Le avventure dell’incredibile Ercole – Hercules II

Ah, il caro vecchio peplum!

Ah, il caro vecchio peplum!

 

Di: Luigi Cozzi
Con: Lou Ferrigno, Milly Carlucci, Sonia Viviani, Claudio Cassinelli, Serena Grandi, Pamela Prati, Venantino Venantini, Maria Rosaria Omaggio, Eva Robin’s

Paul Valery diceva che il genio si muove nella follia (visto come siamo acculturati? Mica solo filmacci!). Luigi Cozzi è un genio o un folle? Presumibilmente entrambe le cose. La sua filmografia è una summa meravigliosa del cinema di genere italiano anni ottanta, spaziando dalla fantascienza all’horror al peplum. Come classificare Le avventure dell’incredibile Ercole, sequel dell’Hercules del 1983, diretto dallo stesso Cozzi? Noi lo piazziamo nel cinema d’azione, ma solo per una questione pratica. Anzi, Cozzi ci è simpatico, ci dispiace persino parlar male del suo film. Come? Lo stesso regista ha definito Le avventure una “cazzata senza capo nè coda”? Ah, beh, allora…
Pur non avendo noi visto il primo film (giuriamo di rimediare), apprendiamo dall’intro in stile serie tv tipo JAG che Ercole, interpretato dal burinone Ferrigno, ha sconfitto il male e come premio è stato trasformato in una costellazione, non si sa bene in che modo. Mentre l’eroe si bea tra le stelle, però, succede un fattaccio: quattro divinità dell’Olimpo si ribellano a Zeus, gli rubano le sette folgori che controllano il mondo e portano il caos sulla Terra. A tale caos assistono impotenti Glaucia (la Viviani) e Urania (Milly Carlucci!), che cercano un modo per sfuggire a dei sacrifici umani, che un sacerdote pazzo mette in scena per motivi noti solo a lui. Ad aiutare le due donzelle viene mandato proprio Ercole, rispedito sulla Terra tramite fulmine e subito pronto a dar spettacolo con la propria unica abilità: la baruffa fracassona in stile Bud Spencer & Terence Hill, che il non troppo sveglio semidio utilizza indifferentemente per picchiare degli uomini-fango o nella lotta contro le divinità dell’Olimpo. Ercole deve recuperare le sette folgori di Zeus dai corpi di altrettanti, pittoreschi mostri, e già che c’è impedire che la Luna e la Terra si scontrino (no, non ricordo perchè, ma chissenefrega, probabilmente non importava neppure a Cozzi). La situazione è ulteriormente complicata dalla resurrezione di Minosse, che viene resuscitato dagli dei ribelli e a sua volta si ammutina e dichiara guerra ad Ercole, a Zeus, a tutti. Alla fine Zeus recupera i suoi poteri e li trasferisce ad Ercole, che salva il pianeta con uno stratagemma sopraffino: diventa grande quanto Saturno e separa Terra e Luna con un paio di manate. Per sconfiggere il malvagio Minosse sarà però necessario un sacrificio…
Le avventure dell’incredibile Ercole è un pò I mercenari del fantatrash italiano: Cozzi, oltre a sperimentare tutti gli effettacci a disposizione (non è un modo di dire, pare che abbia davvero usato il film come collaudo per le sue follie!), riunisce un cast di nomi che dovrebbero far venire i brividi a ogni buon fanatico della serie Z: Ferrigno, Viviani (molto bella nella parte della guerriera-androide, una delle tante assurdità della sceneggiatura), Carlucci (pure lei decisamente gnocca, ma irritante nella sua cagneria recitativa), Cassinelli, Grandi, Prati, Venantini, Robin’s: tutti invitati al gran galà del trash del maestro Cozzi! L’idea che tutto sommato la qualità della trama non fosse in cima ai pensieri cozziani potrebbe spiegare, tra l’altro, la pochissima logica che lega i comportamenti dei protagonisti alla realtà. Peraltro, anche lo spettatore più volenteroso finirà per infischiarsene della consecutio temporum di fronte allo show messo in scena da Cozzi e dai suoi effettisti: non manca davvero nulla, tra sfondi disegnati a pastello, sovrapposizioni di pellicola, petardi, suoni da flipper, mascheroni, costumi improbabili…pensate a un effetto che costi poco e sia esilarante: ecco, sicuramente qui c’è! Anche sullo stile da adottare Cozzi doveva essere piuttosto dubbioso; per non sbagliarsi, li mischia tutti! La struttura di base è quella tipica del peplum anni sessanta, questo sì; gli sviluppi della seconda parte, però, richiamano palesemente la fantascienza in stile 2001: odissea nello spazio e Guerre stellari, con viaggi tra le stelle e scontri a colpi di armi laser, con picchi di assoluta psichedelia nelle sequenze del tempietto di Urania, una specie di regno allucinato che non avrebbe sfigurato nelle copertine dei dischi dei Jefferson Airplane. Va detto che in mezzo a tanto trash c’è pure qualche trovata azzeccatissima (il mondo a specchio verso il finale è genio puro, peccato che duri poco), e il ritmo non è affatto male, aiutato dalla durata standard di queste pellicole (80 minuti). Oltretutto Ferrigno, che non sapeva recitare neppure quando faceva Hulk, ha un sorriso bonario stampato sempre in faccia e alla fine non può non starci simpatico; così non dobbiamo neppure farci travolgere dalla nostalgia per il paragone con il leggendario Hercules di Kevin Sorbo della seconda metà degli anni novanta…

Produzione: ITA (1985)
Scena madre: Milly Carlucci vestita da antica romana discinta che prega gli dei con il cielo in negativo che si muove e gli effettazzi da trip di acidi.
Punto di forza: raramente un regista ha osato spingersi tanto in là nel kitsch degli effetti speciali. Cozzi rules.
Punto debole: a lungo andare la pesantissima cappa di trash  può risultare perfino ripetitiva. A noi delizia sempre e comunque, ma è questione di gusti!
Potresti apprezzare anche…: Starcrash, pilastro del cinema cozziano.
Come trovarlo: incredibilmente edito in DVD per i tipi della Stormovie.

Un piccolo assaggio: (in questo bel trailer anglosassone si coglie tutta l’ignoranza del film)

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Pubblicato il dicembre 17, 2014, in 1980 - 1989, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. madonna venantino venantini che carriera invidiabile

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