Sabotage

Siamo quasi sicuri che Arnold si sia fatto ringiovanire, in questa locandina.

Siamo quasi sicuri che Arnold si sia fatto ringiovanire, in questa locandina.

[Krocodylus, Nehovistecose]

Di: David Ayer
Con: Arnold Schwartzenegger, Sam Worthington, Olivia Williams, Terrence Howard, Josh Holloway

Il filmaccio non è un hobby, ma una scelta di vita. E capita a volte che anche nelle serate in cui ti trovi con amici (di quelli che, al contrario di te, i film di serie B non li possono proprio vedere) il destino ti venga incontro, sotto le mentite spoglie di un ben confezionato film d’azione. Va detto che le premesse erano buone: un film ad alto budget (35 milioni di dollari), con un cast non eccezionale ma di livello (il bravo Howard), il protagonista del film più redditizio di sempre (Worthington, che dopo aver rivisto Sabotage si è probabilmente pentito di non essere morto su Pandora) , e poi Schwartzy; è vero che non ci ha abituati a dei capolavori espressionisti, ma anche nella sua versione di eroe becero e ignorante non è mai sceso sotto un certo livello. Poi ha 70 anni, dai, mica si permetterà di fare ancora il ragazzino, giusto? GIUSTO? No.
John Wharton è un agente della DEA, l’antidroga americana. Repubblicano, spaccone, rozzissimo, John guida una squadra di mentecatti più ignoranti di lui, specializzata in black ops, operazioni di infiltrazione e sbornie nei night club. Il furto di milioni di dollari a dei narcotrafficanti messicani fallisce, i soldi spariscono e John e i suoi sono accusati di furto (chissà come li hanno beccati, dato che la scena del crimine era saltata in aria…) e cacciati. Quando qualcuno inizia ad ammazzare un sacco di gente, tra cui alcuni membri della squadra-comunità di recupero di John, questi vengono riammessi, sotto la stretta sorveglianza della polizia. Le indagini portano il bolso poliziotto a seguire le piste dei cartelli della droga messicani, gli stessi che un pò di tempo prima gli hanno ucciso la famiglia come ritorsione per il suo lavoro. Mentre la sequenza di morti continua (e Schwartzy riesce a farsi la bella poliziotta nonostante l’opposizione del ridicolo e inetto agente di colore), viene a galla la storia dei milioni di dollari il cui furto era fallito all’inizio; il nostro eroe si rende conto che qualcuno nella sua squadra non la racconta giusta…
Perdere altro tempo per descrivere l’ignobile trama di Sabotage non rientra nei miei programmi. In sostanza, si tratta di un pessimo film d’azione, mal girato, mal sceneggiato e con uno dei finali più ridicoli della storia. Non voglio anticipare chi si è rubato i milioni di dollari e soprattutto il movente, ma sappiate che è una roba senza senso, che si sarebbe potuta risolvere in mezz’ora e senza troppi spargimenti di sangue, se solo uno dei personaggi avesse usato il cervello. L’ormai anziano Terminator è ridotto a una macchietta, ma sembra non volersi arrendere all’età che avanza: corre, spara (ma curiosamente ha sempre in mano dei fucilazzi enormi, mai una semplice pistola, forse per accentuare la burinità) e riesce persino a sedurre una poliziotta che potrebbe essere sua figlia o sua nipote, quando è evidente che a quell’età certe cose sia un pò difficile farle, dai Arnold, non ti crede nessuno. Lo spessore psicologico dei personaggi è pari a zero, non c’è uno solo di loro che ispiri la benchè minima simpatia o che possa coinvolgere chi vede il film. In compenso, non si sa bene perchè, Ayer regala generose ed abbondanti dosi di splatter: abbiamo uomini sventrati e inchiodati al soffitto, cadaveri lasciati a marcire in acqua, corpi spappolati da treni in corsa, teste che esplodono, fiumi di sangue ovunque…non ci viene risparmiato davvero nulla, e questo è un bene, perchè altrimenti sarebbe stato difficile anche solo sorbirsi la prima mezz’ora. Essendo un film d’azione americano ignorante, non può mancare il tema della vendetta personale: la rappresaglia dei cartelli contro Schwartzy è talmente esageratamente crudele da non fare neppure impressione, e i suoi tentativi di farsi giustizia da sè non hanno davvero senso.
Un’ultima richiesta: qualcuno levi a Schwartzenegger quei cazzo di sigari, non se ne può più! E’ dai tempi di Predator che la mena con ‘sti cosi!

Produzione: USA (2014)
Scena madre: il finale. No, niente spoiler, guardatevelo. Ne vale la pena.
Punto di forza: l’azione splatterosa e il ridicolo doppiaggio italiano, che fa pronunciare alla poliziotta esclamazioni tipicamente americane come “boia!”.
Punto debole: Arnold, ritirati, c’hai duecento anni. E i dialoghi sono davvero imbarazzanti.
Potresti apprezzare anche…: quella vaccata di Last night, con Steven Seagal: due declini di due grandi eroi del cinema d’azione.
Come trovarlo: noi l’abbiamo noleggiato, e la sola spesa di 2 euro ci ha provocato fortissimi sensi di colpa.

Un piccolo assaggio: (avvertenza: i primi 25 secondi di questo trailer potrebbero trasformare chi lo vede in un repubblicano spaccone e tatuatissimo)

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Pubblicato il dicembre 24, 2014, in 2010 - ?, Azione con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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