Fuga di cervelli

Ahahah! fIga, fUga, l'avete capita? No...?

Ahahah! fIga, fUga, l’avete capita? No…?

[Krocodylus, IlCarlo, in collegamento con i Cinefili Incazzati)

Di: Paolo Ruffini
Con: Paolo Ruffini, Frank Matano, Wilwoosh, i PanPers e altri cazzoni del web

– Che fai di bello? Dai, raccontami qualcosa…qualche ricordo d’infanzia, quello che vuoi! Ma distraimi, per favore! Non mi abbandonare!
(il sottoscritto mentre chiede supporto psicologico a un’amministratrice dei Cinefili Incazzati, durante la visione del film, testuale)

“Nemmeno la Cinewalkofshame saprebbe cosa dire a riguardo”, scrivono i Cinefili Incazzati sul loro blog. Stiamo scherzando? Noi sappiamo sempre cosa dire! Anche su questo film, ne abbiamo parecchie di cose. Fin troppe. Per descrivere il senso di nausea, smarrimento, malessere profondo e tristezza trasmesso da questo film non basterebbero tre blog. Che senso ha il cinema dopo Fuga di cervelli? Che senso ha tutto quanto? C’è solo una inquietudine senza confini…che depressione. Va bè, parliamone, via il dente via il dolore.
La trama vede gli youtubers che…no, no, è troppo. Vede uno dei PanPers che si chiama Emilio…poi c’è Ruffini, e quell’altro…Frank Matano…uhm, diamoci un contegno. Ok, niente, uno di loro si chiama Emilio, sono vent’anni che sbava dietro a Nadia ma non glielo ha mai detto, lei va ad Oxford e lui la raggiunge con gli amici per dichiararsi.
Tutto qui? Tutto qui. Bello, vero? Originale. Partiamo dicendo che chi scrive è andato a vedere al cinema il film di Checco Zalone, Sole a catinelle. Lo so, sembra strano, ma mi ci hanno invitato, sono amici, dispiace non andare. Alla fine, in sala, tutti si sono alzati ad applaudire, mentre io e i miei amici cercavamo la complicità negli sguardi di altri spettatori increduli, come noi seduti e immobili. Però non l’abbiamo recensito, perchè è un film tremendo, una sfilza di gag messe insieme a caso, un elogio della mediocrità, ma non vale la pena neppure di perderci tempo dietro. E quando pensavamo che il peggio fosse passato, ecco Fuga di cervelli. Perchè è così terribile e desolante? Proviamo a descrivere quello che si vede nel film:
1) Ruffini che fa il cieco. Non funziona nemmeno per un minuto, si capisce benissimo che ci vede, non dico bendarlo per farlo immedesimare, ma almeno non commettere errori grossolani, tipo giudizi di bellezza e sguardi orientati dove non dovrebbero. Qualcuno gli spieghi che non basta l’accento toscano per far ridere, come ben sa Pieraccioni (che in confronto, comunque, sembra il Benigni dei tempi belli). Ah, comunque “abbestia” e “stocazzo” non fanno più ridere, basta, dai, hai 35 anni, non farti del male così.
2) Frank Matano. Tralasciamo qualsiasi giudizio sui suoi video (come del resto facciamo per tutti gli altri youtubers). La comicità offerta da questo tizio al film si limita alle scoregge. No, no, non è una metafora: le uniche scene in cui Matano (dovrebbe) fa(r) ridere sono quelle in cui, a causa del suo lavoro come cavia, subisce gli effetti collaterali dei farmaci e non controlla più gli sfinteri. Alla fine gli crescono anche le tette. E la parola “ottimismo”, ripetuta con quel gesto delle mani, è una delle cose più “misaleilcrimine” della storia.
3) L’umorismo sulla disabilità non è sempre sbagliato, non facciamone una questione di moralismo. Però è evidente che Ruffini affida a ognuno dei personaggi un problema (ci sono un cieco, uno sulla sedia a rotelle, uno con problemi alle gambe, uno spacciatore e Frank Matano che non si capisce che cosa c’ha, ma qualche tara ce l’ha di sicuro) solo per dare un contesto alle scontatissime gag del film.
4) Dopo l’ora e dieci, la sceneggiatura tenta di darsi una parvenza di serietà con un pippone assurdo sulla diversità e sull’amore e su quanto è bello essere dei coglioni che a trent’anni si fanno mantenere dai genitori e ridono del proprio squallore. Perchè mai? Hai fatto tutto un film sulle puzzette, sui rutti, su battute già vecchie all’epoca di Macario, almeno sii coerente!
5) L’ambientazione. Niente di che, eh, ma qualcuno di noi a Torino ci studia o ci ha studiato: spacciare la funicolare di Superga per Oxford è un’offesa all’intelligenza umana. D’altra parte, tutto il film lo è.
Non pensiate a noi come degli pseudointellettuali snob: recensiamo Z-movies per hobby, ridiamo anche noi della volgarità, ruttiamo in compagnia, sappiamo essere beceri. E anche noi ridiamo e scherziamo su tette, culi, scopare. Il problema è che Fuga di cervelli non fa ridere, non strappa nemmeno un sorriso, mette solo tristezza. Si potrebbero fare mille esempi: sul serio basta parlare il proprio dialetto per essere dei comici? Qualcuno ride ancora vedendo un cieco che sbatte contro i pali? E uno che viene scambiato per un cadavere della Facoltà di Medicina e si becca due dita nel culo dagli studenti che si esercitano è così divertente? Sorvolando sulle capacità recitative degli “attori” (inesistenti, i film di Mattei hanno interpreti migliori), ma ripetere allo sfinimento un tormentone non è comicità, nemmeno di grana grossa: è mancanza di idee.
Il montaggio, le musiche, la fotografia…non sono così male, non sono nemmeno abbastanza grossolani da far ridere. Non c’è alcuna risata infatti, c’è solo tristezza.
E noi, mentre rimpiangiamo il Bagaglino e Alvaro Vitali, ci sentiamo ancora lì, al cinema. Applausi. Risate. E noi a chiederci perchè.

No, un momento, aspetta, ferma tutto: che cazzo ci fa Abatantuono nel finale col telefonino? Guardate bene, quando tutti si baciano sulla banchina della presunta stazione di Oxford-Superga: è proprio lui! Diego, che stai combinando?

Produzione: ITA (2013)
Scena madre: ci sono due minuti che davvero ci hanno divertiti. I titoli di coda.
Punto di forza: (…)
Punto debole: +\- ∞
Potresti apprezzare anche…: dei pugni fortissimi all’altezza degli zigomi, dati con violenza mentre uno sconosciuto ti martella le palle. Così, per mettere le cose in prospettiva.
Come trovarlo: probabilmente uscirà in DVD, Blu-ray, magari anche edizione doppio disco. Il regalo perfetto per i parenti che non si sopportano.

Un piccolo assaggio:  (mi rifiuto di pubblicizzare il trailer di questa sciagura. Piuttosto vi metto un pezzo di musica che amo: sentitevi che roba i Pink Floyd! Ma come fai, Gilmour? Ma che assolo fantastico!)

0,5

Pubblicato il gennaio 12, 2014, in 2010 - ?, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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