50 sfumature di grigio

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Ma il controllo de che? Perdi il tuo tempo, semmai.

Di: Sam Taylor-Johnson
Con: Dakota Johnson, Jamie Dornan, Luke Grimes, Rita Ora

Arriva per tutti il giorno in cui la tua ragazza ti dice “ehi tesoro, guardiamo 50 sfumature di grigio?”. Per fortuna la mia mi conosce, e quindi mi dice “ehi tesoro, guardiamo 50 sfumature di grigio? E’ una cazzata, almeno ci facciamo due risate, a te i film brutti piacciono”. Eh, non è facile essere fidanzata con un amante degli z-movies. Vabbè. Il film che ha fatto bagnare milioni e milioni di casalinghe insoddisfatte merita la nostra attenzione. Wow, l’erotismo! Il sadomaso! La trasgressione! L’ambiguità del piacere e del dolore, eros e thanatos! Bè, non proprio.
Anastasia Steele è una studentessa di letteratura inglese dalla vita non particolarmente emozionante: lavora in un negozio di ferramenta, vive con una coinquilina zoccola e, per una sorta di logica dell’equilibrio sessuale nell’appartamento, non ha mai fatto nulla con nessun ragazzo, manco due palpate o un limone duro in discoteca. Un giorno la sua coinquilina le dice che lei è malata (ma dove? Sta benone!) e la manda a intervistare, per il giornalino della scuola, Christian Grey, un 27enne che ha fondato un impero miliardario. Come? Boh, non importa, alle casalinghe insoddisfatte frega meno di zero. Segue una mezz’ora buona in cui il Bruce Wayne dei poveri e Anastasia si scambiano occhiate languide, lei si morde il labbro (lo farà per tutto il film, una roba insopportabile, datele una gomma da masticare PERDIO), lui la fissa con l’espressività di un capitone (è il personaggio a essere freddo? O forse l’attore a essere cane? O entrambe le cose?), insomma è tutto telefonato, questi due si piacciono. Lui però c’ha i rimorsi di coscienza e le dice di non cercarlo più che è molto oscuro e laido e gli deve stare lontano. Lei, che non è proprio un’aquila, beve un pò troppo e lo chiama al telefono per prenderlo per il culo. Lui non ci sta e (non si sa come) la trova e la porta a casa. Prende il via una stucchevole storia d’amore, in cui lui usa tutte le sue armi seduttive: i soldi, le macchine grosse, i soldi, l’elicottero, i soldi. Tutto sembra andar bene, ma, piccolo particolare: lui è un mezzo sadico che vuole dominarla e avere il controllo su di lei tramite un “contratto” (in assoluto una delle trovate più stupide e idiote della storia dell’umanità, indegno, tra l’altro a che minchia serve un contratto senza valore legale?), perchè “c’ho 50 sfumature di perversione”, “ho avuto un’infanzia difficile” e bla bla bla. Lei non ci sta e, dopo essersi fatta menare per punizione, gli dice che è una merda d’uomo e lo molla. Fine del film, tanto è una trilogia e i sequel sono già in lavorazione.
Secoli e secoli di battaglie per le pari opportunità buttati nel cesso. Le oltre 120 milioni (CENTOVENTIMILIONI) di copie vendute del romanzo della E.L. James, e i milioni incassati dal film, certificano il fallimento del femminismo su larga scala. Ogni volta che una donna dice “vorrei un uomo come mr. Grey” una suffragetta, da qualche parte, muore. Non giriamoci intorno: non è il sesso sfrenato (piuttosto soft nel film) nè il fisico da palestrato del signor Grigio a scatenare gli ormoni delle lettrici\spettatrici: è il suo conto in banca. Davvero, per una donna, il massimo obiettivo sentimental-sessuale è un contratto in cui c’è scritto cosa può o non può fare in ogni ambito della vita? Esilarante la scena in cui i due, in una stanza dalle luci rosse fastidiosissime, depennano dal contratto tutto ciò che lei si rifiuterebbe di fare (fisting anale e vaginale, bastoni, dilatatori, il tutto con il tono e l’espressione di chi sta negoziando l’assicurazione della macchina). La differenza tra il Grigio e qualsiasi burino maschilista delle borgate romane è una sola, cioè che il burino maschilista non c’ha una lira e si becca una denuncia per stalking, molestie e maltrattamenti; Grigio no, in quel caso non è stalking o molestia, ma “seduzione”. Ah ok.
Va bè, la storia è quel che è, la morale di fondo è ripugnante, ma almeno la confezione sarà il top, lucida e sensuale, piena di trasgressione. No? No. Le scene di sesso sono pochissime, molto “caste” rispetto alle aspettative (nessun nudo integrale) e anche le pratiche mostrate non sono niente di che, a meno che una sculacciata non sia considerata l’apice della perversione. Il film risulta alla fine anche noioso: in 125 minuti non viene mai mostrato che cosa spinga i due a piacersi reciprocamente, non c’è nessuna costruzione dei personaggi, non viene spiegato nulla; per un film che parla di seduzione, è un grosso limite avere personaggi piatti come tavoli. Aggiungiamo le prove attoriali imbarazzanti di tutti i personaggi e dei due protagonisti in particolare: se la Dakota ancora ancora è prigioniera in un ruolo stupido e inverosimile, e comunque fa del suo meglio (pochino, eh), Dornan è proprio solo una statua di cera monoespressiva. Non è freddo e glaciale, è proprio scarso. A Hollywood non c’era nessun palestrato belloccio in grado di recitare meglio? Eppure bastava pescare nel cast di The Avengers…ve lo immaginate questo film interpretato da quella sgnacchera della Scarlett e dal biondo che fa Thor? No? Almeno sarebbe divertente, dai.
PS1: domanda alle donne lettrici: ma davvero “io scopo, forte” è una frase che vi eccita? Vale anche per la versione del libro, ovvero “fotto senza pietà”. Davvero l’uomo eccitante deve parlare a letto come un cattivo della Marvel? Tipo “ehi, sei mia, i difensori della tua verginità non hanno scampo”, oppure “conquisterò il mondo, bwahahah”? Sono rimasto indietro, pare.
PS2: un grazie alla mia fidanzata che, oltre a detestare questo film, si è pure sorbita la mia recensione in diretta. Sei un tesoro! Però la prossima volta ci guardiamo un classicone di Bruno Mattei.

Produzione: USA (2015)
Scena madre: “io scopo. Forte”. Sul serio? Davvero? E’ proprio una scena eccitahahah, scusate, non possiamo crederci, che film dimmerda, almeno si ride un pò.
Punto di forza: la colonna sonora è fatta di pezzi pop che, se non sono il massimo, sono comunque ben ritmati e danno un senso ai vari spezzoni da videoclip di cui è composto il film.
Punto debole: un battage pubblicitario da milioni di dollari, evento mondiale, e due tette è il massimo che si può vedere? Solo perchè il VM18 avrebbe tagliato fuori dagli incassi stuoli di adolescenti con gli ormoni in subbuglio? Mah…
Potresti apprezzare anche…: i film di Tinto Brass. Trame migliori, attori capaci, più nudi! Però se guardate i film di Tinto Brass siete degli sporcaccioni, se guardate questo siete uomini e donne sofisticati in cerca di brividi.
Come trovarlo: la mia mente malata ha partorito questa cosa: chiunque compri il DVD o il blu-ray di questo film perde automaticamente ogni diritto di essere trattato\a in modo dignitoso dal\la partner. Un pò di coerenza.

Un piccolo assaggio: (guardatelo ed eccitatevi, guardate che pathos, che intensitahahah)

0,5

Pubblicato il gennaio 26, 2016, in 2010 - ?, Altri Capolavori con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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