Atlantic Rim

Io volevo anche Oceanic Rim e Indian Rim, ma vabbè...

Io volevo anche Oceanic Rim e Indian Rim, ma vabbè…

[Krocodylus, Nehovistecose]

Di: Jared Cohn
Con: Graham Greene, David Chokachi, Treach, Jackie Moore

Qualche critico, parlando di Pacific Rim, ha detto, non senza disprezzo, che è la realizzazione infantile del sogno di ogni bambino: mostri giganti contro robottoni, l’inconfessabile desiderio di ogni cinefilo con il cuore da burino. Atlantic Rim, la versione Asylum del film di Del Toro, è invece la versione trash di tale desiderio.
Red, Jim e Tracy sono tre piloti della marina americana, scelti per un progetto rivoluzionario, il Project Armada: questo investimento (500 miliardi di dollari!) dell’esercito non ha uno scopo preciso: i tre baldi giovani devono pilotare questi robottoni giganti in CGI, ma non si capisce bene per quale motivo. Un giorno, mentre Red e Tracy si ubriacano e fanno i bulletti alla festa del Martedì Grasso, una piattaforma petrolifera viene attaccata da un mostro gigantesco, simile a un serpente marino mischiato con un dinosauro. Nonostante i robottoni non siano ancora stati testati, i tre idioti vengono spediti in fondo all’oceano per verificare l’accaduto, e si scontrano con il suddetto mostro devastando mezza città. Mentre Red viene rinchiuso in cella per insubordinazione, generali e scienziati scoprono che il mostro non era solo, e che lui e i suoi amici sono nati da uova vecchie di 100 milioni di anni conservatesi grazie al petrolio greggio, non è ben chiaro come. Ovviamente gli altri due mostri attaccano subito New York, lasciando ai piloti, coadiuvati dal vecchio e pacioso ammiraglio Hadley, il compito di debellarli. Lo scontro finale si svolge in città, in acqua e nello spazio, e vede (sorpresa!) il trionfo del bene e dei militari buoni e onesti, contro un esagitato colonnello che dal minuto quaranta fino alla fine insiste per un bombardamento nucleare su Manhattan. Ah, c’è anche una specie di triangolo amoroso tra i piloti che viene introdotto a metà film e di cui non si parla più, forse mancava il tempo e bisognava far uscire la cazzatina nelle sale (?).
Jared Cohn è un giovane e promettente regista Asylum, cui spetta l’ingrato compito di realizzare il mockbuster del kolossal di Del Toro. Ora, il film originale era di per sè una sonora vaccata, appena salvata dai roboanti e curatissimi effetti speciali. Proprio questo (ovvero la presenza di animali giganteschi e variegati e robottoni che li combattono, con conseguente distruzione di tutto quanto), poteva fare di Atlantic Rim un grande mockbuster in cui dar fondo a tutta la capacità fracassona degli effettisti Asylum. Bisogna dire che Cohn si impegna a fondo per raggiungere questo risultato; il problema è che (immaginiamo) il budget a sua disposizione era veramente ridicolo, più del solito. Questo aspetto impone una certa morigeratezza nell’uso di effetti digitali: i mostri sono tutti uguali tranne che per le dimensioni (che comunque variano con disinvoltura da un’inquadratura all’altra), sono soltanto tre (e non decine come speravamo) e i combattimenti sono resi con pochi effetti (comunque orripilanti) e ripetendo all’infinito le stesse inquadrature. Come se non bastasse, l’azione è alquanto ridotta: oltre metà del film (una percentuale indegna per una pellicola di questo genere) è occupata dalla vita privata dei tre piloti, dalle loro storie d’amore e dallo scontro tra l’ammiraglio Hadley e il colonnello. Fortunatamente, nonostante il braccino corto di Latt e Rimawi, anche le scene di vita quotidiana e attività militare regalano qualche perla che salva la pellicola dalla noia: notevole l’inserimento di una rivalità tra Red e Jim per contendersi la bella Tracy, che sta col primo ma, da ubriaca, ha strombazzato pure con il secondo; il discorso interrotto proprio mentre la cosa viene rivelata lascia presagire un finale carico di passioni e sacrifici, invece no, tutto quanto viene accantonato per far spazio all’ego di Red: costui, sopravvissuto tra le altre cose a un’esplosione nucleare, è un vero ignorante patriota americano, che ulula, sbevazza e si mette a urlare come uno sciamannato se lo chiudono in una stanza per più di due ore. Irritante la scena in cui, mentre l’ubriaco Red e Tracy ballano a una festa, Jim si fa il mazzo con la Croce Rossa per soccorrere i feriti, salvo venire totalmente ignorato quando poi tutti danno dell’eroe al suo collega. Anche l’idea di attaccare il mostro con un robot per volta, pur avendone a disposizione tre, non è affatto male; i suddetti robot sprecano oltretutto metà del carburante solo per arrivare sul posto!
La realizzazione tecnica, al di là degli effetti speciali, è abbastanza dozzinale: le scene rubate a documentari sull’esercito sono abbastanza ben inserite nel contesto, mentre i momenti di panico generale risultano poco credibili a causa del risicatissimo numero di comparse (fa quasi tenerezza la scena in cui l’esercito manda cinque soldati CINQUE armati di fucilini contro un mostro di 100 metri). Gli attori (tra cui il bravo Greene) sembrano come ipnotizzati, e recitano dialoghi senza senso con grande convinzione: l’Oscar dell’assurdo lo vince il militare pazzo con la benda sull’occhio fissato con la bomba atomica, una trovata, questa, utilizzata dalla Asylum praticamente in ogni film, che il nemico siano piranha, coccodrilli di 20 metri o dinosauri di 100. Se non altro dura una mezz’ora buona in meno dell’originale…

Produzione: USA (2013)
Scena madre: a un certo punto Cohn decide di inserire un ulteriore collegamente con Pacific Rim, ovvero l’interfaccia mentale. Per farlo, i tre piloti indossano una specie di cerchietto (ognuno ha il suo colore, rosso verde e blu) che li fa somigliare ai protagonisti di Sailor Moon! Imbarazzante!
Punto di forza: diciamo che essendo l’originale una vaccata, questo non è che sfiguri. Se si escludono gli effetti speciali.
Punto debole: Rimawi, Latt, sganciate la grana! Non troppa, eh, quella che basta per far ridere!
Potresti apprezzare anche…: Battle of Los Angeles
Come trovarlo: essendo reperibile anche in italiano, è probabile che sia stato distribuito sul mercato delle pay tv.

Un piccolo assaggio:  (ecco l’epico scontro finale!)

2,5

Pubblicato il febbraio 4, 2014, in 2010 - ?, Godzilla & Friends, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. io sono innamorata di te lo sai si krokodylus??

    • Onoratissimo! E siccome sono un tipo romantico, propongo una bella cenetta a lume di candela e dopo maratona a scelta tra la filmografia di Bruno Mattei e quella della Asylum.
      Fa sempre piacere un apprezzamento! Continua a seguirci claudiza!

  2. Be’ quindi merita? Direi di si…mi fiondo a cecarlo!!!!!!!!🙂

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