Vahsi Kan (Turkish Rambo…l’altro)

IDOLO!

IDOLO!

Di: Cetin Inanc
Con: Cuneyt Arkin, Huseyin Peyda, Emel Tumer

Una delle più clamorose operazioni cinematografiche mai viste! Tutti voi conoscete probabilmente il Rambo turco, alias Korkusuz. Quello che forse non sapevate era che il regista Cetin Inanc ha realizzato ben due Rambo turchi, ispirati rispettivamente al primo e al secondo film della saga di Stallone! Fortunatamente, non esistendo una continuity, abbiamo potuto recensirli in ordine sparso; prima Korkusuz, e ora Vahsi Kan. E chi è il protagonista di Vahsi Kan? Cuneyt Arkin, idolo delle folle e degli amanti dei B-movies, il Chuck Norris della Turchia!
La trama segue più o meno vagamente quella del Rambo originale: Kan Riza (traduzione di John Rambo) arriva in un paese scortato da dei militari. Sulla sua strada, in mezzo ai boschi (ma perchè mai due militari lo scortano a piedi in mezzo ai boschi?) si imbatte in una fanciulla la cui famiglia è stata sterminata da un malvagio e dai suoi servitori zombi (!) per non far testimoniare il padre a un processo, probabilmente lo stesso a cui era diretto Riza. Quest’ultimo, aggredito da una banda di motociclisti, viene ferito e si getta da una rupe, iniziando la sua fuga nei boschi. Si scopre che Riza ha un conto in sospeso con un signorotto locale (interpretato da Huseyin Peyda, che fa il cattivo anche in Korkusuz e muore in entrambi i film!): questi lo accusa di avergli ucciso il figlio, figlio che però è vivo, senza gambe nè braccia, in uno scantinato, da cui lancia i suoi deliri e fa esplodere la gente con un meccanismo complicatissimo azionato con la schiena. Dicevamo di Riza: incontrata per caso la ragazza nel bosco, l’eroe le confeziona un bel vestitino (un bikini striminzitissimo che lascia vedere le tette! Ma come gli vengono?) e la protegge durante la fuga. Dopo aver preparato trappole elaboratissime in pochi minuti, aver ucciso un numero imprecisato di sgherri del malvagio e assistito all’impotente e pigra polizia locale, che sa tutto dei traffici della malavita ma non interviene, Riza giunge allo scontro finale: intrappolato in una grotta, assiste impotente alla morte della ragazza (colpita da delle pietre sulle braccia e misteriosamente deceduta per questo) e fa esplodere la sua sete di vendetta, affrontando tutti i cattivi e inseguendo i capi dell’organizzazione fino in casa loro (con ampio uso di scene velocizzate che rendono Arkin simile a Stanlio e Ollio). Qui avviene un confronto malinconico tra Arkin e il figlio del cattivo, in cui si ricorda la comune amicizia e ci si chiede perchè le cose siano degenerate; alla fine comunque Arkin torna in sè e fa esplodere lo storpio con le sue stesse bombe. Nella scena finale, la polizia cerca insulse scuse per il proprio immobilismo di fronte alle scorribande dei malvagi, mentre Arkin se ne va verso il tramonto facendo il figo.
Recensire un remake turco è sempre divertente e facile, perchè basta elencare che cosa c’è che fa ridere al suo interno. Partiamo da Arkin: il suo nome è garanzia di comicità, e nemmeno qui ci delude: smorfie esilaranti, recitazione pedestre, salti e zompate a caso per tutta la pellicola e urlacci da ninja anche quando non sarebbe strettamente necessario. Come in tutti i film, il suo personaggio è invincibile, invulnerabile a proiettili e coltellate. Aggiungiamo che la prima parola viene da lui pronunciata al minuto 31, e che quindi tutto il film è affidato in sostanza alla sua bizzarra mimica facciale! Un applauso va al reparto audio, che rispolvera il meglio del repertorio trash turco: ogni pugno\calcio\botta è reso con dei colpi di arma da fuoco pesante, i rumori sono sovrapposti senza alcun costrutto (veramente insopportabili i cinque minuti di arrivo dei motociclisti con un sottofondo confuso e non sincronizzato) e le musiche copiate: il tema di Rambo viene qui usato per sottolineare i momenti amorosi tra Arkin e la squinzia di turno. La parte del leone (a livello di inettitudine, ovviamente) spetta comunque alla realizzazione tecnica della pellicola: inquadrature di flashback inclinate di novanta gradi, immagini di repertorio malamente sovrapposte al resto del film, fantocci inverosimili gettati giù da rupi a simulare le cadute dei personaggi, dialoghi sconnessi (“è una lotta tra il bene e il male”, ricordiamo che Arkin ripete questa frase in ogni film), personaggi privi di senso (i già citati zombi, davvero buffissimi, non si capisce come mai il regista li abbia inseriti!), Arkin travestito da fogliame che colpisce un cattivo alla testa e questo si massaggia il collo, morti ridicole. In due parole: un remake turco. Sottolineiamo che il film è sì stato visto in lingua originale, ma sottotitolato in italiano: quindi, le castronerie di sceneggiatura non ce le siamo inventate o le abbiamo dedotte, ma sono certificate.
Cetin Inanc e Cuneyt Arkin: la coppia cult del cinema turco!

Produzione: Turchia (1983)
Scena madre: la caduta di Arkin dalle rocce. Il prode si lancia da circa settanta metri (il manichino è talmente sgraziato da far quasi tenerezza). Per rendere verosimile la sua sopravvivenza dopo un volo simile, si fa in modo che la caduta sia attutita da decine e decine di alberi su cui Arkin impatta: la scena dura circa due minuti, in cui il povero derelitto continua a spatasciarsi sempre sulle stesse piante!
Punto di forza: la premiata coppia Inanc-Arkin è sufficiente ad alzare la media di divertimento di questo film.
Punto debole: ma quale punto debole? Uno Z-movie remake del primo Rambo poteva venire solo così. Al limite, si poteva rubare anche qualche scena dal film originale oltre che le musiche!
Potresti apprezzare anche…: scegliere l’altro Rambo turco sarebbe stato banale, quindi diciamo Dunyiain Kurtaran Adam, o come si scrive.
Come trovarlo: solito tasto dolente del cinema turco. Io ne possiedo una versione, ma credo che solo Internet possa colmare certe lacune. L’ideale sarebbe sapere il turco e poterlo ordinare da qualche sito del paese.

Un piccolo assaggio:  (ok, ok, su Youtube c’è anche completo, ma siccome è in turco non sottotitolato non ce la siamo sentiti di linkarlo!)

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Pubblicato il gennaio 5, 2014, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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