Fuga dalla morte – Luna di sangue

Di solito le locandine dei dvd le tagliamo, ma ci faceva ridere la faccia della tipa quindi l'abbiamo tenuta duplicata.

Di solito le locandine dei dvd le tagliamo, ma ci faceva ridere la faccia della tipa quindi l’abbiamo tenuta duplicata.

[Krocodylus, Gatoroid, IlCarlo]

Di: Enzo Milioni
Con: Jacques Sernas, Ulla Z. Kesslerova, Barbara Blasko, Alex Berger, Pamela Prati

Le premesse c’erano tutte: un titolo banalissimo, il finire degli anni ottanta, Pamela Prati e un pò di birra scadente rigorosamente in bottiglia di plastica con la quale innaffiare il tutto. Le cose sono andate diversamente da come ci aspettavamo.
Fuga dalla morte (o Luna di sangue, noto anche con il titolo anglosassone di Escape from death) vorrebbe essere un horror-thriller psicologico di quelli che avevano reso grande Lucio Fulci; finisce per essere un micidiale polpettone da telenovela brasiliana che rende imbarazzante Enzo Milioni, specialista in pornosoft. Lo spunto di base è subito poco interessante: Ann, la moglie di uno scrittore, Larry dice di averne visto il cadavere in una stalla: il dottor Duvivier che l’ha in cura indaga ma non trova il corpo; rinviene però una lettera in cui il presunto morto dice di volersi levare dalle palle per un pò. Un anno dopo si presenta a casa di Ann uno che sostiene di essere Larry, che lei sola non riconosce come tale. Questi sono i primi cinque minuti di film: per un’ora non succede veramente nulla: tutti vanno a cavallo, chiacchierano, si inciuccano, indagano senza ricavare una mazza, ogni tanto trombano. Ann è convinta che sia tutta una messinscena per farle confessare l’ipotetico delitto di Larry. C’è anche un vecchio custode sporcaccione, che si fa fare i lavoretti da una ragazzina bionda ninfomane che si struscia sul pacco di chiunque. Ogni tanto muore qualcuno in modo truculento e ridicolo, ma a nessuno sembra fregare più di tanto. Per farla breve: alla fine è davvero una messinscena, e tutto è stato organizzato dal dottor Duvivier per non dover ridare dei soldi ai creditori. Fortuna che arriva la polizia e lo uccide, in una scena della durata precisa di 5 secondi: praticamente, i titoli di coda partono stroncando il patetico “basta dottore” nella bocca dei due poliziotti che chissà da dove cazzo sono spuntati. Uno dei finali più frettolosi mai girati.
Non vorremmo sembrare troppo cauti o raffinati, ma Luna di sangue è proprio una cazzatona. La trama drammatica è del tutto inverosimile e arricchita da omicidi assurdi: teste di cera spappolate da proiettili, una decapitazione con una falce superesagerata, un colpo di pistola che spappola un pene finto veramente ridicolo facendolo esplodere come un pomodoro lanciato contro un muro. Anche l’elemento parapsicologico è buttato a casaccio e senza senso: dai vermi che appaiono nel tubetto del dentifricio (tipica scena horror-trash anni ottanta) alle telefonate da maniaco del presunto vero Larry, che chiama la moglie solo per informarla del fatto che i vermi se lo stanno magnando. Attori e personaggi, degni della telenovela piemontese della Gialappa’s Band, ci hanno lasciati senza parole, nel senso che mai prima d’ora avevamo assistito a un simile scempio attoriale e a dialoghi così pallosi. Nessuno, in nessuna scena, che sia di sesso, di morte o di litigio, esprime la benchè minima emozione: non solo a livello facciale (non vorremmo chiedere troppo), ma neppure nel tono di voce: le vittime degli omicidi, nel dubbio, non urlano neppure! Oltretutto i protagonisti (cioè tutti, il film ha una quindicina di presenze mal contate) sono tutti stereotipi del genere: Pamela Prati che fa la puttanona, la moglie nevrotica e il malvagissimo dottor Duvivier, che fin dalla prima scena da l’impressione di essere un gran pezzo di stronzo e che, per non farsi mancar nulla, parla al passato remoto o all’imperfetto stile verbale dei carabinieri. Aggiungiamo a questa robaccia soporifera il fatto che la componente erotica è totalmente assente (giusto due tette della bionda per una frazione di secondo), e che lo spiegozzo finale rasenta la malattia mentale: lo scrittore Larry che ruba i soldi alla moglie e alle amanti per comprarsi la droga, e per questo si indebita col dottor Duvivier, sarebbe stato eccessivo anche per Un posto al sole o Beautiful.
Chicca finale: contrariamente a quanto il proprio cognome avrebbe lasciato supporre, il buon Enzo Milioni nun c’aveva ‘na lira quando ha girato questa fetecchia, quindi le location sono due: una stalla con mezza giornata di prato e gli interni bui e tetri della casa, nella quale nessuno si cura di aprire le persiane manco di giorno.

Produzione: ITA (1989)
Scena madre: non è proprio una scena perchè dura veramente pochi secondi, ma il modo goffo in cui finisce il film fa sembrare quasi che Milioni si sia vergognato del proprio prodotto. E con ragione.
Punto di forza: ogni tanto le scene splatter impedivano di addormentarsi. Comunque sono poche e fatte coi piedi.
Punto debole: è veramente noioso, al minuto venticinque volevamo levarlo e metter su Breaking Bad. Ma ci piace farci del male.
Potresti apprezzare anche…: l’inarrivabile serie “Lucio Fulci presenta”. Come dite? Ah, anche Luna di sangue fa parte della collana “Lucio Fulci presenta”? Ci pareva…guardate anche gli altri, comunque!
Come trovarlo: risulta ne esista una versione in VHS, e financo in DVD. Comunque, ogni tanto lo passano in tv.

Un piccolo assaggio: 

(sembra incredibile, ma su Youtube non si trova nulla sul film, però abbiamo beccato questo trailer di La sorella di ursula, altra pellicola di Milioni. Apprezzate in particolare la sceneggiatura raffinata e la recitazione sobria)

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Pubblicato il agosto 26, 2014, in 1980 - 1989, Horror con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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