La bestia nello spazio

Copertina del DVD inglese, collana "Shameless", senza vergogna. Appunto.

Copertina del DVD inglese, collana “Shameless”, senza vergogna. Appunto.

Di: Al Bradley (Alfonso Brescia)
Con: Vassili Karis, Venantino Venantini, Shirpa Lane, Marina Lotar

La bestia è un film erotico diretto dall’impronunciabile Walerian Borowczyk nel 1975. Il film ebbe un discreto successo, dovuto ai suoi temi provocatori e alle scene di erotismo spinto in esso presenti. E l’Italia? L’Italia rilancia con il più pronunciabile Alfonso Brescia, che osa proporre, nel 1980, una versione fantascientifica della pellicola di Borocoso. E il risultato è tremendo!
Siamo in un futuro non meglio specificato: l’Antalium è un materiale capace di produrre energia, conteso da numerose fazioni; in una sorta di far west futuristico, il governo e numerosi cercatori di Antalium si affrontano in una novella “corsa all’oro”. Tra i protagonisti di questa corsa abbiamo Juan Cardoza (Venantini), avventuriero, e i governativi Larry (Karis) e Sondra (Lane), questi ultimi integerrimi militari di giorno e infoiati rimorchiatori di notte; a questo proposito, meraviglioso il loro primo incontro, in cui lei è ingrifatissima e agghindata come una battona in cerca di uomini in un sordido localaccio e lui fa a pugni con Cardoza per conquistarla. Tra l’altro, proprio come nel film di Boroweccetera, lei ha un sogno ricorrente in cui viene concupita da una bestia. Ma già parte la caccia all’Antalium: inglobati nelle loro tutine ridicole, i nostri eroi sbarcano sul pianera Loregon. Qui incontrano il signore e padrone del pianeta, Onaf, il quale gli racconta una storia assurda secondo cui il pianeta è governato dal computer Zakor, macchinario vecchio di millenni e un pò rimbambito che controlla le mente di ognuno di loro. E cosa gli fa fare il buon Zakor? Ma è ovvio: trombare! Tutto questo cervellotico intrigo non è altro che un pretesto per arrivare al dunque, ovvero gli amplessi dei protagonisti; peraltro, se si escludono cinque minuti di hard, non è che si veda molto. Sondra scopre che Onaf è un satiro dotato di verga equina (una scena veramente imbarazzante) e decide di diventare la sua compagna. Ma Juan Cardoza non si è fatto fregare: risvegliati i compari, e opportunatamente deciso di abbandonare Sondra per distrarre Onaf (!), stermina un centinaio di uomini d’oro (le guardie di Zakor, somiglianti a dei Nino D’Angelo spaziali), spegne il computer (non si sa come faccia a sapere dove si trovi) e se ne va dal pianeta morente.
Per tutti i novanta minuti di film sorge spontanea la domanda: ma Brescia (nascosto dallo pseudonimo di Al Bradley) ci sta prendendo per il culo? Sul serio qualcuno sano di mente ha pensato si potesse realizzare un remake “spaziale” di un film complicato e metaforico come La bestia? Uno dice: eh, ma mica è un remake, ma solo un film erotico ambientato in una storia di fantascienza. Risposta: magari! Le scene erotiche si limitano a 5 minuti di hard (con ampio uso di protesi in gomma) e a qualche palpeggiamento sparso, nonostante le grazie delle attrici (tra cui la pornostar Marina Lotar). Almeno settanta minuti di film sono occupati invece da una storia delirante e sconclusionata, senza alcuna logica, con dialoghi privi di continuità e senso. Qualche esempio: “l’ultima volta che l’ho vista era qui”, “ma sei proprio sicura che era qui l’ultima volta che l’hai vista?”, oppure “cammino in uno strano bosco che non può essere del nostro pianeta”, riferito a delle betulle di cui ho un sacco di esemplari dietro casa, dove sarebbe tutta sta roba strana? La qualità tecnica è desolatamente bassa: non solo a livello di stile (le tutine stile Abba dei protagonisti, il sax erotico, il tema portante del film che è una specie di canzone natalizia progressive rock scritta da Marcello Giombini-Pluto Kennedy), ma proprio di attenzione: ci sono errori (di doppiaggio, di continuità, di persone e oggetti che si spostano al cambio di inquadratura) che sarebbero evitabili con dieci secondi in più di cura. Particolarmente esilarante la totale ignoranza scientifica della sceneggiatura, con supercazzole come “stabilizzatore giroscopico, angolo alfa, tangente, spunto immediato, disinserimento automatico”, parole a caso che però fanno tanto fantascienza pur non volendo dire una mazza. E gli effetti speciali? Tra plastici e modellini di cartapesta spicca il discreto effetto usato per le spade laser tarocche: peccato che non servano a nulla nel contesto della trama (infatti durano 20 secondi) se non a far bestemmiare i nerd. Sinceramente, non si capisce quale fosse lo scopo del film: realizzare una pellicola di fantascienza (ahahah!), un film erotico conturbante ed eccitante (ahahah!), sfruttare il successo de La bestia attirando nel contempo un diverso pubblico? Intanto, il film rimane come documento di un’epoca (gli anni settanta-ottanta) in cui davvero il cinema di serie Z ha dato il peggio di sè. Con nostra somma gioia.

Produzione: ITA (1978\1980, si trovano entrambe le date)
Scena madre: quando Venantini e Karis trovano il computer Zakor (che tra l’altro è un ammasso di ferraglia uscito da qualche sala-giochi) si mettono a parlarci in un dialogo talmente surreale da non permettere di capire se la comicità sia volontaria o meno.
Punto di forza: va bè, dai, in certi momenti è divertente. Pochi momenti, in verità. Ma in quei pochi, fa ridere un sacco.
Punto debole: come film di fantascienza fa pena, come film erotico fa pena. Insomma, fa pena.
Potresti apprezzare anche…: Le notti erotiche dei morti viventi, per lo stesso spirito nel mischiare due generi totalmente diversi.
Come trovarlo: era uscito nella collana Sex and violence in VHS, per i tipi della Cinemanetwork. Ad oggi è praticamente introvabile, a meno di non rivolgersi alle edizioni estere, anche in DVD.

Un piccolo assaggio: (una delle tante scene di rissa prive di senso del film, notare i violentissimi colpi)

1,5

Pubblicato il dicembre 28, 2013, in 1970 - 1979, Fantascienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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