Rise of the zombies – Il ritorno degli zombie

Persino Danny Trejo sembra chiedersi "che ci faccio qui?"

Persino Danny Trejo sembra chiedersi “che ci faccio qui?”

Di: Nick Lyon
Con: Mariel Hemingway, Levar Burton, Danny Trejo

Perchè la Asylum fa certe cose? Nel senso, sappiamo tutti che non conoscono la vergogna. Ma perchè continuano a far uscire film di zombi? Hanno qualcosa di nuovo da dire? Ovviamente no. Anzi, forse sì: qualcuno deve aver detto a Latt e soci che il make-up degli zombi applicato alle comparse nei loro film è illegale in 50 paesi, per bruttezza e approssimazione. Che hanno fatto nel caso di questa ennesima fetecchia? Hanno speso un sacco di sghei per il make-up, che infatti è più che decente: anche gli effetti splatter non sono affatto male. Poi, evidentemente, hanno finito i soldi, e siccome mancavano ancora sceneggiatura, casting e regia si sono arrangiati con quel che c’era.
Il film inizia…anzi, il film non inizia, bensì parte in quarta con un gruppo di persone che sfuggono in una San Francisco invasa dagli zombi, mentre compare il sibillino titolo Il ritorno degli zombie – Fuga da Alcatraz, clamoroso prestito dal capolavoro di Siegel. Dopo un incidente (dovuto alla elevata velocità della macchina, incomprensibile dato che gli zombi si schivano comodamente anche ai 50 all’ora) a sopravvivere è solo una donna incinta, che se ne va per i fatti suoi. L’azione si sposta sull’isola di Alcatraz, dove un altro gruppo di superstiti cerca cure per l’infezione. L’isola è stata sicura fino a quel momento, ma poi gli zombi imparano a nuotare e la invadono: i sopravvissuti scappano con un gommone stile profughi a Lampedusa e arrivano in città, qualcuno per cercare un presunto “punto sicuro”, ovviamente inesistente, e qualcuno in cerca di una cura. I tre quarti d’ora centrali sono costituiti dalle storie personali dei protagonisti: la coppietta disperata, la donna incinta (protagonista di una scena clamorosa), il soldato duro ma buono (il leggendario Danny Trejo, l’attore più famoso e capace del film, che infatti muore subito), il marine ciccione fondamentalista cristiano (Ethan Supplee, il Randy di My name is Earl, serie tv di cui la Asylum ha saccheggiato il cast per le sue porcate horror), la dottoressa milfona bona, uno scienziato pazzo. Quest’ultimo, rintanato in uno sgabuzzino, rivela che in realtà una cura non esiste, che hanno fatto un viaggio a vuoto e che insomma sono dei coglioni. Poi ci ripensa e dice che un vaccino c’è, faccio notare che lo dice con dispiacere, porello. Alla fine rimangono vivi solo il lui della coppietta, il marine ciccione amputato, il dottore e la scienziata MILF. Ah, c’è pure un tizio di colore che, rimasto da solo ad Alcatraz, sperimenta inutilmente cure sulla figlia zombi, per poi esploderci insieme. Il personaggio (come del resto tutti gli altri) è veramente noioso, stereotipato e inutile, quindi ci limitiamo a menzionarlo.
Questa pellicola non è altro che la fotocopia di Zombie apocalypse, da noi recensito poco tempo fa. La si potrebbe tranquillamente ignorare, se non fosse per una novità assoluta: la scrematura creativa. Fin dal primo momento (quando gli abitanti di Alcatraz si lamentano di essere in troppi sul gommone e lasciano indietro lo scienziato di colore, però gli zaini se li portano, begli stronzi) è ovvio che ci sono troppi, troppi personaggi. Che fare? Li si potrebbe tranquillamente accoppare tutti in un colpo solo con un attacco zombi, ma è qui che scatta la genialata: ucciderli uno a uno nei modi più improbabili e divertenti, tenendo alta l’attenzione su un film che altrimenti non varrebbe neppure il prezzo dei popcorn al cinema. E così abbiamo lo scienziato che si fa esplodere dopo essersi tagliato un braccio per nutrire la figlia, Danny Trejo duro e figo che si fa ammazzare da una zombi storpia senza opporre la minima resistenza, gli idioti iniziali che, inseguiti da una decina di lentissimi zombi, corrono ai duecento all’ora schiantandosi contro un palo, la donna incinta. Questa donna, come anticipato, muore nel modo più stupido: sopravvissuta per giorni dentro un’ambulanza, ne esce per farsi mordere da uno zombi nascosto sotto il mezzo, e chiede di salvare il bambino: appena nato, il bambolotto, già infetto, viene prontamente terminato. Il suo personaggio non serviva assolutamente a nulla, se non ad aggiungere una morte inverosimile tra le tante.
Ma sono altre le scene ridicole: una scritta “STAY OUT” sul lato interno di una struttura; lo scienziato che si disossa il braccio come un provetto macellaio e poi si fa le foto da bimbominkia con la figlia zombi; uno zombi impiccato parlante; zombi capaci di nuotare e di arrampicarsi sui liscissimi piloni di un ponte come delle gatte pelose di quelle che si trovano sugli alberi; gli zombi uccisi con dei taser, l’arma più scomoda di sempre. Oltretutto, se è vero che gli effetti speciali sono superiori alla media (ma non tutti, vedi incidente in auto all’inizio), il resto della realizzazione fa acqua da tutte le parti: le inquadrature dall’alto mostrano una San Francisco non particolarmente vivace, ma in cui si vede benissimo lo scorrere del traffico; gli zombi sono a gruppi di 10-15, come sempre la Asylum è sparagnina quando si parla di comparse; gli attori ridono invece di piangere, come nel caso eccezionale del ragazzo orientale. Le spiegazioni sono campate in aria (si dice che non è il cervello a tenerli in vita, ma il metodo per ucciderli è sempre la testa tagliata) e pure le reazioni: di due personaggi infetti, a uno iniettano il vaccino e all’altro tagliano un braccio a dieci secondi di distanza, senza che quest’ultimo si lamenti per la disparità di trattamento!
Insomma l’ennesima zombata made in Asylum!

Produzione: USA (2012)
Scena madre: dunque, è un pò lunga ma merita. La lei della coppietta, in un attimo di pausa, si siede su un tram di San Francisco (ovviamente fermo per mancanza di corrente) e confessa alla dottoressa che prima dell’apocalisse ha trombato con uno sconosciuto a una festa ed è incinta. Dopo cinque minuti di cantilena abortisco-anzi no-ho cambiato idea, la dottoressa scende. Senza un motivo, il tram parte e va a schiantarsi contro un pullman, esplodendo. Il tutto ai dieci all’ora, contro un autobus messo lì apposta e un’esplosione assolutamente impossibile! Oltretutto, il percorso totalmente casuale del tram ci ha fatto venire in mente ben altra scena.
Punto di forza: le scene divertenti sono sparse in tutto il film e rendono meno pesanti gli 82 minuti.
Punto debole: la ripetitività. Signori della Asylum, basta zombi! Copiare The Walking Dead non è la soluzione…potete fare di meglio!
Potresti apprezzare anche…: Zombie apocalypse, sempre della Asylum.
Come trovarlo: ultimamente molti film Asylum vengono doppiati e distribuiti in italiano. Alle volte li passano anche su Sky.

Un piccolo assaggio:  (persino il trailer è copiatissimo da quello della 3a stagione di The Walking Dead!)

2,5

Pubblicato il settembre 28, 2013, in 2010 - ?, Horror, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: