6 giorni sulla Terra

Sono tra noi...maledetti rettiloidi!

Sono tra noi…maledetti rettiloidi!

Di: Varo Venturi
Con: Massimo Poggio, Laura Glavan, Varo Venturi

L’ufologia è una roba strana. Io personalmente sono abbastanza scettico, ma c’è stato un periodo nella mia vita (coinciso più o meno con la prima adolescenza) in cui tale materia mi sembrava fighissima, cosa che mi spinse a divorare libri e pubblicazioni in proposito. Oggi il mio punto di vista è decisamente più scettico, ma alcune di quelle letture conservano per me un certo fascino, e la passione per la fantascienza non mi ha abbandonato: per dire, la serie tv Taken, che tratta proprio di temi simili a questo film, l’ho adorata. E quindi, direte voi? In fondo si parla di fantascienza, non di cose reali, perchè mai insisti nel volerci spiegare il tuo punto di vista? Semplice: perchè alle volte la realtà e la fantascienza si confondono, anche nella mente psicolabile delle persone, e nascono film come 6 giorni sulla Terra.
Il protagonista è Davide Piso, brillante chimico che nel tempo libero ipnotizza belle donne che dicono di essere state rapite dagli alieni. Un giorno viene avvicinato da una di esse, una ragazza appena maggiorenne dai capelli rossi, dall’eloquente nome di Saturnia: questa, dopo aver raccontato una dubbia esperienza di rapimento (gemiti e frasi a doppio senso lasciano intendere altri tipi di “incontri ravvicinati”), si presenta a casa sua con una scusa risibile e lui, da vero professionista qual’è, se la porta a letto nel giro di dieci minuti. Qui si scopre l’arcano: in pratica gli alieni entrano nelle nostre teste e usano i nostri corpi come contenitori, l’ipnosi li fa emergere e parlare con gli umani, gli alieni vogliono cibarsi della nostra energia interiore, chiamata anima. Lo so, non ha senso, ma è così e basta, non facciamoci domande. Nel corpo di Saturnia c’è un alieno molto potente, che educatamente si presenta: si chiama Hexabor di Ur, e vuole conquistare la terra. Questo simpatico extraterrestre racconta, con la voce della bambina de L’esorcista, che gli uomini sono un incrocio fra tredici razze aliene (rettiloidi, nordici, insettoidi e altre parole strane) e che il conflitto interiore di ognuno di noi è dovuto a questo. Se ciò non fosse già abbastanza delirante aggiungiamo: agenti dei servizi segreti di mezzo mondo; due tagliagole presumibilmente bulgari che accoppano il cane del protagonista; una comunità di hipster romani che organizzano tristissimi rave party con trenta persone; due-tre preti (tra cui un ortodosso pedofilo) che tentano inutilmente di comunicare con Hexabor; la famiglia di Saturnia, due brutte facce lombrosiane che a loro volta paiono alieni; una profezia dell’Apocalisse di Giovanni priva di attinenza con la trama ma che fa tanto Dan Brown. Non chiedetemi come, si arriva al catartico finale: in pratica per far sloggiare Hexabor dal corpo della bella Saturnia bisogna pompare nelle casse di un rave una frequenza indicata dal numero 666 (sigh…). Davide, aiutato da militari italiani che si scontrano a fuoco con non ho capito chi, attua il suo piano: Hexabor esce dal corpo della ragazza e appare nella sua vera forma, una specie di gargoyle alto tre metri con la faccia da rettiliano e le ali da pipistrello. Tutti svengono e i militari coprono la cosa. Se ho ben capito, Davide, posseduto dall’alieno, entra a far parte di una loggia massonica o qualcosa di simile, non è chiaro, come del resto tutta la trama.
Il regista Varo Venturi ha definito questo suo secondo film un’opera di “realscienza”, e non di fantascienza. Che significa? Significa che Venturi e soci credono realmente alle teorie deliranti di Corrado Malanga che stanno alla base del film! Quanto viene propinato nei centotrè minuti che lo costituiscono non è dunque una consapevole opera di fantasia, che sarebbe anche molto originale, ma un mezzo di propaganda per le strampalate panzane delle frange più fuori di testa dell’ufologia, quelli che credono ai rettiliani insomma. Lo si capisce, tra le altre cose, dall’assoluta mancanza di ironia presente in tutto il film: attori, regista e sceneggiatore si prendono dannatamente sul serio senza mai una battuta di spirito o un momento di alleggerimento. Spiegata la mia avversione a tale opera, che dire della parte tecnica?
La sceneggiatura è veramente aliena: aliena alla logica e alla comprensione. Arrivati a un certo punto, tra progetti cabalistici, religioni new age e alieni satanici si implora veramente pietà: Venturi mischia tutte le peggiori teorie complottistiche alla rinfusa, senza creare una trama coerente, e alla fine non si capisce praticamente nulla del collegamento tra tutte le vicende raccontate. Gli attori recitano con una convinzione davvero commovente: la ragazza che interpreta Saturnia, la bella Laura Glavan, è forse l’unica a raggiungere la sufficienza, c’è del talento, peccato sia sprecato: gli altri pompano il ruolo ai limiti dell’assurdo (le invettive dell’assistente contro alieni e poteri forti sono esilaranti) dando vita a un film che, visto dall’esterno, potrebbe sembrare una parodia del genere. Le scene da ricordare sono tre: una è quella in cui i tagliagole bulgari ammazzano il cane di Davide e giocano a calcio con la fintissima testa, forse doveva essere crudele ma è veramente divertente per come è girata! La seconda è quella in cui due donne e un uomo, per motivare la loro presenza in una stanza agli occhi dei servizi segreti, danno vita a un clamoroso amplesso a tre con tanto di siparietto lesbo tristissimo. La terza è il rave finale: trenta-quaranta poveracci paralizzati dall’alieno-pipistrello e dalla musica di due dj strafattoni. Ogni volta che sembra raggiunto l’apice del ridicolo arrivano nuovi personaggi e teorie sempre più inverosimili a ricordare che la follia degli sceneggiatori è davvero senza fine. Il risultato è che, contrariamente al volere degli ideatori, l’unico messaggio che arriva allo spettatore è di stare alla larga da certa gente.
Curiosità: il film non ha avuto molto successo, come del resto molti film a basso costo italiani. Il regista, invece di interrogarsi sulla qualità del prodotto o, al limite, criticare il bizzarro sistema di distribuzione del cinema italiano, ha tirato in ballo un fantomatico complotto dei poteri forti al suo film. E daje.

Produzione: ITA (2011)
Scena madre: il tentativo di esorcismo da parte di un prete ortodosso. A parte la scelta discutibile (ma non erano alieni rettilo-nordici? Che centra Satana adesso? Concorrenza tra creature immaginarie?), Saturnia\Hexabor si alza, gli fa sentire la voce di una bambina rivelando i suoi atti pedofili e poi gli dice “godi”. Davvero, non ha uno straccio di senso, però era divertente da vedere.
Punto di forza: il fatto che in molti credano a queste teorie è un interessantissimo documento sul degrado e sulla credulità della nostra civiltà.
Punto debole: è noioso, davvero noioso. La convinzione del cast, la trama bislacca e la realizzazione a bassissimo costo potevano proiettarlo nell’Olimpo del trash, invece no, il regista allunga il tutto con supercazzole assurde rischiando di farci addormentare.
Potresti apprezzare anche…: non abbiamo nulla di simile tra le precedenti recensioni. Per capire la logica dei film di propaganda, l’unica cosa che possiamo paragonare a 6 giorni sulla Terra è la filmografia della Faith Films della Asylum, sezione dedicata a film di propaganda fondamentalista cristiana: lo spirito di fondo delle pellicole è più simile di quanto si possa credere.
Come trovarlo: per la gioia di tutti, ne è uscita una versione blu-ray con interviste agli autori e ad alcuni ufologi tra cui Corrado Malanga, per continuare il proprio viaggio nella follia.

Un piccolo assaggio:  (il trailer non è niente di che, ma sono da notare 1) I commenti allucinati sotto e 2) Le conferenze del regista e di Malanga a lato, se avete il fegato di sorbirvele)

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Pubblicato il agosto 12, 2013, in 2010 - ?, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Bellissima rece!!! Condivido in toto

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