseghe e lame varie per combattere la minaccia degli squali è un tocco di classe aggiunto. I personaggi non sono minimamente credibili proprio perchè stereotipati: la famiglia che cerca di ricomporsi, il conflitto padre-figli (che si risolve parzialmente con il padre che si rimette con Tara Reid e il figlio che si assicura le grazie di Nova con un tacito accordo), la ragazza scontrosa con un triste passato. L’unica idea del tutto nuova è quella di applicare la logica dello zombi-movie a un film di disastri naturali. Concludiamo con un cenno alla vera attrattiva del film (oltre a Tara Reid e a Nova): lo sharknado, micidiale mix di fulmini, uragani e bestiacce. Niente da dire, è un’idea geniale, anche se forse avremmo preferito vederla più sviluppata e più presente. Da notare che a questo punto della verosimiglianza non importa un fico a nessuno, quindi se in una scena c’è un metro d’acqua sulle strade e nella successiva ce ne sono cinque centimetri non fa niente.
Quali sono le “delusioni” di cui si è parlato? E’ presto detto: blogger e critici si sono divisi tra il “capolavoro assoluto del trash, inarrivabile” e il “che delusione, non è abbastanza trash”. Tali dibattiti ci sembrano abbastanza sterili, ma una cosa è da sottolineare: contrariamente a quanto accade in quasi tutti i film della Asylum, molte trovate sono volutamente ridicole. E’ difficile distinguere il “comico involontario” da quello volontario: l’intenzione è chiaramente quella di fare un film esagerato e sopra le righe, quasi a celebrare i fasti della casa di produzione. Intendiamoci, noi ADORIAMO queste cose, e il film ci ha fatto ridere a crepapelle. Speriamo solo che la Asylum non tradisca lo spirito originario e non viri sul genere commedia abbandonando il mix trash vincente delle altre produzioni. Noi comunque ve lo consigliamo, è una pietra miliare!

Produzione: USA (2013)
Scena madre: lo scontro uomo con motosega VS squalo volante. No, non vi diciamo cos’è, guardatelo.
Punto di forza: c’è bisogno di specificare il “punto di forza” di un film che tratta di un tornado che trasporta squali assassini? Davvero c’è bisogno di farlo?
Punto debole: ne abbiamo parlato sul finire della recensione.
Potresti apprezzare anche…: Mega python VS Gatoroid, un’altra delle perle Asylum.
Come trovarlo: sul canale SyFy lo passano abbastanza spesso, insieme a molti altri film del genere. L’enorme successo ottenuto fa ben sperare per quanto riguarda una distribuzione in italiano.

Un piccolo assaggio: (un ottimo riassunto del film in pochi minuti, ovviamente in inglese)

4

Pubblicato il luglio 31, 2013, in 2010 - ?, Godzilla & Friends, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: