Plankton – Creature dagli abissi

Ho un cugino di 11 anni che avrebbe realizzato una locandina migliore.

Ho un cugino di 11 anni che avrebbe realizzato una locandina migliore.

[Krocodylus, Nehovistecose, Satchmo]

Di: Al Passeri
Con: Clay Rogers, Michael Bon, Laura di Palma, Sharon Twomey, Ann Wolf

Plankton è un rarissimo esemplare di film anni ’80 girato negli anni ’90. Davvero, è in tutto e per tutto figlio di quel decennio che tanta fortuna ha portato al trash cinematografico, eppure è stato girato nel 1994. Atmosfere, personaggi, fotografia e soprattutto musiche (plagiate vergognosamente da quelle, bellissime, composte da Vangelis per Blade Runner) sembrano uscite da un videoclip dei Duran Duran; gli effetti speciali invece arrivano direttamente dal 1915.
Tutto parte da un canovaccio abbastanza puerile: 5 giovani decidono di fare una bella gita al mare al largo di Miami (che viene inquadrata una volta sola all’inizio e da lontano, per quel che ne sappiamo il film potrebbe essere stato girato sul litorale campano), con un gommone. Ovviamente si perdono, ovviamente non sanno cosa fare, ovviamente si imbattono in un lussuoso yacht abbandonato. Decisi a restare lì per un pò e ad approfittarne per fornicare e organizzare festini, i ragazzotti si imbatteranno in una terribile realtà: sullo yacht si svolgevano esperimenti sul plankton, e il frutto di questi esperimenti sono dei pesci di diversi tipi trasformatisi in mostri assassini. Tra le diverse specie spiccano dei piranha preistorici con denti lunghissimi, un uomo pesce e una specie di batterio, che una volta contaminati i ragazzi li trasforma in mostri ancora più assurdi. Mentre uno di loro (quello con gli occhiali che sembra Niccolò Ghedini) si fa un mazzo tanto per risolvere il problema insieme alla fidanzata, gli altri pensano a trombare. Nel mentre, una delle ragazze non si accorge che il suo focoso amante è in realtà contaminato: durante l’amplesso da il via a una scenata indegna a base di protesi in plastica, salvo poi abbandonare la ragazza nuda e senza memoria nel letto. A questo punto tutti capirebbero cos’è successo, ma i protagonisti no, e vanno avanti mezz’ora a scervellarsi sull’accaduto, finchè i due amanti non si rivelano per i mostri mutati che sono. Da lì in poi è una corsa contro il tempo, con lo yacht che dall’interno è grande quanto una portaerei, la coppietta che cerca di fuggire e il mostro che cambia forma ogni cinque minuti. In tutto questo si inserisce anche un buffissimo scienziato: trovato in stato confusionale a dieci minuti dall’inizio, costui praticamente sparisce per ottanta minuti, ritornando nel finale e accoppando il mostro con una siringa, che tra l’altro esplode al minimo contatto con il mostro. Cosa manca, se non una bella esplosione ancora più grande? E infatti è quel che succede. L’unico superstite si trova in mare sano e salvo, almeno prima che il più banale dei finali a sorpresa non faccia piazza pulita.
I due peggiori difetti di questo putridume sono molto evidenti: effetti speciali e abbondanza di situazioni insensate. Gli effetti sono veramente imbarazzanti, non solo per come rappresentano certe cose, ma proprio per quello che il regista ci mostra. Possiamo sopportare le esplosioni sovrapposte talmente male da falsare la prospettiva; possiamo accettare i pesciozzi di plastica manovrati dagli attori stessi e l’orrido uomo-pesce scattoso; e possiamo persino sopportare che i pesci in CG abbiano una grafica completamente diversa dallo sfondo e siano appiccicati con lo sputo. Quel che davvero ci ha fatti ribaltare è l’idea che questi pesci debbano volare. Ma perchè mai? Cosa si è fumato il regista? Peraltro non volano, come dire, “stile aereo”, ma “stile elicottero”, roteando su sè stessi in un movimento che, supponiamo, dovrebbe ucciderli in pochi secondi, perdipiù fuori dall’acqua. Passiamo invece alle più interessanti situazioni insensate. Io capisco la giovinezza, gli ormoni, le belle ragazze in bikini, ma è possibile che i ragazzi del film pensino solo e unicamente a trombare? E non una cosa tipo “magari muoio tra un’ora, tanto vale che me la spasso”, che sarebbe pure comprensibile: da quando mettono piede sullo yacht fino alla scena finale, il copione è sempre lo stesso. Una delle ragazze vomita insetti? La soluzione è andare sotto coperta, in tutti i sensi. C’è una nave abbandonata con un tizio in stato di delirio e dei macchinari misteriosi? Invece di risolvere il mistero o andarsene da lì, pare sia più opportuno provarci con le ragazze. A proposito, le tre figliole passano tutto il film con addosso lo stesso bikini, e i ragazzi con le stesse camicie hawaiiane: ma quanto puzzeranno, dopo un pò? E perchè cercano di fuggire solo alla fine e non quando si accorgono che rischiano la pelle? Perchè sono così scemi? Cosa spinge uno dei testadicazzo protagonisti a trovare una polvere sconosciuta e, per capirne di più, assaggiarla?
In definitiva, Plankton è un film che parte lento, ma prosegue degnamente tra una vaccata e l’altra: le protagoniste non disdegnano di mostrare le tette, i maschi sono scemi, i mostri ridicoli. Tutto quel che possiamo chiedere a uno Z-movie!

Produzione: USA (1994)
Scena madre: sarebbe stato scontato scegliere la sequenza dell’amplesso, con effetti caserecci e mutazioni schifose. Oppure i pesci volanti col tipo che li mena. E invece no: la più ridicola riguarda senza dubbio una delle ragazze: ingravidata dal mostro, costei percorre l’intero corridoio disseminando le sue uova ovunque, e sottolineiamo ovunque, partorendo in totale un quintalotto di uova che non si sa da dove siano uscite.
Punto di forza: il soggetto, particolarmente bislacco, unito agli effetti speciali amatoriali e a una recitazione da internamento, garantiscono scene ridicole di alto livello.
Punto debole: il film fatica a ingranare, e bisogna aspettare qualche decina di minuti per arrivare al meglio. Ma ne vale la pena.
Potresti apprezzare anche…: Monster – Esseri ignoti dai profondi abissi.
Come trovarlo: l’unica certezza è che ne esiste una versione in italiano in VHS, mentre non sappiamo se l’abbiano distribuito in DVD.

Un piccolo assaggio: (altro che piccolo assaggio, ecco il film intero in italiano…buona visione!)

3,5

Pubblicato il settembre 16, 2013, in 1990 - 1999, Godzilla & Friends con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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