2-Headed Shark Attack

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Il senso della Asylum per le locandine. 10+

Di: Christopher Ray
Con: Carmen Electra, Charlie O’Connell, Brooke Hogan, Christina Bach

“sono studenti universitari, è normale che si comportino così”. Questa perla, riferita al gruppo di anabolizzati e baldracche in costume da bagno che costituisce l’insieme dei personaggi di questo film, pronunciata a pochi minuti dai titoli di testa, permette subito di annusare il profumo di cazzatona. E trattandosi di un film della Asylum che parla di uno squalo a due teste,non poteva essere altrimenti. In svariati anni di università, chi scrive non ha mai visto situazioni del genere; le mie compagne di corso, a cui voglio bene, non si spogliavano molto spesso per limonare tra loro. Vabbè.
Per motivi non chiarissimi, e comunque ininfluenti, il suddetto gruppo di “studenti universitari” si trova a cazzeggiare in mezzo al mare, finchè la carcassa di un pesciolone non finisce nelle eliche impedendogli di continuare la navigazione, e anzi facendo imbarcare acqua. La comparsa di un provvidenziale atollo (vicinissimo a loro, ma qualche secondo prima non c’era) salva la situazione. Qui il film potrebbe anche finire, perchè, considerato che a) il cattivo è uno squalo, a due teste ma pur sempre uno squalo e b) i protagonisti sono sulla terra ferma, se ne deduce che c) lo squalo si attacca al tram e non è poi così temibile. Per fortuna interviene l’imbecillità degli “studenti universitari” (sigh): appena giunti sull’isola deserta, i ragazzotti capiscono subito quali sono le priorità: trombare, far limonare le studentesse in mare, prendere il sole e fare gare di motoscafi. Soprattutto quest’ultimo hobby è una manna dal cielo per lo squalo a due teste, che subito si da da fare divorando due studenti alla volta per fare prima. Avvenuta la prima scrematura di idioti, quando i superstiti si sono resi conto del pericolo, basterebbe starsene sulla terraferma per evitare guai; non essendo possibile, si inventa un mezzo terremoto che permette ai personaggi, anche quelli lontani dall’acqua, di tuffarsi ad ogni minima scossa, finendo anch’essi nelle doppie fauci del bestio. Lo scontro finale, con onde anomale e terremoti, vede i pochi studenti rimasti affrontare il 2-headed coso in mare aperto, riuscendo incredibilmente a sconfiggerlo nel modo più classico: lo squalo addenta la barca e la barca esplode, così, a caso. Arriva pure un elicottero a riprenderseli, chissà da dove, ma in fondo chissenefrega.
Piuttosto deludente questo ennesimo film Asylum a tema squali; il giochino non funziona più molto bene senza un minimo d’inventiva. Sì, la bestiaccia è divertente e tutto, ma oltre al fatto che si vede poco (gli effetti costano!), non è accompagnata da un contorno accettabile. I personaggi sono la replica esatta dello stereotipo americano degli studenti frivoli e palestrati, i dialoghi penosi, la realizzazione tecnica dozzinale: inquadrature da videoclip, ritmo da videoclip, recitazione da recita parrocchiale. E lo squalone? Lo squalone è ovviamente in digitale, a parte qualche scena in cui apprezziamo l’uso di ammassi di cartapesta legnosi e poco realistici. Niente di che. A questo punto tanto vale concentrarci sull’assurdità della sceneggiatura, roba che dei bambini di seconda elementare avrebbero scritto meglio, e sulla scelta degli attori: chi meglio di Carmen Electra, famosa per due grandi qualità, che non sono la capacità recitativa e l’applicazione, per interpretare una professoressa? Sì, sembra più giovane di alcuni suoi studenti (e probabilmente lo è), ma non importa, le inquadrature sul suo corpo in bikini si sprecano e a nessuno dispiace.
Se non avessimo visto qualche decina di film simili (ma più divertenti) potremmo anche apprezzarlo, ma per quanto ci piaccia il cinemasochismo crediamo che la Asylum possa e debba fare di meglio. Non so, Carmen Electra contro dei cannibali zombi? Dei cosacchi filosofi mummificati? Non è difficile, basta sforzarsi!

Produzione: USA (2012)
Scena madre: la lesbicata gratuita delle due studentesse sotto gli occhi libidinosi di un compagno, finchè lo squalo non fa il suo dovere.
Punto di forza: vale sempre la pena di spendere cinque minuti di vita per vedere un mostro strampalato della Asylum.
Punto debole: cinque minuti, non novanta. Tutto il resto è noia.
Potresti apprezzare anche…: i VHS con il backstage dei calendari delle veline. Manca lo squalo ma vabbè.
Come trovarlo: in versione anglosassone, possibilmente sottotitolato; i dialoghi assurdi regalano qualche sporadico momento di gioia.

Un piccolo assaggio:  (qualche genio si è messo a contare i morti del film, gustateveli)

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Pubblicato il maggio 29, 2015, in 2010 - ?, Godzilla & Friends, The Asylum Presents con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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