Adamo ed Eva, la prima storia d’amore

Una sobria locandina estera.

Una sobria locandina estera.

Di: John Wilder (Luigi Russo) e Vincent Green (Enzo Doria)
Con: Mark Gregory (Marco di Gregorio), Andrea Goldman, Angel Alcazar, Costantino Rossi

Adamo ed Eva: la prima storia d’amore, conosciuto negli USA come Adam and Eve VS Cannibals. Come si può non restare folgorati? Ed ecco dunque che subito parte la visione di questo film davvero incredibile, che contamina il racconto biblico con tutti gli elementi del cinema di genere italiano degli anni ottanta, rubacchiando qualcosa anche da successi stranieri.
Siamo alle origini del mondo: dopo una serie di eruzioni vulcaniche, sulla Terra nasce la vita (orripilante l’effetto delle piantine che crescono a scatti). Durante una tempesta, da un bozzo di frattaglie che dovrebbe rappresentare una specie di placenta esce Adamo. L’ignudo fanciullo inizia subito a scoprire il mondo che lo circonda: gli animali, gli alberi, l’acqua…ma si sente solo, poveretto. Che fa? Giunto su una spiaggia, costruisce una scultura a forma di donna, che un’altra tempesta trasforma in una compagna in carne ed ossa. I due gironzolano nudi per l’Eden, guardano gli animali, corrono sulla spiaggia, si tengono per mano con una agghiacciante canzone trashissima di sottofondo. Terminato questo videoclip, Eva viene attirata da un serpente (anch’esso rubato a qualche documentario, infatti cambia specie e forma a seconda dell’inquadratura e non interagisce mai con gli attori) che la invita a mangiare la mela, nonostante l’opposizione di Adamo. Convinta dalle ferree argomentazioni del biscione (“la mela è buona, mangiala e la tua vita cambierà”) Eva assaggia il frutto proibito e convince il non troppo sveglio Adamo a fare altrettanto. Una volta banchettato, i due vedono una coppia di leoni che trombano e decidono di fare altrettanto. Basta addormentarsi e…tiè, ecco la punizione divina! Vento, tempeste, eruzioni trasformano il Paradiso Terrestre in una terra arida e desolata, costringendo i due sventurati a fuggire da un meraviglioso masso rotante animato con i piedi. Nudi e imbarazzati della propria nudità, Adamo ed Eva si incamminano verso il mare (“al mare inizia la vita, e noi dobbiamo ricominciare da capo”, sentenzia Adamo, che per tutto il film sciorina frasi senza senso con una insopportabile faccia da “te pijo pel culo”); per arrivarci dovranno affrontare molte avversità: altri cavernicoli (Eva se ne tromberà uno, per poi mollarlo malamente dicendo che “lui non conta niente”, assurdo!), pterodattili, scimmie, tribù di cannibali.
Chi scrive non va a messa la domenica da un decennio buono, e quindi potrebbe anche sbagliarsi; ma non ricordavo la presenza di dinosauri e cannibali nella storia di Adamo ed Eva. Ovviamente perchè non ci sono dinosauri e cannibali: i due registi John Wilder (al secolo Luigi Russo) e Vincent Green (al secolo Enzo Doria) volevano sfruttare un pò di successi commerciali di quegli anni, dal filone sui cannibali a quello in stile Laguna blu coi due adolescenti che scoprono le gioie del sesso. Il risultato è tremendo, sembra l’incubo di un tamarro degli anni ottanta dopo una serata a base di preghiere e documentari sul giurassico. Per nostra fortuna, il cast è all’altezza di uno script così insensato: Eva è la sconosciuta Andrea Goldman (che giustamente non ha più recitato in alcun film dopo questo), mentre Adamo è…Mark Gregory, alias Marco di Gregorio! Lo ricordate? A suo modo, fu un protagonista del cinema di genere, soprattutto grazie al suo ruolo da protagonista nel dittico di Castellari sul Bronx (qui e qui il primo e il secondo capitolo); qui è decisamente sottotono, specie nel ruolo dell’ebete primo uomo cucitogli addosso, mentre è decisamente più efficace quando cazzia Eva per le sue scappatelle, tanto che a un certo punto si spera che la lasci nei guai e se ne vada in cerca di miglior fortuna. L’idea di rappresentare il mito biblico con dialoghi da seconda liceo è sopraffina: per tutto il tempo Adamo e quella gran zoccolona di Eva non fanno altro che rinfacciarsi di tutto (“non mi ascolti mai”, “qui comando io”, “stai sempre ad accusarmi”) e guardarsi come due triglie.
La realizzazione complessiva è incredibilmente sciatta e mal curata: a parte la scarsità di effetti speciali (almeno quindici minuti di film sono costituiti da immagini rubate a documentari, spesso fotografate in modo totalmente diverso dal film originale!), è assurda l’evidente mancanza di voglia di sceneggiatori (ogni tanto spuntano fuori personaggi mai visti, tipo la tribù di primitivi nel finale), costumisti (il bikini di foglie di Eva nun se pò guardà, ma pure l’immobile maschera di cartapesta dell’orso fa la sua porca figura) e musicisti: la colonna sonora è composta da un pezzo strumentale ripetuto in loop per ottantasei, interminabili minuti e dal pezzaccio trash di cui si diceva (titolo: My first love di Tania Solnjk). Aggiungiamo a tutto questo una strepitosa capacità di esegesi biblica: tutto il dilemma sul senso della punizione divina e del peccato si riassume nello scambio di battute prima del parto: “Eva, devi soffrire!”, “ma perchè? Non voglio!”, “perchè devi”. Clap clap.

Produzione: ITA (1983)
Scena madre: l’assalto dell’orso farlocco non è niente male per la palese mancanza di vergogna di tutte le persone coinvolte. Scegliamo quella, ma qualsiasi incrocio di sguardi tra i protagonisti merita la visione.
Punto di forza: cristianesimo d’accatto + cannibali + Laguna blu + musicaccia anni ’80 = libidine!
Punto debole: se la lotta con lo pterodattilo e la prima parte nell’eden offrono moltissimi spunti, i quaranta minuti dedicati alle tribù in guerra sono decisamente noiosi, anche perchè lo splatter è quasi inesistente.
Potresti apprezzare anche…: i numerosi film del filone barbarico all’italiana, tipo Sangraal. Non avendo Adamo ed Eva eguali nel cinema italiano, vi proponiamo qualcosa che ci somiglia, almeno nelle ambientazioni.
Come trovarlo: pare sia stato editato in DVD e sia acquistabile su Internet. Notevole la scheda del sito IBS, che descrive la trama di tutt’altro film.

Un piccolo assaggio:

(per darvi un’idea, questa è l’unica canzone che si sente per tutto il film)

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Pubblicato il dicembre 8, 2014, in 1980 - 1989, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Recensione da incorniciare…. Mi metto subito alla ricerca del divvidddi’🙂

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